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La storia ci dice chi vincerà il Mondiale?

Bbc e Telegraph se lo sono chiesti usando diverse statistiche dalle passate edizioni.

Di Redazione Undici

Ok, ma alla fine chi lo vincerà questo Mondiale? Alla domanda che si pongono tutti, la Bbc e il Telegraph hanno provato a rispondere utilizzando un approccio simile legato alla storia del torneo. Il sito della tv pubblica britannica ha scelto alcuni parametri e ha ridotto via via le 32 squadre a una sola. Per esempio: l’ultima Nazionale ad aver alzato la Coppa del mondo senza essere testa di serie è stata l’Argentina nel 1986, e allora via 24 formazioni, tra cui Spagna e Inghilterra, entrambe in seconda fascia. La Francia nel 1998 ha vinto in casa, ma l’Italia nel 1990, la Germania nel 2006 e soprattutto il Brasile quattro anni fa non hanno avuto molta fortuna davanti al pubblico amico, e quindi niente Russia. Una buona difesa è fondamentale, e la Polonia nel girone di qualificazione ha concesso in media più di un gol a partita. Dei dieci Mondiali ospitati in Europa, solo quello del 1958 ha premiato un Paese non del vecchio continente: Neymar e Messi dovranno rimandare ancora il sogno del trionfo, sempre secondo la Bbc. Rimangono quindi Francia, Belgio, Portogallo e Germania. Quattro degli ultimi cinque migliori portieri del torneo facevano parte della squadra vincitrice, ed è difficile immaginare che possa essere Rui Patricio. I Bleus hanno una rosa ancora molto giovane, con una media di 24,56 presenze a giocatore contro le oltre 40 dei rivali, perciò potrebbe non essere il momento giusto. Rivincerà la Germania? Difficile, poiché solo Italia e Brasile sono riusciti nel back-to-back e, negli ultimi quattro Mondiali, i campioni in carica sono stati eliminati tre volte ai gironi. Coppa al Belgio, insomma.

Tra i vari sondaggi sul tema, quello proposto dal Telegraph è tra i più interessanti, perché permette di dare un peso diverso − in base all’idea che ognuno ha su cosa serve di più per vincere un Mondiale − a fattori come lo stato di forma, la bravura dei giocatori e dell’allenatore e addirittura il caso. Con lo stesso approccio, il sito del quotidiano inglese ha provato a prevedere la squadra vincitrice passando attraverso il ranking Fifa (solo il Brasile nel 1962 ha vinto da favorito, mentre la testa di serie numero 2 si è imposta sei volte nella storia, ultime le edizioni 2010 e 2014), il cammino nelle qualificazioni, i successi del passato (solo l’Inghilterra nel 1966 ha alzato la Coppa del mondo senza nessun altro titolo in bacheca, ma il Portogallo a Euro 2016 insegna che si può ancora fare), l’età media e l’esperienza internazionale dei giocatori e dei ct, l’importanza di avere un “blocco” da un club (Bayern Monaco-Germania 1990, Monaco-Francia 1998, San Paolo-Brasile 2002, Juventus-Italia 2006, Barcellona-Spagna 2010) e le aspettative degli scommettitori, senza dimenticarsi possibili turning-point imprevedibili come infortuni ed errori arbitrali. L’epilogo? «Nessuno sa chi vincerà in Russia, ed è per questo che tutti guarderemo il Mondiale».