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Come funziona il primo centro per la formazione Var

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Nella stagione che ha visto il debutto della tecnologia sui campi di Serie A, nel centro federale la Figc ha aperto un Centro permanente che permetterà agli arbitri di confrontarsi con un simulatore per perfezionare l’utilizzo del Var.


Da questa stagione, in Serie A, ha fatto il suo esordio il Var: una novità tecnologica di grande aiuto per gli arbitri, che consente la possibilità di rivedere allo schermo le situazioni di gioco più complicate da dirimere, in modo da poter adottare la soluzione giusta. 37 Il minuto di Juventus-Cagliari in cui l’arbitro Maresca ha ricorso per la prima volta al Var in Italia, concedendo un calcio di rigore ai sardi Un’innovazione che l’Italia ha prontamente accolto – nei maggiori campionati europei, solo la Germania ha fatto altrettanto – e che ora promette di sviluppare e migliorare. A gennaio è nato a Coverciano un Centro permanente, il primo nel mondo, per la formazione e l’allenamento degli arbitri sul Var, al cui interno c’è un simulatore che permette agli arbitri addetti alla tecnologia di “allenarsi” al meglio in vista delle situazioni reali che si verificano nelle gare di Serie A e Coppa Italia.

Per la realizzazione del progetto, la Figc ha concluso un accordo con la società inglese Hawk-Eye, che fornisce la tecnologia Var: oltre alla strumentazione, Hawk-Eye metterà a disposizione tecnici specializzati per il supporto durante le training session degli arbitri. La direzione tecnica del centro di formazione Var di Coverciano è stata affidata a Roberto Rosetti, responsabile del progetto Var in Italia fin dal suo avvio e scelto dalla Fifa quale Var Project Leader nelle competizioni mondiali, a conferma della qualità del lavoro svolto in Italia. Il Centro, peraltro, sarà a disposizione anche delle altre Federazioni, che potranno utilizzare il simulatore per avviare e formare i direttori di gara per l’applicazione della Var nelle proprie competizioni.

L’impiego (e il futuro) del Var

Dagli esordi, per così dire, sperimentali – una partita amatoriale americana come prima assoluta, e poco dopo l’amichevole del settembre 2016 tra Italia e Francia – a una realtà consolidata: oggi il Var ha una diffusa applicazione – oltre che in Serie A, è utilizzato anche in Bundesliga, Fa Cup, Mls, campionato portoghese, campionato polacco, campionato australiano – e il suo impiego si estenderà nei prossimi mesi. La Fifa lo ha già testato nei Mondiali Under 20 e nella Confederations Cup dello scorso anno, ed è pronta a introdurlo anche nei Mondiali in Russia. Altre Federazioni hanno confermato l’introduzione del Var nei propri campionati nazionali dalla stagione 2018/19: è il caso della Spagna, con la Liga, e della Francia, con la Ligue 1. In quest’ultimo Paese, tra l’altro, il Var ha già debuttato in alcune gare di Coppa nazionale.

Le situazioni in cui il Var può intervenire:

Gol

Se viene realizzato un gol ma c’è una situazione dubbia, l’arbitro della gara può considerare la possibilità di rivedere l’azione, per confermare la validità della rete oppure annullarla. Il gioco, in questi casi, è già fermo, così non c’è bisogno di interrompere l’azione.

Calci di rigore

Nel caso di concessione di calci di rigore o situazioni dubbie, il Var può correre in aiuto per agevolare l’arbitro nel prendere una corretta decisione: rivedere l’azione al Var consente una valutazione più serena nel concedere o revocare la battuta dagli undici metri.

Espulsioni

L’espulsione di un giocatore è una delle situazioni che possono indirizzare lo sviluppo della gara: per questo la revisione del Var ha una indubbia utilità nel sincerare l’arbitro nell’aver preso la decisione corretta.

Scambi di identità tra giocatori

Può capitare che un provvedimento disciplinare sia comminato al giocatore che non ha commesso il fallo, o ancora può capitare che l’arbitro non sia sicuro dell’identità del giocatore da punire. Con il Var c’è la sicurezza di evitare errori di identità.