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Chi ha segnato di più nelle qualificazioni mondiali

Di Redazione Undici

Le qualificazioni ai Mondiali in Russia hanno portato alcune sorprese, come l’esclusione dell’Olanda o del Cile, che non saranno presenti al torneo per Nazionali più importante. Sorprendente, per certi versi, è anche il passaggio del turno all’ultima giornata dell’Argentina, frenata da un attacco poco prolifico, a dispetto dei nomi a disposizione. L’Albiceleste, infatti, ha segnato appena 19 gol nel girone unico del Sud America: il secondo peggior attacco dopo la Bolivia. Di questi, ben 7 sono stati segnati da Leo Messi. La tripletta all’Ecuador è stata fondamentale per il terzo posto finale, ma soprattutto ha reso la Pulce il miglior marcatore delle qualificazioni ai Mondiali nella storia della confederazione sudamericana con 21 reti. In questa speciale classifica, Messi è affiancato dal compagno di squadra al Barcellona Luis Suárez (5 gol per portare la Celeste ai Mondiali): l’uruguaiano, però, ha impiegato tre partite in più, posizionandosi dunque appena un gradino sotto nel rapporto gol segnati/partite giocate.

La tripletta di Messi in Ecuador

Ma non è né Messi, né un altro nome di primo livello, a essere il recordman di gol segnati nelle qualificazioni mondiali. Il primatista è Carlos “El Pescadito” Ruiz, attaccante guatemalteco appena ritiratosi, che ha giocato per la sua Nazionale tra il 1998 e il 2016, segnando 39 gol in 47 partite alle qualificazioni per la kermesse internazionale. Ogni tentativo di portare il Guatemala ai Mondiali è stato vano (non sono bastati neanche i 9 segnati in vista di Russia 2018), ma il suo personalissimo score rimane ineguagliato. Quattro lunghezze più dietro c’è l’iraniano Ali Daei, che ha giocato in Nazionale dai primi anni ‘90 fino al 2006, segnando 35 gol in 50 presenze nelle qualificazioni ai Mondiali. Al suo fianco ha giocato e segnato Karim Bagheri: più giovane di qualche anno, Bagheri ha una media quasi di un gol a partita nelle qualificazioni ai Mondiali, con 28 gol in 29 partite. Sia Ruiz sia Ali Daei e Bagheri hanno terrorizzato le difese dei gironi della Concacaf (Nord e Centro America) e della Afc (Asia), ma hanno avuto avversari decisamente più morbidi di quelli che affrontano, ad esempio, attaccanti europei come Cristiano Ronaldo, sul gradino più basso del podio in questa speciale classifica di marcatori. CR7 ha segnato 30 gol in 38 partite, con una media realizzativa impressionante, ritoccata al rialzo proprio negli ultimi mesi: sono 15 i gol segnati per qualificare il Portogallo ai prossimi Mondiali senza passare dagli spareggi.

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Tuttavia, Ronaldo non è stato il capocannoniere di queste qualificazioni. Quel titolo spetta a Robert Lewandowski, che ne ha segnati addirittura 16 con la sua Polonia, ingrassando il bottino personale: con questi, sono 21 i suoi gol nelle qualificazioni Mondiali. Come spesso accade, però, i numeri migliori appartengono a chi ha un campione statistico più piccolo. È il caso del cileno Iván Zamorano, ex attaccante di Inter e Real Madrid, che ha segnato 17 volte in sole 11 partite: ha viaggiato a una media di oltre un gol e mezzo ogni volta che metteva piede in campo. L’unico che può tenergli testa è l’australiano Archie Thompson, autore di 20 reti in 15 presenze tra le qualificazioni per il Mondiale del 2002 e quello del 2014 (1,33 di media). In questa classifica gli europei sono in minoranza, visto il livello di competitività delle partite. Oltre ai già citati Ronaldo e Lewandowski, c’è solo l’attaccante della Roma Edin Dzeko, tra i giocatori in attività, che vanta 24 gol in 27 presenze (0,89 di media). Ci sarebbe anche Zlatan Ibrahimović, con i suoi 19 gol , ma ha annunciato il suo ritiro dalla Nazionale al termine degli Europei 2016.