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La complicata storia di Higuaín nel Milan

La drammatica involuzione del Pipita, da uomo di riferimento a giocatore da rimpiazzare.

Di Gianluca Cedolin

La valigia di Gonzalo Higuaín, pronta da qualche settimana al netto di inattesi risvolti dall’Arabia Saudita, pesa tantissimo. I rimpianti riempiono il bagaglio del Pipita più dei 320 gol segnati in carriera, il peso delle responsabilità si fa sentire maggiormente rispetto ai campionati e alle coppe vinte. Il rigore fallito contro la Juventus a San Siro l’11 novembre 2018 è il rammarico più recente nella carriera di uno straordinario centravanti che spesso ha fallito quando ci si aspettava tanto da lui (dalla finale dei Mondiali 2014 a quella di Champions del 2017).

E da lui, al Milan, si attendevano tanto. Gonzalo era il primo numero 9 di livello mondiale nella San Siro rossonera dai tempi di Pippo Inzaghi e dopo i vari Pato (sempre rotto), Matri, Destro, Luiz Adriano e André Silva. Quando il 3 agosto i tifosi del Diavolo cantavano “Siam venuti fin qui, per vedere segnare Higuaín” sotto la terrazza di Palazzo dell’Arengario, c’era in loro la speranza di aver trovato finalmente il leader in grado di far ripartire il Milan, dopo i cinque anni di vuoto e l’illusione Mr. Li-Leo Bonucci.

Higuaín a inizio stagione viaggia a fasi alterne, come del resto il suo Milan, ma sembra coinvolto nel progetto. Dopo il gran gol all’esordio in amichevole al Bernabéu, tocca pochi palloni a Napoli (e i rossoneri vengono rimontati e sconfitti 3-2), fa l’assist decisivo per la vittoria sulla Roma a Cutrone, segna il primo gol a Cagliari (1-1), si ripete in Lussemburgo e in casa contro l’Atalanta. Nella partita contro i bergamaschi, nonostante la beffa finale di Rigoni che al 90’ segna il 2-2, il Pipita si prende il Milan. Segna un bellissimo gol su assist di Suso, che incornicia uno dei primi tempi migliori di quest’anno, suo e degli uomini di Gattuso. Dopo il match con la Dea però Higuaín deve saltare i due incontri successivi per un problema fisico.


Cross di Suso e gran destro al volo di Higuaín che batte Gollini

Al suo rientro segna un gol decisivo all’Olympiakos in Europa League, in una partita svoltata dall’ingresso nella ripresa di Cutrone (autore di due gol) e fa doppietta nell’incontro successivo, in casa contro il Chievo. La sosta nazionali però non giova al Milan e al Pipita, che vive un bruttissimo derby: servito poco e male dai compagni, lotta e sbuffa nervoso senza riuscire a produrre giocate di qualità e osserva impotente la beffa del gol di testa di Icardi al novantesimo. Il successivo gol nella vittoria per 3-2 contro la Samp è l’ultimo squillo del “primo” Pipita rossonero. Ad attenderlo infatti, dopo le due pazze vittorie firmate Romagnoli e il dolore alla schiena che lo costringe alla sostituzione contro l’Udinese, c’è la partita contro la Juventus. La sua partita, la sliding door che inevitabilmente divide in due la stagione di Higuaín: prima, il bomber arrivato a San Siro in cerca di rivincite e determinato a mettersi il Milan sulle spalle, nonostante i passi falsi, poi il leone ferito nell’orgoglio, a disagio, incapace di far gol e con la testa altrove.


Higuaín calcia rasoterra a incrociare, Szczesny intuisce e devia sul palo. Il Milan perderà 2-0 e il Pipita verrà espulso

Oggi i rossoneri si aggrappano ancora a lui per provare a battere la Juventus come due anni fa a Doha e portare a casa un trofeo per iniziare bene il 2019, ma tra Gonzalo e il Milan l’idillio sembra finito. Non è chiaro se siano i dirigenti a essersi stufati di lui o lui del Milan, anche se il rapporto con allenatore e compagni sembra saldo. In ogni caso, se dovesse andare via, sia lui sia Leonardo e soci dovrebbero rinnegare una scelta fatta appena cinque mesi fa. «A Higuaín è rimasto dentro quel rigore sbagliato con la Juve, da allora non è stato più lui» ha detto a Radio 1 Fabio Capello, che oltre dieci anni fa ha portato in Europa il Pipita, al Real Madrid. «La mia sensazione è che voglia andare da un allenatore che lo conosce bene e capace di mettere in evidenza i pregi che ha (Sarri, ndr)». Lo stesso Gattuso, abbracciato da Higuaín dopo il gol con la Spal e sempre vicino al suo centravanti, ha riconosciuto nell’errore dagli undici metri contro l’ex squadra l’inizio della crisi tecnica e personale del numero 9: «Dopo quel rigore sbagliato con la Juve, Gonzalo si è un po’ smarrito, ma ci sta. Ha preso due giornate di squalifica, è stato massacrato come è giusto che sia perché ha perso la testa e occorre prendersi le proprie responsabilità. In questo momento bisogna farlo sentire importante, coccolarlo».


Higuaín scherza con Gattuso durante il torello a Gedda e lo fa cadere con una scivolata

Dopo l’errore e la crisi di nervi contro la Juventus, scontata la squalifica è tornato in campo un giocatore diverso. Se già prima si indispettiva per i passaggi sbagliati e le scarse assistenze dei compagni, l’Higuaín di dicembre è insofferente per partito preso, impreciso tecnicamente e carico più di nervosismo che di voglia di riscatto. Le quattro partite senza gol in campionato contro Torino, Bologna, Fiorentina e Frosinone, inframezzate dalla clamorosa eliminazione dall’Europa League, fanno crescere nel Pipita la voglia di andare via, magari per raggiungere quel Sarri che tanto lo vorrebbe e che anche in estate aveva provato a portarlo al Chelsea.


In queste due azioni c’è tutto l’Higuaín di dicembre: prima reagisce platealmente all’errore di Kessié, poi si mangia un rigore in movimento che avrebbe consegnato al Milan i tre punti

L’esultanza dopo il gol con la Spal, un destro nemmeno troppo preciso con cui Higuaín scarica in rete il mese di frustrazioni e trasforma i fischi di San Siro in applausi, è la manifestazione estrema di quello che il 9 argentino vive dentro di sé. In quel togliersi un peso che lo fa quasi piangere c’è tutto Gonzalo. Sembrava un nuovo inizio, con tutta la squadra stretta intorno al suo leader, ma poco dopo l’argentino si è sentito tradito dalle parole di Leonardo («Higuaín deve prendersi le sue responsabilità e pedalare») e dal messaggio che il suo riscatto ci sarà solo in caso di qualificazione Champions, diversamente da quanto deciso a inizio stagione, quando si era optato per il diritto di riscatto solo per aggirare le restrizioni Uefa sul Fair Play finanziario. La permanenza di Gonzalo Higuaín al Milan è appesa un filo, ma chissà che un’altra partita contro la Juventus non possa aprire un nuovo capitolo del Pipita in rossonero.


La rete del Pipita contro la Spal e la sua esultanza rabbiosa. Sarà il suo ultimo gol con il Milan?