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Hakeem al-Araibi è stato liberato

Il Bahrein avrebbe ritirato la richiesta di estradizione.

Di Redazione Undici

Era in carcere in Thailandia da quasi tre mesi, ora Hakeem al-Araibi è tornato libero. La vicenda del difensore del Bahrein termina dunque in maniera positiva, dopo una serie di colpi di scena iniziati il 27 novembre scorso. Tutto comincia quando al-Araibi lascia l’Australia, sua patria d’adozione e luogo di lavoro (gioca nel Pascoe Vale FC, seconda divisione), per il viaggio di nozze in Thailandia. Quando scende dall’aereo allo scalo di Bangkok Suvarnabhumi, il calciatore viene arrestato insieme alla moglie, su richiesta delle autorità dl Bahrain e in ottemperanza a un mandato di cattura in codice rosso dell’Interpol.

Da allora, è partita la macchina del sostegno umanitario nei confronti del difensore, dissidente politico, critico con la famiglia reale del suo paese d’origine. Aveva già avuto problemi con la legge nel 2012, quando fu accusato di aver assaltato un commissariato di polizia. Allora, Hakeem smentì di essere coinvolto nella vicenda, spiegò di essere stato in campo durante la manifestazione, anzi la partita che stava giocando era addirittura visibile in televisione. Fu comunque imprigionato, uscì su cauzione e decise di fuggire sfruttando una partita in trasferta della Nazionale (in cui conta solamente una presenza). Si accasa in Australia, chiedendo (e ottenendo) lo status di rifugiato politico nel 2017. Ha raccontato delle percosse subite in carcere per estorcergli la confessione, ha attaccato duramente lo sceicco Salman Bin Ibrahim Al-Khalifa, accusandolo di aver torturato tutti gli sportivi dissidenti durante le rivolte del 2011. Per i fatti del 2012 stato processato in contumacia, e condannato a 10 anni di carcere.

Secondo quanto riportato dal Telegraph, Thailandia e Bahrein avrebbero grossi legami economici, anche per questo il tribunale thailandese avrebbe insistito per l’estradizione del calciatore, nonostante la campagna di sensibilizzazione guidata da Craig Foster, ex capitano della nazionale di calcio australiana e ambasciatore di Amnesty International – l’hashtag #saveHakeem è stato di tendenza per molti giorni, e tanti calciatori importanti hanno espresso vicinanza al loro collega. al-Araibi si è presentato in catene alle udienze per l’estradizione, chiedendo di non essere rispedito in Bahrein, ma la sua situazione si è risolta solo nelle ultime ore. Pare infatti che il governo bahreinita abbia ritirato la richiesta di estradizione, in pratica ha rinunciato a perseguire al-Araibi. Che ora potrà tornare in Australia, anzi il suo volo verso “casa” dovrebbe avvenire già oggi, dopo quasi tre mesi di incertezze e paure.