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Siamo arrivati al limite atletico degli esseri umani?

Il New York Times ha messo insieme un po' di grafici che dimostrano che, negli sport, abbiamo smesso di migliorare.

Di Redazione Undici

Le Olimpiadi invernali di Pyeongchang sono appena iniziate, e per ora i record si sono registrati soltanto in una forma statistica o di curiosità: sono i Giochi più freddi di sempre, e anche quelli in cui verranno distribuiti più preservativi. Un articolo interattivo del New York Times analizza proprio la difficoltà con cui, negli ultimi anni, gli atleti raggiungono nuovi traguardi. Dopo cento anni di costante miglioramento sportivo, si legge, sembra che siamo arrivati a una fase di stallo. Un’infografica che lo spiega bene mostra l’evoluzione dei tempi nel pattinaggio di velocità su ghiaccio: dal 1900 fino al 2000 l’assottigliamento dei record è evidente e costante. Dal 2005 a oggi quella crescita si è fermata.

Ci sono risultati simili anche in altri sport, e non soltanto sport invernali: gli 800 metri, ad esempio, ma anche il salto in alto, e anche lancio del peso. Anche qui, l’appiattimento del progresso è evidente.

Shane Domer, Sport Science Director della Nazionale di pattinaggio statunitense, ha detto: «Sembra che abbiamo toccato il limite umano». In effetti, spiega il New York Times, sembra che anche l’evoluzione fisica dei nostri corpi abbia subito un rallentamento: un ulteriore grafico mostra come l’altezza media maschile, dal 1900 a oggi, sia aumentata costantemente, arrivando però a stabilizzarsi per i nati dal 1980 in poi.

Se gli allenamenti non possono migliorare ulteriormente le performance umane, non rimane altro che la tecnologia. E il futuro dello sport dipenderà dal delicato gioco diplomatico tra umanità e progresso.

L’intero articolo si può vedere qui.