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Tre cose sulla ventitreesima giornata di Serie A

L'importanza di Paquetà, Dzeko al centro della Roma, il ritorno di Khedira.

Di Redazione Undici

L’impatto di Paquetá nel Milan

L’ultimo centrocampista brasiliano a segnare in campionato con la maglia del Milan era stato Kaká, cinque anni fa contro il Chievo. Con il gol del 2-0, un sinistro al volo su cross di Calabria, Paquetá ha messo al sicuro il risultato e coronato un’ottima prestazione. A un mese dal suo arrivo, il numero 39 sta diventando una certezza nel centrocampo di Gattuso, che infatti non ha rinunciato a lui nemmeno una volta. Anche ieri ha dimostrato di poter giocare in mezzo al campo, alternando tocchi di prima a palloni recuperati. Con Calhanoglu si sono spesso scambiati posizione, con il turco che si accentrava e Paquetá pronto ad allargarsi sulla sinistra per triangolare con Hakan, una mossa che ha permesso al Milan di creare molte azioni da gol (ieri è stata la partita con più tiri nello specchio della porta sotto la gestione Gattuso, 11). A fine partita l’allenatore rossonero ha parlato bene del brasiliano: «È un personaggio che mi piace tantissimo, parla con i fatti. Per l’età che ha può disputare  tre partite a settimana. Vive per le giocate ma si sacrifica, lavora molto sulla fase difensiva. A livello tecnico-tattico ci può dare una grandissima mano». Più di tutto ha stupito proprio la maturità tattica di un calciatore giovane (classe ’97) e in arrivo dal campionato brasiliano. Se riuscirà a essere così continuo nelle giocate e incisivo sotto porta e, contemporaneamente, a dare sostanza a centrocampi, Lucas Paquetà potrà diventare un elemento fondamentale per il Milan.

Piatto sinistro al volo e dedica ai ragazzini del Flamengo, ex squadra di Paquetà, scomparsi in settimana nell’incendio al centro sportivo

Dzeko di nuovo al centro della Roma

Prima del match contro il Chievo Verona, lo score in campionato di Edin Dzeko era davvero misero: quattro gol e tre assist per 19 partite giocate, un po’ come agitare i fantasmi della prima stagione italiana (2015/2016) del centravanti bosniaco, 10 reti totali con la Roma di Garcia e poi di Spalletti. Solo che Dzeko sembra sentire nell’aria l’atmosfera di Champions League, a pochi giorni dalla sfida contro il Porto ha ricominciato ad essere decisivo, come gli è già capitato quest’anno contro Viktoria Plzen (tripletta) e Cska Mosca (doppietta). Al Bentegodi si è rivista la miglior versione dell’attaccante ex Manchester City, non solo per lo splendido gol col sinistro a giro o per il delizioso assist a Kolarov, quanto per la presenza nel gioco, la partecipazione alla manovra. La Roma ha potuto contare su un riferimento fisso in avanti, Dzeko ha vinto 4 duelli aerei e servito 2 passaggi chiave, secondo il sito specializzato Whoscored il suo rating tocca quota 10, il massimo possibile. Alla vigilia del finale di stagione, Di Francesco potrebbe aver ritrovato uno dei suoi giocatori fondamentali, la corsa in Champions e per la Champions passa per il gioco del centravanti bosniaco, proprio come nella scorsa stagione. Un anno fa, Dzeko segnò cinque gol in sei partite dagli ottavi fino alla semifinale con il Liverpool. Domani è in calendario Roma-Porto, e viene da pensare che tutto questo non sia un caso, non possa esserlo.

Il gol di Dzeko nella trasferta di Verona, vinta per 3-0 dalla Roma

Khedira si risveglia per la Champions

Dopo la solita serie di infortuni, Sami Khedira ha ripreso il suo posto nel centrocampo bianconero. Uomo fondamentale per Allegri, nonostante a volte fatichi a tenere ritmi alti per novanta minuti, il tedesco  sta tornando in forma a febbraio, per la Champions League. Gli succede ogni anno, se ci pensi. Alla sua quarta stagione bianconera, Khedira ha saltato una sola partita a eliminazione diretta in Europa (contro il Monaco per squalifica) e si candida per una maglia da titolare nella sfida della prossima settimana al Wanda Metropolitano. Insieme a Ronaldo e a Mandzukic è l’unico bianconero ad aver vinto la Champions League, nel 2014 con il Real Madrid, quando Ancelotti lo schierò titolare in finale dopo che aveva saltato tutta la seconda parte di stagione per un infortunio ai legamenti del ginocchio. Contro il Sassuolo Khedira ha ritrovato il gol, il secondo stagionale, dopo i due pali sfortunati colpiti contro il Parma. A fine partita Max Allegri l’ha definito «professore negli inserimenti. Ha segnato e creato occasioni, poi l’ho sostituito perché aveva la febbre e per la pallonata che ha preso in testa (da Ronaldo, ndr)». Pjanic è inamovibile, Matuidi affidabile, Bentancur maturo, ma probabilmente l’uomo in più per il centrocampo bianconero, soprattutto in Champions, potrebbe essere ancora una volta Sami Khedira.

Al posto giusto al momento giusto: Sami Khedira