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Imprescindibile Allan

Cinque qualità che rendono il centrocampista brasiliano un pezzo unico nella rosa del Napoli.

Di Alessandro Cappelli

Rientrando in Italia dalla trasferta di Manchester il Napoli ha potuto mettere nero su bianco due assiomi che prima poteva solo ipotizzare, ma non confermare empiricamente. Il primo è che i top club come il City, nella loro miglior versione – la prima mezz’ora degli inglesi all’Ethiad – sono ancora molto distanti; il secondo afferma che se la squadra di Sarri trova la sua dimensione in campo e, con la mente libera da paure, inizia a macinare gioco come fa in campionato, può limare la distanza fino a renderla molto più sottile – il secondo tempo. Quest’ultimo punto ha un sottotesto che sta alimentando molte discussioni sullo stato di forma dei giocatori azzurri: Allan è indispensabile per Sarri. Nella rosa del Napoli ha caratteristiche uniche, e in questo momento l’equilibrio dell’intero sistema degli azzurri non può fare a meno di lui.

Il centrocampista ex Udinese spicca per abilità difensive, bilanciando perfettamente la predisposizione all’attacco di Hamsik nell’altro spot di mezzala, e aiutando sempre gli esterni dal suo lato nel lavoro di copertura. Ma sarebbe un errore misurare la sua importanza solo per il contributo difensivo: Allan è un centrocampista valido anche nella fase di impostazione (questa stagione ha il 92% di passaggi riusciti), e i suoi inserimenti in area sono un’arma fondamentale per perforare le difese avversarie. A 26 anni Allan sta dimostrando di avere un impatto sulle partite, anche per carisma e personalità, che i compagni di squadra più giovani – Zielinski e Rog su tutti – ancora non riescono ad avere.

1. Incursioni

Da quando è arrivato al Napoli, Allan ha libertà di fiondarsi in avanti quando vede un corridoio libero. Il Benevento gli apre un’autostrada scappando all’indietro e lui mangia il campo a grandi falcate. Ma il momento chiave dell’azione viene dopo la progressione palla al piede: serve Mertens e, anziché fermarsi al limite dell’area, segue l’azione, va fino in fondo. Alla fine viene premiato dalla respinta di Belec che quasi gli rimbalza addosso. A dispetto di una fama da interditore, Allan ha grandi letture anche in attacco.

2. Visione di gioco

Per togliersi di dosso l’etichetta di centrocampista di rottura non c’è niente di meglio di un tocco di precisione a scavalcare la difesa. La traiettoria dolce che Allan disegna per liberare Insigne nell’area dell’Atalanta può essere pensata solo un calciatore con visione di gioco e fantasia. Proprio come con il Manchester City in Champions, anche contro l’Atalanta Allan ha dimostrato di poter incidere entrando dalla panchina: cinque minuti prima del gol di Mertens c’era stato il pari firmato da Zielinski, poi è entrato Allan per indicare la strada verso la vittoria. La capacità di unire interdizione e qualità tecniche lo rendono un giocatore unico tra quelli a disposizione di Sarri, e ne fanno uno degli uomini chiave del sistema.

3. Raddoppio e copertura

Le qualità migliori di Allan stanno comunque nella fase difensiva. Ma anche in quest’altro aspetto non sono solo gli interventi diretti e più visibili a delineare i contorni del suo gioco. In quest’avanzata del Feyenoord, Allan ha un ruolo apparentemente marginale. Legge l’uno contro uno di Haps contro Hysaj, capisce che il compagno può andare in difficoltà e che Callejon non può aiutare perché ha preso in marcatura un secondo avversario. Così va in raddoppio, ma senza allungare la gamba per fermare l’azione: si limita a fare densità per togliere aria al portatore di palla, aiutando Hyasj a portare a segno l’intervento difensivo che alla fine andrà a referto come recupero.

4. Aggressività

Le azioni del Napoli, anche quando partono da un palleggio ragionato tra difensori e centrocampisti, hanno l’obiettivo di andare in verticale quanto più velocemente possibile una volta che si apre il varco: l’idea è di costruire un attacco ad alta intensità che impedisca alla difesa di riposizionarsi. In questo Allan è perfetto, perché pensa in verticale, guarda sempre la porta avversaria e ama rubare il tempo alla difesa. Contro il Cagliari si avventura sulla fascia per aggredire il portatore di palla. Può sembrare un azzardo, perché ci sarebbe già Callejon in zona, ma la prospettiva di attaccare la prateria che si è aperta alle spalle del terzino Marco Capuano è troppo interessante. Gli sradica la palla e attiva una transizione positiva immediata che coglie fuori posizione la difesa del Cagliari. Allan punta la porta, al limite dell’area serve Mertens e scatta ancora in verticale per schiacciare la difesa verso linea di fondo. Il belga non gli restituisce il favore, cercando Insigne sulla sinistra, ma è solo perché lo scenario aperto dal break di Allan gli ha dato troppe opzioni tra cui scegliere.

5. Pressing alto

Contro il Manchester City Allan ha dimostrato di essere imprescindibile per il sistema di Sarri. Nelle uscite in pressione alta lui è il più vorace, andando ad aggredire fino al limite dell’area dei Citizens, e non a caso è lui stesso a sfruttare un controllo poco delicato di Fernandinho guadagnando un’occasione da gol. Poi serve Hamsik che si fa bloccare il tiro da Stones, ma la carica che dà Allan a tutti i suoi compagni è unica, e il suo posizionamento in campo mette in crisi i portatori di palla di Manchester. Dal suo ingresso in campo il Napoli alza la pressione di diversi metri, quasi riuscendo a recuperare lo svantaggio.