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Propositi e bilanci

Cosa abbiamo fatto quest'anno, e cosa vogliamo fare il prossimo, qui a Undici. L'editoriale del numero 19.

Di Davide Coppo

Se l’avete comprato, tenete tra le mani il diciannovesimo numero di Undici nei giorni delle feste natalizie, oppure di quelle di fine anno. State, probabilmente, pensando a rilassarvi, o facendo un bilancio dei trecentosessanta e più giorni lasciati alle spalle. Funziona così per tutti, e anche noi, che chiudiamo un bel 2017 con una doppia copertina, faremo nelle prossime settimane la stessa cosa. A guardare le cose fatte quest’anno non possiamo che, timidamente, sorridere: a gennaio eravamo a Torino a parlare con l’attaccante italiano del momento, Andrea Belotti, ma anche a casa di Claudio Ranieri, o dentro la fabbrica Panini; per il numero successivo stavamo sulla terrazza di Trastevere di Daniele De Rossi, e andavamo poi a fotografare e raccontare il derby di Genova, e a fare una gita a New York; in estate, a Venezia con Filippo Inzaghi, poi a scavare nell’anima del tifo milanista, e in giro per le Fiandre a documentarne lo sviluppo sportivo-economico; alla ripartenza di settembre, a Madrid con Sergio Ramos, a Roma a immergerci nella mistica laziale, in Inghilterra a indagare i legami, solidissimi, tra Brexit e nazionalismo sportivo; di nuovo in Italia a ottobre, con l’attaccante più in forma del campionato – Mauro Icardi – o a chiacchierare di calcio e cinema con lo sceneggiatore di Sorrentino, intervistare e fotografare i talenti, speriamo, del futuro, e parlare di politica e basket con Ettore Messina.

Abbiamo fatto tante cose ma vogliamo farne ancora di più, e continuare a farle meglio, in modo più originale, più bello, e più utile. In questo numero siamo riusciti a intervistare e fotografare, a Torino, due colonne della Juventus, ma siamo anche andati dall’altra parte del cuore cittadino, allo stadio con i granata; abbiamo parlato di passioni e snobismi con Francesco Mandelli mangiando una lasagna al ragù, e negli studi televisivi delle emittenti locali campane per capire il successo del loro modello. Ci muoviamo, parliamo con tutti, proviamo a far parlare tutti con noi – non è facile, affatto – e ci intestardiamo per avere spunti, idee e tagli diversi, esclusivi, originali. Dal 2018 ci impegneremo ancora di più, e cambieremo anche qualcosa, per avere più libertà ancora, per migliorare il discorso sportivo e culturale ulteriormente, per raccontare più persone e storie, perché sono quelle, alla fine, la base di tutto.