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Il numero 14 di Undici

Belotti, Immobile, Lapadula; un reportage dalla Masía e dalla fabbrica Panini; la nuova Bundesliga e molto altro.

Di Redazione Undici

Questo numero di Undici sarebbe il primo dell’anno, se contassimo l’anno a partire da gennaio per arrivare a dicembre. Ma, considerato che la stagione calcistica si estende da agosto fino a luglio, potremmo anche pensare di essere arrivati al giro di boa, anzi di averla già aggirata la boa, e potremmo dedurne che, a questo punto, potrebbe essere il momento di tirare un po’ di somme. Una delle più sicure, arrivati a questo punto della Serie A, riguarda il bilancio di alcuni attaccanti italiani: la “classe ’90” sta diventando grande, prendendosi il posto che merita nelle gerarchie della classifica marcatori. Il simbolo di questa rinascita, dopo anni in cui si lamentava la scomparsa dell’attaccante italiano, è Andrea Belotti, in questo momento a quota 15 reti, già meglio del record (12) della passata stagione. Abbiamo passato una giornata a Torino con lui, anzi, con lui e il suo Jack Russell (che abbiamo anche fotografato e pubblicato). L’intervista è firmata da Francesco Paolo Giordano, le fotografie – compresa quella di copertina – di Andy Massaccesi.

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A seguire, abbiamo incontrato e scattato due attaccanti che, tra alti e bassi, hanno ritrovato la via del gol: Ciro Immobile, che alla Lazio ha ritrovato la miglior forma dai (primi) tempi di Torino, e Gianluca Lapadula, che è riuscito a conquistare la fiducia di Montella e dei tifosi milanisti alla prima, non facile, stagione in Serie A. Le interviste sono di, rispettivamente, Daniele Manusia e Davide Coppo, mentre le fotografie di Guido Gazzilli e Fabrizio Vatieri.

Ma non di sola Serie A si vive, soprattutto se leggi Undici, insomma. Allora avrete notato che la Bundesliga, da qualche anno a questa parte, è diventato uno dei campionati tra i più interessanti, no? Abbiamo dedicato uno speciale di 14 pagine alla nuova scuola di allenatori tedesca, da Klopp, Tuchel e Schmidt fino al giovanissimo Nagelsmann, fautori di una filosofia basata su idee innovative, audaci, in controtendenza rispetto alla vecchia tradizione nazionale. Il lunghissimo speciale è firmato da Alec Cordolcini.

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Continuiamo con un salto in Spagna, per rinfrescare il clima: Antonio Moschella, parlando con un po’ di persone che nella Masía, il celebrato centro sportivo giovanile del Barcellona, hanno lavorato per anni, cerca di indagare il perché quello stesso centro non riesca più a produrre qualità come al tempo di Messi, Piqué e Busquets. C’entrano molte cose, dalla scelta di Gerard López come allenatore del Barça B alla politica seguita da Luis Enrique, molto diversa rispetto a quella guardiolana. Le fotografie, scattate all’interno del Camp Nou, sono di Iris Humm.

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A proposito di fotografie: siamo molto fieri delle successive dodici pagine, in cui Alessandro Oliva ha scattato la fabbrica originale delle figurine Panini, la stessa da più di 50 anni, a Modena. Con lui è andato Oscar Cini, che ha raccontato come l’invenzione di quattro fratelli sia diventato oggi, con pazienza e saggezza, un business globale che arriva a fatturare fino a 700 milioni di euro. Rimanendo in Emilia, e voltando pagina, siamo andati a Bologna a fare una chiacchierata (via Giorgio Burreddu) con Luca Carboni, che ci ha parlato di Gigi Maifredi, Lucio Dalla, Mattia Destro, Joey Saputo, insomma, di Bologna. Per concludere questa prima parte, la rubrica di Paolo Condò, che questa volta è ambientata in Pakistan, tra i monti del Kashmir: è il racconto di un viaggio, intrapreso alla fine degli anni Novanta, per controllare in compagnia dell’Onu lo stato del lavoro minorile nella fabbricazione di palloni. Siamo a tre anni dall’Undici Settembre, e quella parte del mondo su cui si accenderanno, di lì a breve, parecchi riflettori, è un luogo affascinante e sconosciuto.

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Abbiamo infine dedicato un po’ di pagine ad alcuni tra i più importanti stadi di rugby, ovvero a quelli ospiteranno in questi giorni l’edizione numero 123 del Sei Nazioni: a Dublino, Edinburgo, Parigi, Cardiff, Roma e Londra. A chiudere il magazine, una sorpresa e una novità: la nuova sezione chiamata Agenda, una sorta di calendario di vari appuntamenti sportivi che prenderanno il via nei due mesi in cui Undici rimarrà in edicola, con qualche consiglio per acquisti correlati: accessori, libri, applicazioni, e così via. A chiudere il numero, un lungo racconto che abbiamo battezzato, semplicemente, Longform: si esordisce con Matteo Codignola che racconta dell’ultimo Federer, ma anche dell’ultimo Frank Sinatra, delle vittorie inaspettate, di tennisti romantici e jazzisti quasi scomparsi.