Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Undici!



Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

La cultura calcistica di Xabi Alonso

A fine stagione lascia il calcio giocato, ma la sua straordinaria carriera è un'anticamera del suo futuro: quello di allenatore.

Di James Horncastle

È da tempo che il Bayern Monaco sapeva delle intenzioni di Philipp Lahm di ritirarsi al termine della stagione, tuttavia il momento dell’annuncio, arrivato a febbraio, ha spiazzato il club. Avevano immaginato di tenere una conferenza stampa a giugno, sperando sommessamente che l’ultimo atto di Lahm da capitano sarebbe stata la vittoria della Champions League a Cardiff. Non sarebbe stato un addio.

Il Bayern non ha rimpiazzato Matthias Sammer quando, la scorsa estate, si è dimesso dal ruolo di direttore sportivo: stavano tenendo il posto libero per Lahm. Che però ha scelto di prendersi un anno sabbatico, e il Bayern deve pensare ad altre soluzioni. Max Eberl, del Borussia Mönchengladbach, per ora è il favorito. È un po’ come quanto scritto da John Steinbeck riguardo i progetti più ambiziosi in Uomini e topi: spesso vanno in malora. Al Bayern hanno detto che «le porte saranno sempre aperte per Philipp» quando avrà capito cosa vuol fare con la sua vita, ora che i suoi giorni da calciatore sono quasi finiti, ma è evidente che siano rimasti perplessi.

MADRID, SPAIN - APRIL 23: Philipp Lahm of Bayern Muenchen takes on Xabi Alonso of Real Madrid during the UEFA Champions League semi-final first leg match between Real Madrid and FC Bayern Muenchen at the Estadio Santiago Bernabeu on April 23, 2014 in Madrid, Spain. (Photo by Paul Gilham/Getty Images)

Una cosa è certa, Lahm non spera di rimpiazzare Carlo Ancelotti all’Allianz Arena. «Al momento non credo di diventare un allenatore. Se dovessi decidere oggi, la mia risposta sarebbe no», ha detto all’Équipe. «Avendo passto la maggior parte del mio tempo in campo, cosa che ho fatto negli ultimi 25 anni, non è qualcosa che al momento mi tenta. Ho sempre provato un piacere profondo nel pensare a come riprodurre i sistemi di gioco, e continuerò senza dubbio a farlo davanti alla tv. Ma per diventare un allenatore, per essere veramente immerso nel calcio tutto il tempo, preparare le gare e gli allenamenti… Non posso immaginare di ritrovare lo stesso piacere, e nel calcio è fondamentale».

A un mese dalla scelta di Lahm, Bayern Xabi Alonso ha seguito i suoi passi. Due anni più anziano di Lahm, Alonso deve aver capito che era arrivato il momento di annunciarlo, in un modo tutto suo. «Lived it. Loved it. Farewell beautiful game», ha twittato. Vincitore dei Mondiali e di due Champions League, Alonso si avvierà al tramonto, come Lahm, alla fine della stagione. Xabi ha capito la decisione del compagno, ma non credeva alla sua volontà di non diventare allenatore. «Mi ha sorpreso, perché penso che Philipp abbia tutte le qualità [per essere un grande allenatore]. È molto intelligente. In campo è sempre stato capace di prendere la decisione giusta. È certamente uno dei giocatori più intelligenti con cui abbia mai giocato». E il lavoro di allenatore fa certamente al caso di Alonso. Chiaramente il suo futuro è in panchina un giorno: «Non posso dire lo stesso [di Lahm]. Io amo il calcio, mi piace guardarlo, mi piace capirlo. Non sono sicuro che un giorno diventerò un allenatore, ma non posso negare che un giorno potrei diventarlo. Ce lo dirà il tempo».

Real Madrid v Atletico de Madrid - UEFA Champions League Final

Nel calcio siamo sempre incuriositi dai grandi allenatori di domani. Basta guardare, ad esempio, l’hype creatosi intorno a Julian Nagelsmann all’Hoffenheim. Ricordiamo anche l’eccitazione generata da Andrea Stramaccioni, in particolare dopo che l’Inter concluse la striscia della Juventus di 49 gare senza sconfitta, diventando la prima squadra a vincere allo Juventus Stadium. Entrambi hanno avuto una carriera in campo distrutta da un infortunio, trasformandosi così in allenatori. Altri hanno fatto un percorso diverso. Arrigo Sacchi era un venditore di scarpe. Maurizio Sarri lavorava in banca. André Villas-Boas ha vissuto a lungo nell’appartamento di Bobby Robson. José Mourinho è stato molto vicino a finire in questa categoria. Non devi essere stato un calciatore ad alti livelli. Arsène Wenger e Rafa Benítez ne sono grandi esempi. Lo è anche Jürgen Klopp. E non tutti i grandi calciatori sono diventati grandi allenatori. Dobbiamo parlare di Diego Maradona?

Tuttavia, c’è spesso un denominatore comune. Se è vero che “non hai bisogno di avere un cavallo per essere un fantino”, sembra che aiuti l’aver giocato a centrocampo. Pep Guardiola, Carlo Ancelotti, Antonio Conte, Diego Simeone, Massimiliano Allegri, tutti hanno giocato in quella zona di campo. All’inizio della stagione di Serie A, più del 50% degli allenatori aveva un passato da centrocampista. Interrogato sul perché così tanti di loro siano diventati grandi allenatori, Eusebio di Francesco ha detto a Walter Veltroni: «Un centrocampista è abituato a vedere tutte le fasi del gioco. Conosce l’attacco e la difesa. E vale per un buon centrocampista un principio che poi sarà utile anche da allenatore: l’importante non è guardare dov’è la palla, ma dove la palla può andare».

Liverpool v Arsenal - Premier League

Certo, non è una scienza esatta. «Sono un’eccezione», sostiene Sacchi, «ma secondo me per essere un allenatore di successo non basta avere avuto un passato a centrocampo. Ci sono altri fattori che, almeno nel mio caso, sono intervenuti a segnare la mia carriera. L’allenatore di successo non ha un passaporto di provenienza, né un ruolo predefinito. Ciò che invece non può assolutamente mancare sono la passione e la determinazione. Sono questi gli elementi che fanno la differenza. Per poter raggiungere gli obiettivi prefissati serve tanta forza di volontà e la capacità di puntare in alto».

Xabi Alonso, come Xavi, sembra avere tutte le caratteristiche per farcela. Lo pensa anche Carlo Ancelotti: «Ha tutte le qualità e l’esperienza per diventare in futuro un allenatore fantastico». L’esperienza a cui allude Ancelotti non è confinata soltanto alle finali di Champions League, Mondiali ed Europei disputate, ma riguarda anche la formazione di Alonso. Si potrebbe pensare che, durante la carriera da giocatore, Xabi abbia sempre avuto in testa quella da allenatore. Alonso ha giocato in Spagna, Inghilterra e Germania, lavorando con alcuni dei migliori manager della sua generazione: Benítez, José Mourinho, Ancelotti, Pep Guardiola e Vicente del Bosque.

«Sono sicuro che, quando smetterà con il calcio giocato, diventerà un grande allenatore», ha detto Mourinho. «Mi ricorda Guardiola quand’era giocatore: in campo si comporta già da coach». I tifosi del Liverpool sarebbero entusiasti di vedere un giorno Alonso sulla panchina di Anfield. «Se, in via del tutto ipotetica, diventerà allenatore del Liverpool», la riflessione di Steven Gerrard, «so chi mi piacerebbe avere come mio assistente: Xabi Alonso o Jamie Carragher».

Mourinho e Guardiola a confronto, secondo Xabi Alonso

I suoi vecchi compagni di squadra si sono visti all’inizio di questa stagione in televisione per parlare dei diversi modi di allenare di Mourinho e Guardiola, in vista della rinnovata rivalità in quel di Manchester. Oggi commentatore televisivo, Carragher puntualizzò che nessuno meglio di Alonso avrebbe potuto avere una prospettiva privilegiata. I dieci minuti trascorsi nel spiegare come il suo ruolo fosse cambiato da un allenatore all’altro sono stati una gioia per le orecchie. Dissipando ogni dubbio sull’acume tattico di Alonso, famoso in Inghilterra sin da quando espresse il suo scetticismo sull’ossessione della Premier per i tackles.

«Una cosa che prevedo con certezza», ha scritto Carragher la scorsa settimana, «è che, una volta dato l’addio al Bayern Monaco, Xabi Alonso non sarà una perdita per il calcio. Ha ancora molto da offrire. Lo vedo allenare un grande club o, forse, diventare un direttore sportivo. Ma, conoscendolo, non avrà ancora deciso. Quando arriverà giugno, merita di riflettere su quanto splendida sia stata la sua carriera». Guardiola, che ha voluto come assistente al Manchester City Mikel Arteta, ex compagno di squadra alla Real Sociedad nonché amico d’infanzia di Alonso, non ha dubbi su quello che sarà il suo prossimo step. «Xabi sarà un allenatore, in qualunque momento ne avrà voglia. E sarà un ottimo allenatore».