Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Undici!



Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Tre cose sulla quindicesima giornata di Serie A

Dai tre gol di Perisic contro il Chievo fino alla difesa del Milan che non trova soluzione ai propri problemi, poi la sorpresa Veretout.

Di Redazione Undici

L’Inter di Perisic

A metà luglio il caldo fonde l’asfalto e i cervelli. L’Inter è in ritiro con qualche uomo di troppo, uno su tutti si tiene fuori dalle foto che ritraggono i compagni in un momento di relax. Dal ritiro di Brunico sono passati 5 mesi, e sembrano un’eternità adesso che Perisic è diventato il perno dei nerazzurri. Spalletti ne tesse le lodi, e il croato ricambia con una gara da tre reti, 8 tiri verso la porta del Chievo, 3 duelli aerei vinti e l’80% di precisione nei passaggi. La prima rete, quella che sblocca la partita, arriva dopo una discesa in fascia di Santon, con la ribattuta di Sorrentino che arriva proprio sui piedi del croato, il tiro al volo piega le mani del portiere clivense e finisce in porta. Il secondo gol arriva al termine di una ripartenza in cui brucia Dainelli e incrocia con il sinistro sul palo più lontano. Il terzo è un saggio di scaltrezza all’interno dell’area di rigore. Con i tre gol di ieri, Perisic si posiziona alle spalle di Icardi in fatto di realizzazioni, aggiunge al tutto sei assist e si prende la centralità in una squadra che già lo scorso anno aveva bisogno di lui come sfogo per l’evoluzione della fase offensiva. La distanza dal Milan, fermato sul campo del Benevento, è ora di 18 punti, una distacco che non si vedeva dal lontano 2006/07, ma in quel caso i cugini pagavano una penalizzazione che oggi non c’è.

Ripartenza rapida, Dainelli bruciato sullo scatto e palla alle spalle di Sorrentino

I problemi del Milan rimangono 

La conferenza stampa di Rino Gattuso al momento dell’insediamento era una richiesta di fiducia e credibilità anche tattica: “Vi prego, basta parlare di Gattuso cuore e grinta. Sono anche un allenatore con delle idee”, sembrava dire l’ex rossonero al momento di discutere con i giornalisti. E le idee di Gattuso sono state sublimate in un 3-4-2-1, con cui il Milan si è schiacciato spesso, concedendo campo al Benevento. Le due reti subite sono la fotografia di una squadra spaventata, senza grandissime idee. Nonostante una buona partenza, dopo la rete di Bonaventura il Milan ha subito l’offensiva del Benevento e la rete di Kalinic è sembrata più frutto del caso che di una reale idea di gioco. Il gol di Brignoli arriva dopo una lunga fase di pressione della squadra di De Zerbi, con il Milan in 10 e la linea difensiva composta da 5 elementi. I rossoneri si sono schiacciati nella propria metà campo, con la paura che il pareggio potesse concretizzarsi da un momento all’altro. E come nella migliore commedia dell’assurdo, il pareggio del Benevento si è concretizzato con uno di quegli atti a cui non vorresti – se alleni il Milan – mai dover assistere, nella vita come a teatro. La non marcatura dell’estremo difensore è colpa di un Abate disattento, ma in generale di un Milan che ha sofferto per tutto il match. Il cambio di rotta non è arrivato.

Nessuno marca Brignoli: la storia viene scritta in un attimo

Come cresce Veretout

La Fiorentina di questa estate, con il mercato ancora in fermento, non era altro che una squadra di media classifica a cui erano attaccate tante, troppe incognite. Ora, con la rosa costruita secondo un criterio e l’arrivo di giocatori come Thereau, Simeone e Benassi, ha acquisito una solidità imprevista. Se la viola è oggi al settimo posto con Milan e Bologna, molto del merito è anche della stagione di Jordan Veretout: il centrocampista francese ha già messo insieme 3 reti e un assist in campionato, è centrale nella fase di possesso della viola e sta mostrando ottime capacità di inserimento. Contro il Sassuolo ha raggiunto il 93% di precisione nei passaggi riusciti, 3 passaggi chiave e 8 1vs1 di cui la metà portati a termine con successo, oltre che aver segnato su assist di Thereau arrivando a rimorchio dal lato sinistro del campo. Il francese è sempre più importante per gli equilibri di questa nuova viola targata Pioli, terzo giocatore per rendimento globale e tra i migliori in campo anche ieri. Con una facilità di corsa disarmante, che difficilmente gli avremmo affibbiato a inizio stagione, è uno dei motori che fa viaggiare la Fiorentina verso un campionato inatteso.

La corsa di Thereau e l’inserimento di Veretout che porta il risultato sul 2 a 0