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Gli effetti di Brexit su Football Manager

Saranno simulate le possibili conseguenze dell'uscita del Regno Unito dall'Ue: è la prima volta che la politica entra a far parte del videogame.

Di Redazione Undici

Football Manager 2017, in uscita il prossimo 4 novembre, presenterà una novità assoluta: come scrive anche l’Independent, lo sviluppo del gioco sarà influenzato dagli effetti di Brexit, con diverse possibili conseguenze in base agli accordi che porteranno la Gran Bretagna a uscire dall’Ue. Nel caso di un soft Brexit, per esempio, l’utente potrà simulare senza troppi problemi trasferimenti di giocatori da un Paese all’altro, fissando un numero massimo di stranieri come avviene anche in Italia; possibilità invece non contemplata in un hard Brexit, che renderebbe extracomunitari tutti gli atleti dell’Ue, chiedendo loro il permesso di lavoro. È la prima volta che le decisioni della politica entrano a far parte del gioco: «La Brexit è stato un evento troppo importante ed impossibile da trascurare» ha detto Miles Jacobson, il responsabile della casa di produzione del videogame Sports Interactive.

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Gli sviluppatori avevano inizialmente pensato a un unico scenario in Football Manager, ma quando hanno saputo delle molteplici variazioni che Brexit avrebbe avuto hanno deciso di utilizzare l’intelligenza artificiale per rappresentare al meglio la varietà di situazioni possibili. In virtù di questa ragione, il gioco potrebbe persino descrivere il caso estremo in cui ai calciatori non britannici attualmente in Premier League sarà richiesto un permesso di lavoro per poter continuare a risiedere nel Paese.

Ogni utente, dopo un periodo compreso tra i due e i dieci anni dall’inizio del gioco, riceverà una notifica sugli effetti che Brexit avrà comportato sull’economia britannica e, di conseguenza, sul calciomercato. Jacobson ha spiegato che nel gioco «sono stati simulati gli esiti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue dopo aver a lungo parlato con politici e personalità nel mondo del calcio». Football Manager non si ferma solo a Brexit, ma ricostruisce anche i diversi scenari che potrebbero colpire i singoli Paesi dove, per esempio, potrebbe capitare di giocare con la Scozia diventata indipendente dal Regno Unito e quindi tornata a far parte dell’Ue.

 

Nell’immagine in evidenza, una manifestante durante la marcia anti Brexit a Londra dello scorso settembre (Justin Tallis/Afp/Getty Images)