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Skriniar eleganza

Il sorprendente inserimento di Milan Skriniar all'interno del sistema difensivo dell'Inter di Luciano Spalletti.

Di Oscar Cini

Quando l’Inter ha cominciato la stagione con la coppia Miranda-Skriniar e senza apparentemente nessuna alternativa se non il rientrante Ranocchia, più di un tifoso ha palesato preoccupazione per quella che sarebbe stata la tenuta difensiva dei nerazzurri. Dopo le prime 7 giornate l’Inter si ritrova con un atleta che ha disputato tutti i 630 minuti di gara, un giocatore che sembra rispettare qui crismi di universalità che vengono richiesti a un difensore realmente moderno. L’adattamento di Skriniar al calcio italiano non è stato affatto facile. Arrivato alla Samp nel gennaio 2016, quando sulla panchina del Doria siede ancora Vincenzo Montella, Milan mette insieme soltanto due presenze, di cui una infelice contro la Juve. Dopo 14 minuti di gioco viene espulso per un fallo su Mandzukic: la storia italiana di Skriniar non parte sotto i migliori auspici.

Nella stagione scorsa, Giampaolo ne ha fatto man mano il perno difensivo della propria squadra. Posto al centro della difesa al fianco di Silvestre, la stagione di Skriniar è stata positiva, seppur con alcuni errori evidenti che hanno lasciato qualche interrogativo sulle le sue reali qualità. Nel gioco dei doriani, Milan era la prima opzione per la costruzione verticale di Giampaolo. Con il 92% di precisione nei passaggi, lo slovacco ha mostrato quella che è la dote migliore della casa: la tecnica e la qualità di un centrocampista nell’armatura di un difensore. Molto del merito di questa evoluzione è di Adrian Gul’A, tecnico dello Zilina che lo ha spostato dal centro del campo al ruolo di difensore centrale. Dopo una fisiologica stagione di adattamento, Skriniar è arrivato all’Inter grazie alla lungimiranza di Sabatini. La bravura del dt. nerazzurro sta nel saper guardare oltre l’orizzonte, non fermarsi ai fatti ma provare ad analizzarli con sguardo al futuro, senza lasciarsi influenzare dal momento. Milan arriva così all’Inter dopo la stagione 2016/17 in cui proprio contro i nerazzurri aveva fatto registrare due delle prestazioni migliori del proprio campionato.

Impostazione

La storia d’amore tra Skriniar e Spalletti sembra già al suo apice dopo poche gare. Il tecnico di Certaldo ne ha parlato immediatamente in termini entusiastici e pare stia per nascere quel bromance attraverso cui Spalletti è solito esaltare alcuni elementi della propria rosa. Sia per l’allenatore che per Sabatini Skriniar diventerà in breve tempo un giocatore ambito dai top club europei, cosa che l’Inter, a lavoro sulla ridefinizione del proprio status, ancora non è. Skriniar, forte del proprio background da centrocampista, ha la capacità innata di trovare i compagni in verticale, tagliando le linee di pressione avversarie. La lunghezza media dei passaggi è di 16 metri, dato inferiore di tre metri a quello dell’anno scorso. Il lancio lungo è un’opzione che raramente si vede attuare allo slovacco: Spalletti ama avere, dove possibile, il controllo del pallone, e anche la tipologia di avversari affrontati fino a ora ha permesso ai nerazzurri di tenere il possesso della sfera impostando con calma. Se l’anno scorso sono stati 1601 i passaggi andati a buon fine, il dato si assesta quest’anno già a 400. Un aspetto da limare è la testardaggine con cui cerca a volte il gioco verticale, una forzatura anche con squadra schierate e compatte porta l’Inter a esporsi a ripartenze pericolose.

Il movimento a eludere l’intervento dell’attaccante avversario e la precisione nel lancio

Posizionamento difensivo

Skriniar è un difensore attento, non perfetto o privo di piccoli errori ma con Spalletti sembra un giocatore completamente in fiducia. Nella gara contro il Benevento è riuscito a spiccare con almeno un paio di interventi dal tempismo perfetto. Skriniar non usa il tackle in maniera ossessiva, scivola solo quando ha certezza assoluta di arrivare a colpire il pallone o se si trova a dover recuperare un posizionamento sbagliato in precedenza. Lele Adani scriveva su Undici: «Pensando, ad esempio, al valore che si dà a un tackle scivolato ci si accorge che spesso è un rimedio a una lettura precedente tardiva». Uno dei punti in cui Milan può migliorare è la lettura di alcune situazioni di gioco; ma parliamo di un difensore che si sta già affermando su livelli importanti e che sa leggere bene le partite ma tra le piccole cose che gli mancano c’è appunto la capacità di tenere il livello di concentrazione alto per l’intera gara, in modo da non trovarsi a dover effettuare recuperi lampo.

Qui sbaglia il tempo della chiusura ma recupera scivolando in anticipo

Difendere in avanti

Il giocatore slovacco è un difensore elegante ma anche aggressivo, particolarmente efficace quando difende in avanti aggredendo l’avversario nella propria metà campo. Skriniar può sfruttare l’imponenza del proprio fisico per anticipare l’avversario o marcarlo stretto da dietro, inducendolo all’errore. Affrontare Milan a livello fisico può essere deprimente per gli avversari: se usa le spalle è capace di mandarti fuori dal campo con un tocco che sembra per lui ordinaria amministrazione. Affidabile nell’uno contro uno, per gli avversari che provano ad affrontarlo frontalmente il finale già scritto è quello di una macchina che in velocità sbanda contro un muro. Non a caso alcuni tifosi interisti lo hanno già paragonato, con qualche forzatura e un pizzico di incoscienza, a Walter Samuel.

Lavoro con il corpo, difesa in avanti, qualità tecnica: Milan Skriniar in una sola azione

Gioco aereo

Quest’anno Skriniar ha vinto il 76,9% dei duelli aerei ingaggiati in campionato, lo scorso anno con la maglia della Sampdoria si fermava al 56,47%. Alto 1,87, il gioco aereo è certamente tra i suoi punti di forza. Fino a ora sono solo 2,1 gli interventi a partita, frutto anche di una minore pericolosità degli avversari affrontati dall’Inter fino a questo punto, ma i dati restituiscono il grafico di un difensore puntuale e dominante nel gioco in aria. Se l’Inter è al momento la miglior difesa del campionato, molto si deve anche all’esplosione di Skriniar, un corazziere a cui è difficile veder perdere un duello quando il pallone viaggia alto. Con il passare delle partita e la crescita della fiducia, il gioco aereo del nerazzurro sta migliorando sensibilmente. Contro Genoa e Benevento non ha sbagliato quasi nulla, rendendo più semplice anche la vita al compagno di reparto Miranda.

Dove migliorare

Uno dei limiti maggiori di Skriniar è la copertura della profondità contro giocatori molto rapidi. Lo scorso anno aveva subito terribilmente Keita Baldé in un Lazio-Sampdoria conclusosi con un rocambolesco 7 a 3. Skriniar si era fatto espellere dopo soli 17 minuti, con un intervento fuori da ogni logica e con sulle spalle un precedente duello perso che aveva portato alla prima rete del senegalese. Quello che aiuta lo slovacco in molti fondamentali lo limita in altri: il fisico strutturato e potente ne riduce la rapidità, ma soffre soprattutto quando ad affrontarlo sono giocatori estremamente rapidi, lanciati in una corsa fianco a fianco. Skriniar è invece molto meno in difficoltà quando può temporeggiare e affrontare frontalmente l’avversario che gli viene incontro. Senza dimenticare gli errori che l’anno scorso ne avevano minato la sicurezza, con Spalletti Skriniar ha trovato un allenatore che storicamente è capace di formare difensori. Con il nuovo tecnico lo slovacco si è ritrovato in un sistema diverso che per il momento ne esalta le qualità. Quello tra Skriniar e l’Inter è un mutuo migliorarsi che se dovesse persistere fino a fine stagione regalerebbe al difensore un’annata da top club e ai nerazzurri un nuovo guardiano difensivo, aggressivo ed elegante. Sicuramente affidabile.