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Lucas Paquetá in cinque mosse

Cinque video per conoscere Lucas Paquetá, il probabile futuro trequartista del Milan.

Di Redazione Undici

Secondo voci sempre più insistenti, il Milan di Gattuso potrebbe rinforzarsi a gennaio con l’arrivo di Lucas Paquetá. Il 21enne è un pupillo di Leonardo e il dirigente brasiliano vorrebbe che il suo connazionale facesse un percorso simile a quello fatto in passato da Kaká, a cui viene paragonato. Lucas potrebbe dunque svestire il rossonero del Flamengo per indossare quello del Milan. Il brasiliano ricorda per certi versi il primo Pastore, quello che trascinò l’Huracán a un impensabile secondo posto nel Clausura del 2009; ma ha anche movenze alla Ricky Alvarez, facciano gli scongiuri i tifosi del Diavolo. Paquetá, nel Flamengo, ci è cresciuto, per poi debuttare in prima squadra nel maggio 2017. Con il Mengão, ha giocato 66 volte, andando a segno in 14 occasioni, e ha già una discreta quantità di gare in Libertadores alle spalle. Le sue prestazioni non sono sfuggite a Tite che l’ha inserito nei preconvocati per Russia 2018 (Lucas era il più giovane del gruppo, prima di essere tagliato dalla rosa finale) e gli ha concesso minuti nelle amichevoli contro Stati Uniti e El Salvador, lo scorso settembre. Il Milan, stando a quanto riportano fonti brasiliane, avrebbe messo sul tavolo 35 milioni di euro più bonus.

Visione di gioco

Nel centrocampo del Flamengo Paquetá gioca da trequartista o mezz’ala, anche se spesso si allarga sull’esterno per trovare spazi e rientrare sul mancino. Da ala però la sua ottima visione di gioco viene un po’ frustrata, motivo per cui gli viene concessa la possibilità di svariare liberamente per il campo. Il brasiliano fa da raccordo tra il centrocampo e l’attacco, venendo anche a prendere il pallone in impostazione. Bravo a giocare spalle alla porta, è sulla trequarti avversaria però che dà il meglio. Vede l’azione in anticipo, una delle sue abilità migliori è il cosiddetto “hockey pass”, il passaggio che permette a un suo compagno di servire l’assist per la punta. Spesso infatti dal centro fa partire dei passaggi che tagliano la difesa e permettono al terzino di inserirsi e rendersi pericoloso. Riesce a spezzare in due le squadre avversarie e spesso lo fa anche solo con dei controlli a seguire che eludono le marcature preventive. Infatti si posiziona già prima del passaggio per riceverlo al meglio e per saltare l’uomo già con lo stop. In questo video in successione dribbling, ruleta e verticalizzazione al millimetro.

Qualità tecnica

Paquetá è un sublime dribblatore, gioca benissimo nello stretto e tocca il pallone continuamente con il suo sinistro, togliendo il tempo dell’entrata ai difensori che gli si oppongono. Spesso però tende a esagerare: una volta saltato l’uomo, lo fa ritornare per poterlo dribblare di nuovo, un tentativo di umiliazione da limitare in Europa, come le tante veroniche e tacchi, talvolta superflui. È molto conscio dei suoi mezzi, spesso fa arrivare l’avversario a contatto, lo invoglia ad attaccarlo, poi con il corpo prende posizione, fa anche leva su di lui e fa sbucare la palla dal nulla. In questa serpentina dimostra tutta la sua tecnica, ma anche la sua fisicità, una buona progressione e resistenza ai contrasti. I suoi 180 centimetri d’altronde lo aiutano e gli hanno permesso anche di segnare qualche rete di testa.

Personalità

Nonostante l’ovvia emozione per il debutto con la maglia del Brasile, Paquetá ha dimostrato personalità, non lesinando le sue classiche giocate. Per due volte lo vediamo appoggiarsi al riferimento offensivo e chiedere il “dai e vai” per liberarsi dalla marcatura e puntare la porta; Neymar però, per adesso, ancora lo ignora. Nonostante si perda a volte in qualche leziosismo di troppo, il brasiliano è un giocatore costantemente in movimento, anche quando non ha la sfera tra i piedi, e presente nella partita. Si fa sempre trovare disponibile all’eventuale suggerimento e crea e detta linee di passaggio che dimostrano la sua abilità nel pensare veloce in campo e nel capire il gioco.

Fiuto del gol

La mira sotto porta può migliorare anche se i suoi undici gol nella passata stagione fanno ben sperare. Quando si trova faccia a faccia con il portiere avversario però Paquetá dimostra istinti da punta e ha un ampio bagaglio di conclusioni verso la porta da cui poter attingere. Segna di testa, qualche volta con il piede destro, anche se lo usa solo come ultima spiaggia, ma soprattutto di sinistro; alterna conclusioni di potenza con piazzati precisi e ha la freddezza di scavalcare, quando può, l’estremo difensore che gli si oppone.

Conclusione dalla distanza

Il piede sinistro di Paquetá è già pronto per l’Europa. Lucas è infatti un ottimo specialista delle punizioni e, dovesse sbarcare come sembra al Milan, non è da escludere che prenda lui l’incombenza di calciarle. Il suo calcio è preciso e potente e potrebbe risolvere partite complicate agli undici di Gattuso. Nel video soprastante uno dopo l’altro forse i due gol più belli della giovane stella brasiliana. Prima una punizione stilisticamente perfetta, poi un lob dai 35 metri che si infila a fil di palo. Velocità di pensiero e piede educato.