Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

L’espressione “parcheggiare il bus” l’ha coniata Mourinho

L'allenatore portoghese, nel 2004, la pronunciò, riferendosi agli avversari, dopo uno 0-0 contro il Tottenham.

Di Redazione Undici

Nell’ultimo weekend, il Manchester United ha battuto 2-0 lo Swansea, confermando la propria solidità difensiva: i Red Devils, secondi in classifica, sono la seconda miglior difesa della Premier, dietro il City capolista. Numeri che però non convincono i media inglesi e buona parte dei commentatori, poco entusiasti del gioco, storicamente speculativo, messo in mostra da José Mourinho. Alle numerose critiche che gli sono piovute negli ultimi mesi, Mou ha risposto: «Capisco la frustrazione, capisco la tristezza per essere stati eliminati dalla Champions League, ma non comprendo altre cose. Ovviamente in futuro vogliamo avere 19 squadre sotto di noi in classifica, ma la realtà è questa e chi ha cervello, buon senso e conoscenza dello sport sa che siamo in una fase di transizione».

Nonostante due Champions League vinte con Porto e Inter e otto titoli nazionali tra Portogallo, Inghilterra, Italia e Spagna, Mourinho è considerato da molti un allenatore difensivista che preferisce “annullare” il gioco della squadra avversaria piuttosto che imporre il proprio. Un’espressione spesso riferita al tecnico portoghese, infatti, è “park the bus”, “parcheggiare il bus”, cioè difendersi con tanti uomini per evitare di subire gol. Un’espressione che, in realtà, è stata coniata dallo stesso Mourinho, al suo primo anno da allenatore del Chelsea. La pronunciò nel settembre 2004, dopo uno 0-0 contro il Tottenham, contestando l’atteggiamento degli avversari. «Come diciamo in Portogallo, hanno parcheggiato il bus davanti alla porta. Se fossi un tifoso, sarei arrabbiato per aver speso 50 sterline per vedere gli Spurs difendere. Solo una squadra ha cercato di vincere la partita, mentre loro hanno solo provato a non prendere gol. Non è leale. Cadevano a terra come morti e ci restavano per cinque minuti, anche i cambi duravano cinque minuti, lo hanno fatto per tutto il tempo. Abbiamo giocato un grande calcio e creato tante occasioni, non ho rimpianti per la prestazione dei miei giocatori. Alla fine della stagione 2004/05, il Chelsea vinse la Premier League con 95 punti, 72 gol fatti e appena 15 subiti.