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Thauvin ritrovato

La stagione da leader dell'esterno offensivo francese nel Marsiglia di Rudi Garcia.

Di Oscar Cini

Florian Thauvin ha 25 anni ed è in quel momento della carriera in cui si decide se fermarsi allo status di promessa mancata oppure passare a quello successivo. Dopo una buona stagione 2016/17, il ragazzo nato a Orléans sta vivendo un’annata di livello superiore. Il Marsiglia di Rudi Garcia è secondo in Ligue 1 alle spalle del Psg stellare, appena davanti a Monaco e Lione e Thauvin, che in carriera ha già provato senza grossa fortuna l’esperienza all’estero fallendo in Premier con il Newcastle, sembra oggi posseduto da uno spirito nuovo. Nell’ultima gara interna contro il Metz, finita 6 a 3, l’esterno dell’Om è risultato il migliore in campo, ma oltre all’ultimo episodio è tutta la stagione che lo sta mostrando lucente e sensazionale come poche volte prima.

La sicurezza che mostra in questo momento sembra una hybris per cui può permettersi di tentare qualsiasi colpo. Compreso un gol da centrocampo che per chiunque altro suonerebbe come sfacciato. La sua stagione al momento recita: terzo in Europa per numero di assist forniti, miglior giocatore del match in ben 9 occasioni – in Ligue 1 stanno facendo meglio soltanto Fekir con 11 e Neymar con 10 –, unico giocatore insieme al brasiliano di Parigi ad aver già raggiunto la doppia doppia per gol e assist (13+10). L’impatto di Thauvin non si misura però soltanto in fatto di occasioni create, gol o assist. Attualmente colleziona 5,1 dribbling per match (anche qui secondo al solo Neymar), e 6,4 duelli vinti: circa il 66% di quelli tentati. È il quinto giocatore della Ligue 1 per passaggi chiave e Rudi Garcia, che ogni settimana lo vede a lavoro, non ha potuto fare a meno di dichiarare il suo amore per un giocatore che ha definito semplicemente «maturato».

Da inizio campionato, soltanto Mandanda e Rami hanno giocato più minuti di lui, a dimostrazione di una centralità che è oggi più che mai un dato di fatto. In una squadra che è seconda per tiri di media a partita (sono 16,4), Thauvin è il miglior marcatore, mettendosi alle proprie spalle anche Valère Germain che continua a essere dipendente dai suoi assist. I dati di Thauvin sono ancora più impressionanti se si espandono su anno solare. La sua qualità nel servire i compagni è assoluta, riesce ad avere una tale comprensione dei movimenti degli altri da servire palloni senza quasi guardarne la posizione.

Avere gli occhi dietro la testa, o anche ai lati

Thauvin ama partire largo da destra, in modo da poter scegliere se tenersi largo cercando di dialogare con Sarr e il mediano basso di centrocampo, oppure venire dentro al campo per lanciare nello spazio i compagni. In particolare quando Germain si allargava per sovraccaricare il lato destro, contro il Metz, Thauvin mostrava una grande intelligenza nel muoversi verso il centro in modo da gestire l’azione da vero playmaker offensivo. Contro i loreni, i suoi dialoghi con Sanson hanno fatto la differenza, e se la seconda rete personale è stato un piccolo furto ai danni di Germain, l’ala si è fatta perdonare servendogli poco dopo un assist che è un concentrato di visione e precisione. Una delle cose più belle e intelligenti l’ha fatta invece scambiando di prima con Sarr per poi portare palla e servire Sanson, facendo andare al cross il compagno smarcatosi in fascia.

Scambio di prima, accelerazione e servizio tagliente per il compagno che può crossare in corsa

Secondo uno studio del Cies Thauvin ha attualmente un football index di 89 su 100 e il suo valore non sarebbe inferiore ai 70 milioni di euro. È una cifra incredibile ma forse coerente con quanto visto in Premier negli ultimi tempi. Se la scorsa stagione ha chiuso l’annata con 15 gol e 10 assist, quest’anno è molto vicino allo stesso obiettivo appena superata la metà stagione. Una brillantezza che sembra riportare alla mente i tempi folgoranti di quando vestiva la maglia del Bastia. Questo 2018 sembra sul punto di consacrarlo tra i grandissimi non solo di Francia ma d’Europa. Anche quando non riesce ad andare in rete, è lui che indirizza la partita con le sue prestazioni maiuscole. Un caso su tutti, la vittoria interna dell’Om lo scorso dicembre contro il Saint-Etienne: nonostante non abbia trovato il gol, Thauvin ha spostato gli equilibri della gara con due assist, una traversa, 4 dribbling riusciti e l’82% di precisione nei passaggi.

Ok la bellezza del tiro a giro, ma quanta testardaggine e caparbietà c’è nella ricerca di questo gol?

La stagione di Thauvin sta segnando anche l’evoluzione del ragazzo in ottica Blues. Con i Mondiali in arrivo Deschamps lo sta seguendo attentamente, tanto da dichiarare che «sta facendo di tutto per tornare in Nazionale». Dal canto suo, Florian, sembra anche intimamente cresciuto, diventato un leader giovane ma consapevole. Dopo la vittoria contro il Metz, anche cosciente della propria posizione alla luce di quando visto in campo, ne ha approfittato per difendere Kostas Mitroglou dalle critiche delle ultime settimane.

 

Immagini Getty Images