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Il nuovo stadio del Milan

Fondazione Fiera ha approvato il progetto della società rossonera di un nuovo terreno da gioco al Portello, proprio accanto a Casa Milan

Di Redazione Undici

Il Milan avrà il nuovo stadio. In attesa che il Comune si esprima sull’approvazione, la realizzazione dell’impianto, che sorgerà nella zona del Portello, è più vicina dopo il sì di Fondazione Fiera. Accolta la proposta della società rossonera, che ha battuto la concorrenza della Vitali, nella corsa alla riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 della vecchia Fiera Campionaria di Milano. Decisivo l’ultimo rilancio del club di Berlusconi: offerta di 222,5 milioni di euro per l’affitto dell’area (4,05 milioni annuali per il canone di affitto per 50 anni, più 20 milioni per gli interventi di bonifica del sottosuolo). Lo stadio sarà completato entro la stagione 2018/2019 e sorgerà proprio accanto a Casa Milan, la sede del club inaugurata lo scorso anno. Per Barbara Berlusconi, «lo sfruttamento dello stadio porterà dai 50 agli 80 milioni l’anno».

L’area in cui sorgerà il nuovo stadio dei rossoneri

Un investimento importante, che però non toccherà la realizzazione del progetto: i 300-320 milioni necessari saranno finanziati interamente da sponsor (Emirates in prima linea, a cui si affiancherà una trentina di aziende). Il solo stadio costerà poco meno di 250 milioni e coprirà un’area pari a 56mila mq, l’area dei vecchi padiglioni 1 e 2 della Fiera. I finanziamenti restanti saranno dedicati alla costruzione di un albergo da 300 stanze, un liceo sportivo all’interno, ristoranti, percorsi immersi nel verde sulla sommità della struttura, parchi giochi per bambini.

Lo stadio avrà una capacità da 48mila posti e sarà all’inglese, senza barriere. Due anelli correranno lungo lo stadio: garantiti ottima visibilità da qualsiasi posizione e un effetto catino. La struttura avrà anche un tetto mobile per la chiusura. Sarà uno stadio anche molto ecologico, perché produrrà energia pulita.

Il progetto è stato ideato dalla britannica Arup, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Nel curriculum della Arup figurano altri stadi, come l’Olimpico di Pechino e l’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

Il video ufficiale del nuovo stadio

Per il Milan, il nuovo stadio sarà «raggiungibile con facilità dai mezzi pubblici, non invasivo a livello paesaggistico e che offrirà alla città servizi educativi, ricreativi e sociali sette giorni su sette. La nostra è anzitutto una sfida culturale. Così come accade all’estero, la costruzione di uno stadio urbano favorisce lo sviluppo dell’area in cui viene insediato. Infine contribuisce a creare un tifo responsabile, garantendo più sicurezza dentro e fuori lo stadio».

La parola chiave della nuova struttura è sostenibilità: il Milan la evidenzia in alcuni punti.
• Impatto visivo sulla città. Simile più a un edificio che a uno stadio: la sua altezza non supererà da terra i 30 metri (San Siro è alto invece più di 60 metri) perché sarà realizzato scavando per una profondità di 10 metri. Non dunque una struttura invasiva a livello paesaggistico, ma un complesso che si inserisce perfettamente all’interno della città perché vuole riprodurre proprio le linee architettoniche tipiche di Milano con portici, strutture leggere e trasparenti.
• No rumore: grazie alle nuove tecnologie, ai materiali fonoassorbenti e alla copertura mobile saranno azzerati i rumori che verranno percepiti all’esterno.
• No traffico: sarà fortemente incentivato il trasporto pubblico. Allo stadio, come accade in Inghilterra, si arriverà soprattutto con i mezzi pubblici (in particolare con le nuove fermate della Metropolitana).
• Più verde: all’interno dell’edificio, nella sua parte superiore, sono previsti percorsi immersi nel verde aperti ai cittadini durante tutto l’anno.
• No degrado e maggiore sicurezza: sempre in linea con il modello inglese il tifoso sarà, oltre che controllato, anche responsabilizzato. Meno tornelli all’ingresso e meno barriere tra pubblico e giocatori, ma tolleranza zero per chi tiene comportamenti irrispettosi fuori e dentro l’edificio.

È copywriter e autore. Ha scritto il voiceover di Una meravigliosa stagione fallimentare con la collaborazione di Giuseppe De Bellis, direttore di Undici. Non si conoscevano prima di questo film. Non si sono mai visti dopo. Sono entrambi tifosi del Bari, questo vale di più.