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Il villaggio Macchitella

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Sorge qui il nuovo Centro Federale Territoriale di Gela, in un quartiere con una storia di innovazione legata a Eni, a Enrico Mattei, e ad alcuni dei migliori architetti italiani.


La storia delle “company town” è lunga e sfaccettata: nacquero fra Usa e Gran Bretagna alla fine del Diciannovesimo secolo, e si sparpagliarono in giro per il mondo, poi, per gli anni a venire. Fu in un periodo estremamente florido per l’economia italiana che Enrico Mattei decise di seguire una strada simile, chiedendo all’architetto Edoardo Gellner di progettare un villaggio da realizzare nelle vicinanze del polo petrolchimico di Gela. Gellner, alcuni anni prima, aveva già ideato il Villaggio residenziale Eni a Borca di Cadore, questa volta nella natura bellunese, tra boschi e alte cime. In Sicilia, si sarebbe dovuto cimentare con il Mediterraneo.


Sono molti i grandi architetti che negli anni hanno lavorato per Eni. Tra questi, Edoardo Gellner, italiano di origine austriaca, che realizzò il Villaggio Residenziale Eni di Borca di Cadore, e Mario Olivieri, che con lo studio Nizzoli contribuì alla nascita di Metanopoli, oltre che ai celebri edifici per l’Editoriale Domus, a Rozzano (Milano).

Eni acquistò 200 ettari di terreno sulla costa orientale del centro abitato, in una zona conosciuta come Macchitella per la sua conformazione naturale: arbusti bassi tipici della macchia, appunto, pascoli e acquitrini. Gellner decise di dividere il territorio in due zone separate: una parallela alla costa, chiamata Montelungo, e una ubicata su un piano in cima alla scogliera, chiamata Gattano. Come raccordo, una piazza per la vita di comunità, rinominata Centro sociale.

Attento alla mobilità e insieme alla qualità della vita, Gellner aveva studiato un preciso equilibrio tra vie motorizzate e pedonali. Allo stesso tempo, aveva pensato a un numero particolarmente alto di autorimesse, rispetto agli altri villaggi aziendali Eni. Era stato lo stesso Enrico Mattei a ipotizzare che «fra pochi anni un nucleo familiare non avrà una macchina soltanto due».

Nel 1961, tuttavia, il progetto passò allo studio Nizzoli, che con Mario Oliveri aveva lavorato alla progettazione di varie parti di Metanopoli, per Eni, e ad altri progetti per Olivetti. Erano previste 503 unità abitative, una scuola elementare e una scuola materna, negozi, e un albergo che fu in parte trasformato in un ospedale. Così, a partire dal 1962, l’Anic Gela iniziò a costruire le prime case, con l’idea di assegnare tutti gli appartamenti entro la metà del 1963. Nel 1964 si decise di aumentare le unità abitative, costruendo 231 nuovi appartamenti, vari enegozi e un luogo di villeggiatura per sfruttare, a beneficio degli abitanti, la località marittima. Tutti gli alloggi furono dotati di elettricità, acqua potabile, linea telefonica, gas naturale, fognature e illuminazione pubblica. Erano 734 le unità abitative realizzate alla fine del 1965.

Anic Gela – 1964/1965. Quartiere residenziale Macchitella. Foto Archivio Storico Eni

Con queste parole, nella rivista aziendale Il Gatto Selvatico (per la precisione nel numero 3 del marzo 1964, anno X), si descriveva il villaggio Macchitella: «[S]orge presso il mare, è fatto di qualche casa a otto piani, numerose abitazioni a 4-5 piani, e verso il mare di tutte case a un piano. Lo chiamano quartiere, ma è una città, con chiesa, scuola, supermercato, spiazzi per i giochi dei bimbi. Quando sarà vestito di verde come è in programma, questo quartiere sarà lindo e ridente. Il servizio sanitario è assicurato da un poliambulatorio. Abbiamo passeggiato per i corridoi e le aule delle scuole, così luminose e razionali che sembrano uscite dalle illustrazioni di un libro di architettura. Una rete viaria razionale unisce le abitazioni con i luoghi di incontro, di svago e di lavoro. Anche nel quartiere l’Eni dimostra quella capacità di organizzarsi che è una delle sue caratteristiche salienti». Ed è in questo stesso quartiere che, grazie all’accordo tra Figc e AC di Gela, il Centro Sportivo Enrico Mattei è stato riconvertito a Centro Federale Territoriale, operazione che consente alla comunità di tornare a usufruire dell’area dedicata, e alla Federazione di avviare attività di formazione ed educazione sportiva per tutti i giovani di Macchitella.