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Aspettando gli spareggi

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L'obiettivo minimo del secondo posto nel girone è stato raggiunto: ora dalla Nazionale ci si attende il salto di qualità per arrivare al meglio ai playoff.


Il destro potente di Candreva contro l’Albania ha dato all’Italia la certezza matematica di giocare gli spareggi, con il vantaggio di essere testa di serie al sorteggio. Non si può dire che la partita degli azzurri sia stata brillante o divertente, ma la formazione messa in campo da Ventura ha sofferto solo per piccoli frangenti in una partita in cui, complessivamente, ha recitato la parte del leone. La trasferta in Albania è un passo avanti rispetto alla partita di Torino: contro la Macedonia, l’Italia era sembrata ancora scossa, frastornata dalla sconfitta di settembre al Bernabéu, nonostante la vittoria per 1-0 contro Israele.

Le cose positive

Gli azzurri visti a Scutari non hanno brillato, specialmente in fase offensiva, dove il gioco si arenava sempre due o tre passaggi prima della conclusione. La sensazione è che con il rientro di De Rossi e, soprattutto, Verratti, l’Italia tornerà a controllare meglio il possesso e le verticalizzazioni, trovando con più semplicità il passaggio che spezza le marcature avversarie. E non si può negare che, oltre al rientro dei mediani, il ct potrebbe beneficiare enormemente dal rientro di un centravanti del calibro di Belotti, oltre che dall’esplosione definitiva di alcuni giovani che potrebbero essere utili alla causa: Caldara, Bernardeschi, Conti (attualmente infortunato).

La Nazionale si è qualificata seconda alle spalle di una Spagna francamente troppo forte, accedendo ai playoff come testa di serie: per fare di più, almeno in termini di risultati, sarebbe servita un’impresa. In più, con la trasferta in Albania, l’Italia ha subito solo 5 gol nelle ultime undici partite tra qualificazioni e amichevoli, di cui tre nella disfatta contro le Furie Rosse. È vero che a Torino la Macedonia aveva creato molte occasioni pericolose sfruttando la confusione della metà campo italiana. Ma contro l’Albania i momenti di sofferenza vera sono limitati al forcing degli uomini di Panucci subito dopo il gol di Candreva, e a un paio di squilli estemporanei nell’ora di gioco precedente: la squadra di Ventura potrebbe avere già ora una solidità difensiva cui attingere nei momenti di difficoltà. Una qualità che nelle partite di qualificazione viene facilmente snobbata, ma in un torneo in cui si gioca ogni tre giorni è il punto di forza che vorrebbe avere qualsiasi allenatore.

SHKODER, ALBANIA - OCTOBER 09:  Players of Italy line up prior to the FIFA 2018 World Cup Qualifier between Albania and Italy at Loro Borici Stadium on October 9, 2017 in Shkoder, Albania.  (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Dove migliorare

Contro Macedonia e Albania è mancata un po’ di verticalità, la capacità di affondare il colpo una volta consolidato il possesso. Troppo scarse le connessioni tra attaccanti ed esterni, e di questi quattro con i centrocampisti: con il 4-2-4 visto contro la squadra di Panucci, gli azzurri avrebbero dovuto osare molto di più, muovere la difesa avversaria per scombinarla e infilarsi negli spazi anziché ingolfare le fasce nella ricerca di combinazioni scontate tra esterno e terzino. Il palleggio compassato ha appiattito la manovra rendendola prevedibile, facilitando il gioco dei difensori avversari. Probabilmente l’Italia non ha ancora trovato una sua identità. Forse perché il ct ha fatto qualche esperimento di troppo, cambiando spesso il sistema di gioco, con la conseguenza che oggi l’Italia sembra non aver ancora capito come vuole stare in campo. Come se non conoscesse il modo migliore per applicare il piano partita. Come se non avesse ancora assimilato le idee del suo tecnico. Problemi, questi, che forse potevano essere risolti nei primi dodici mesi, per consolidare le idee nell’anno di avvicinamento al Mondiale. Ma è ancora troppo presto per dire che non ci sono chance di andare in Russia a giugno 2018, o che la Nazionale è allo sbando e che la situazione è irrimediabilmente compromessa.

Più che una squadra in stato confusionale, l’Italia sembra ancora un cantiere aperto. Non la situazione migliore con gli spareggi alle porte e, si spera, un Mondiale in prospettiva. E forse è troppo poco per una squadra con la storia e il peso che comporta la maglia azzurra. Ma questa Nazionale ha tanti margini di miglioramento importanti e ben visibili. L’appuntamento di novembre è quello perfetto per tirare fuori il potenziale e dimostrare di meritare il palcoscenico più importante del mondo.