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Watford lo schizofrenico

La famiglia Pozzo ha riportato gli Hornets in Premier, comprando decine di giocatori, licenziando allenatori, azzeccandone comunque molte.

Di Mathieu Wood

Nell’aprile del 2015 il Watford è tornato in Premier League a otto anni di distanza dalla non troppo significativa parentesi manageriale di Aidy Boothroyd, che aveva visto il club terminare il campionato all’ultimo posto con appena 5 vittorie. Il successo per 2-0 contro il Brighton ha permesso agli Hornets di assicurarsi la promozione diretta sotto la gestione di Slaviša Jokanović dopo una striscia di 15 vittorie in 20 partite. Jokanović è appena il terzo manager nella storia ad aver riportato il club in Premier League dopo Graham Taylor e Boothroyd. Più tardi, quella sera, i giocatori hanno celebrato in città il traguardo insieme ai tifosi. Il Watford era un club-famiglia orgoglioso dei propri sostenitori e i festeggiamenti sembravano in linea con questa concezione. La promozione era un obiettivo concreto, ma è stata raggiunta prima del previsto. Per completare la tipica British night out, Ikechi Anya ha perso il portafoglio.

Il club dell’Hertfordshire deve i suoi recenti successi all’arrivo della famiglia Pozzo: Giampaolo e Gino, proprietari anche dell’Udinese, lo hanno acquistato nel 2012 quando, sotto la precedente gestione, rischiava di finire in amministrazione controllata, trasformandone in breve l’ambizione, gli scenari e la percezione nell’opinione pubblica. Era l’impulso necessario per condurre alla svolta. La prima decisione dei nuovi proprietari è stata quella di cambiare manager, nonostante Sean Dyche avesse fatto registrare il terzo più alto numero di punti dopo l’addio di Taylor nel 2001. È stato scelto come sostituito l’ex manager del West Ham Gianfranco Zola e il club ha iniziato a utilizzare la rete di scouting della famiglia Pozzo che tanto bene aveva fatto sia all’Udinese che al Granada.

WATFORD, ENGLAND - MAY 04: Watford owner Giampaolo Pozzo (C) and son Gino (L) talk to technical director Gianluca Nani after the npower Championship match between Watford and Leeds United at Vicarage Road on May 4, 2013 in Watford, England. (Photo by Richard Heathcote/Getty Images)
Watford Giampaolo Pozzo, Gino Pozzo, e il direttore tecnico Gianluca Nani (Richard Heathcote/Getty Images)

L’esperto portiere Manuel Almunia ha firmato nel 2012, dopo essere stato scaricato dall’Arsenal. Più significativi, tuttavia, sono stati gli arrivi di 15 giocatori in prestito tra cui Almen Abdi, Matěj Vydra, Fernando Forestieri e Anya, tutti provenienti da società gestite dai Pozzo. Gli acquisti di giocatori sia dall’Udinese che dal Granada sono stati male accolti da altri allenatori di Championship, preoccupati dell’impatto negativo di una simile operazione sul calcio inglese. Ian Holloway è stato particolarmente critico riguardo la campagna acquisti del Watford, ma non è stato l’unico e ci sono stati anche timori interni che il club potesse perdere la sua identità e diventare una sorta di società “feeder club”. La realtà, tuttavia, era quella di una squadra in fase di transizione e per i tifosi, nonostante le paure, era necessario riporre la loro fiducia nei nuovi proprietari.

Nonostante un inizio anonimo di campionato, il Watford è esploso ed è stato in lotta con l’Hull City per la promozione diretta fino all’ultima partita. La squadra di Steve Bruce ha affrontato il Cardiff, già sicuro della promozione e allenato da un ex manager del Watford. Malky Mackay avrebbe fatto un favore al suo vecchio club? I Bluebirds sono riusciti a pareggiare, ma a Vicarage Road sono successe cose davvero imprevedibili. Almunia ha dato forfait per infortunio a poche ore dalla partita contro il Leeds, sostituito dal Jonathan Bond, portiere della under 21 inglese. Ma dopo nemmeno un’ora la partita ha preso una brutta piega. Bond si è fatto male in un brutto scontro con il compagno di squadra Anya ed è stato sostituto da Jack Bonham, un prodotto dell’Academy. Il Leeds è passato in vantaggio per primo e, nonostante il pareggio di Abdi prima dell’intervallo, era abbastanza chiaro come sarebbe finita. Mentre il Watford spingeva, sperando in un gol della vittoria, è stato colpito in contropiede nei momenti finali della partita.

La stagione è finita al terzo posto, 85 goal segnati, il miglior attacco della lega, ma il dramma dei play-off davanti. Gli Hornets hanno ospitato il Leicester City dopo aver perso la gara di andata per 1-0: il vincitore della partita avrebbe disputato la finale di Wembley. Con il Watford avanti per 2-1 e l’incontro che si stava avviando ai tempi supplementari, l’arbitro Michael Oliver ha indicato il dischetto e assegnato un rigore agli ospiti. Anthony Knockaert ha avuto la possibilità di chiudere i conti, ma dopo una bella doppia parata di Almunia, il Watford ha segnato sul ribaltamento di fronte con Troy Deeney e vinto la partita al 97’. La finale più lucrativa di tutto il calcio (sì, è tutto spiegato qui) attendeva gli Hornets. Dopo una partita tesa e poco emozionante in cui il Watford è stato incapace di rendersi pericoloso, l’ex Kevin Phillips ha segnato su rigore il gol che ha dato il vantaggio al Crystal Palace, nei tempi supplementari. L’ottimismo della vigilia ha lasciato spazio a una profondissima delusione.

Almunia para il rigore, Deeney segna in contropiede: gli ultimi folli istanti dei playoff 2013 tra Watford e Leicester

L’annata successiva non è stata all’altezza della precedente e una brutta partenza ha portato il Watford all’esonero di Zola, sostituito dall’arrivo di un altro italiano, Beppe Sannino. La stagione 2014/15 è iniziata bene per, ma Sannino si è dimesso alla fine di agosto tra i rumour che parlavano di giocatori insoddisfatti dei suoi metodi. I mesi successivi sono stati contraddistinti da momenti di grande confusione societaria che hanno portato all’avvicendamento di tre diversi manager. È stato prima assunto l’ex allenatore del Brighton Óscar García, dimessosi dopo poche settimane per problemi di salute. Billy McKinlay , vice ct dell’Irlanda del Nord, è stato nominato immediatamente dopo, ma è durato solo due partite, prima dell’arrivo dell’ex centrocampista del Chelsea Slavisa Jokanovic. Il serbo, nonostante una brutta partenza, era apprezzato dai tifosi, ha dimostrato di essere passionale e di essere un tattico intelligente, come si potrebbe intuire dalle molte vittorie conquistate recuperando situazioni di svantaggio.

Appena due settimane dopo la fondamentale vittoria in rimonta per 4-3 sul campo del Bolton, la squadra di Jokanović è tornata di nuovo dove si era trovata nel 2005: a pochi metri dalla promozione diretta. Dopo un inizio terribile, sotto di due gol in soltanto 20 minuti, i tifosi cominciavano a chiedersi se la loro squadra non stesse buttando via la possibilità di giocarsi la promozione. Le previsioni, fortunatamente, si sono rivelate sbagliate. Davanti ai loro occhi increduli si è sviluppato un finale thriller, con il gol decisivo segnato da Matej Vydra. Nonostante il secondo posto in classifica a causa del pareggio concesso allo Sheffield Wednesday nei minuti finali, il Watford poteva festeggiare il ritorno nella massima serie.

Una figura fondamentale nella storia recente della squadra è quella del capitano Troy Deeney. L’ex attaccante del Walsall è il simbolo: ha un grande rapporto con i tifosi e, nonostante le offerte di mercato, è rimasto fedele al club che gli ha sempre dato una seconda opportunità nel momento di maggiore bisogno: Deeney, nel 2012, ha passato tre mesi in carcere, dopo essere rimasto coinvolto in una rissa tra ubriachi.
La promozione del Watford è arrivata anche grazie a lui, nativo di Birmingham, e ai suoi 21 gol. Era la terza stagione consecutiva con più di 20 reti. Il Watford era una realtà in rapida evoluzione e Deeney ne rappresentava il simbolo.

Al suo arrivo Gino Pozzo aveva promesso ai tifosi che avrebbe finanziato i lavori di costruzione di una nuova tribuna per sostituire la vecchia East End, ormai fatiscente. Tutto quello che chiedeva era una regolare presenza di 15mila spettatori durante ogni partita casalinga. L’idea è diventata realtà quando alla fine del 2014 è stata aperta una tribuna completamente nuova, ribattezzata Sir Elton John Stand, dedicata al cantante ed ex presidente del club.

Gli highlights della bella vittoria ottenuta dal Watford nel recente incontro di Premier League contro il Manchester United

I buoni risultati del Watford, nonostante le delle difficoltà societarie, avevano mostrato ai giocatori che solo stando uniti si potevano superare le difficoltà. La domanda era: Jokanovic sarebbe rimasto in carica? La risposta è stata no. In quel momento Gino era l’unico proprietario del club, mentre suo padre Giampaolo si stava concentrando esclusivamente sull’Udinese. Come la storia recente ha dimostrato, Gino non ha avuto paura di cambiare manager. Dopo che Jokanovic è stato esonerato, forse ingiustamente, il club ha deciso di ingaggiare un altro allenatore per arrivare il più presto possibile in Premier League. Quique Sánchez Flores è stato rapidamente individuato dai vertici societari come il profilo più adatto. Aveva vinto l’Europa League con l’Atlético Madrid nel 2010, potendo contare su giocatori del calibro di Sergio Agüero e Diego Forlán.

Stavolta il parco attaccanti del Watford comprendeva il semisconosciuto Odion Ighalo e Deeney. I risultati raggiunti da Flores tra il suo arrivo e il gennaio 2016 sono stati notevoli, grazie soprattutto ai gol di Ighalo. Il manager spagnolo non aveva alcuna esperienza nella massima serie inglese e il suo lavoro si è complicato in seguito alla politica adottata dal club di ingaggiare un numero spropositato di giocatori nel mercato estivo. A Vicarage Road sono arrivati 16 nuovi innesti, tra cui nomi di caratura internazionale come Étienne Capoue, Valon Behrami e Miguel Britos. In totale, la squadra era composta da 22 nazionalità diverse. Tuttavia, dopo un inizio difficile, sono arrivati i primi successi e dopo una netta vittoria sul Liverpool, la quarta consecutiva in campionato, il Watford era distante un solo punto dal quarto posto. Il club ha concluso la stagione al nono posto e le aspettative sono aumentate dopo il piazzamento nella parte alte della classifica. Tutto sembrava procedere per il verso giusto. Inevitabilmente, però, i risultati e le prestazioni sono calate all’inizio di gennaio, anche se il club aveva quasi ipotecato la salvezza, ed era arrivato fino ai quarti di finale di Fa Cup.

L’ultima semifinale il Watford l’aveva disputata nel 2007: allora si disputavano su differenti campi neutri, ma stavolta, contro l’Arsenal nel 2016, si giocava per un posto a Wembley. Ormai certi della permanenza in Premier League, la Fa Cup era diventato un obiettivo fondamentale. Contro i Gunners, Ighalo ha portato il Watford in vantaggio segnando il suo primo gol dopo quasi 600 minuti di astinenza. Il legame tra le difficoltà del Watford e la sua imprecisione sotto porta era stata impressionante nelle ultime settimane. Adlène Guedioura ha poi scagliato un missile che è valso il raddoppio. I tifosi erano in estasi. Gli ultimi 10 minuti sono stati difficili e carichi di nervosismo. La difesa del Watford è stata messa a lungo sotto pressione e, malgrado un gol di Danny Welbeck, gli Hornets hanno conquistato una meritata vittoria.

WATFORD, ENGLAND - SEPTEMBER 18: The Watford players clap the fans as they make their way into the tunnel during the Premier League match between Watford and Manchester United at Vicarage Road on September 18, 2016 in Watford, England. (Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

I giocatori del Watford applaudono i tifosi al termine della vittoria contro il Manchester United (Richard Heathcote/Getty Images)

In semifinale, a Wembley, il Watford è stato nuovamente sconfitto dal Crystal Palace, nonostante una prestazione migliore di quella del 2013 in Championship. Terminata la stagione, era tempo di prepararsi ad un nuovo campionato sotto la gestione Flores. Praticamente qualsiasi club lo avrebbe riconfermato, ma non Gino Pozzo. Fonti interne della società sostenevano che la proprietà non fosse soddisfatta della seconda parte di stagione, e Flores è stato esonerato a maggio. I tifosi amavano Flores, ma hanno scelto di non criticare Pozzo, mostrando la loro gratitudine nell’ultima gara di campionato contro il Sunderland, con striscioni per l’uno e per l’altro.

Oggi, sotto la guida di Walter Mazzarri, gli Hornets stanno cercando di conquistare l’ennesima salvezza in Premier League. Mazzarri qui è famoso come un uomo dalla disciplina ferrea, e deve migliorare il tredicesimo posto della passata stagione. Il mercato estivo ha portato a Vicarage Road, ancora una volta, giocatori di esperienza internazionale, mentre il club è riuscito a trattenere Deeney e Ighalo, i due giocatori più importanti della rosa. Il primo era un obiettivo del Leicester, disposto a pagarlo 30 milioni di sterline. Il Watford si è opposto, e alla fine lo stesso Deeney ha scelto di restare, firmando un rinnovo del contratto di cinque anni. Ighalo ha impressionato in Premier League ed è finito nel mirino della ricchissima Super League cinese. Gli Shanghai SIPG volevano offrire 38 milioni, ma Pozzo, per l’ennesima volta, ha rifiutato. Una decisione che può lasciare perplessi, anche se resta difficile trovare giocatori in grado di segnare quasi 20 gol alla loro prima stagione in Premier League. I Pozzos hanno venduto il Granada all’inizio dell’estate, garantendo così ancora più risorse per il Watford. È significativo il fatto che in rosa non ci siano più i giocatori arrivati dall’Udinese o dal Granada nell’estate del 2012, segno che la trasformazione dal controverso feeder club che giocava in Championship all’attuale squadra autosufficiente è completata. Con i tifosi legati al club come mai prima d’ora, il futuro del Watford sembra promettente sotto la gestione di Gino Pozzo. Come cambiano i tempi, e come cambiano le opinioni.

 

Articolo pubblicato originariamente su These Football Times