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João Cancelo si è fermato sul più bello

La stagione del terzino portoghese somiglia molto a quella della Juventus.

Di Jacopo Azzolini

L’andamento della stagione di João Cancelo fotografa abbastanza bene quello della Juventus. Il grande hype iniziale si era tradotto in un autunno caratterizzato da prestazioni eccezionali, che lasciavano presagire grandi cose. Invece, l’annata non è andata bene come si prospettava: la Juventus è uscita male dalla Champions dopo aver palesato un’inquietante involuzione del proprio gioco e Cancelo ha progressivamente perso il posto da titolare. Tant’è che si parla di un Allegri che in realtà non lo ha mai davvero apprezzato, e addirittura di top club interessati ad acquistare il portoghese.

 

Un avvio strepitoso

Secondo molti, quello dell’estate 2018 è stato il primo mercato effettivamente condotto da Paratici. Oltre al colpo Ronaldo, è stata evidente la volontà di muoversi per colmare le lacune dell’anno precedente. Soprattutto sulle fasce: la Juve non aveva ancora sostituito degnamente Dani Alves, palesando di conseguenza grandi limiti nella prima costruzione e nell’uscita sulle corsie esterne. L’impatto di Cancelo a Torino è stato  folgorante, Allegri ha subito puntato sul portoghese, anche se in estate ha dovuto lavorare molto sugli aspetti difensivi del suo gioco (a novembre disse: «Quando all’inizio gli parlavo di fase difensiva faceva fatica. All’estero ragionano così»). L’ex Inter si è esaltato nel gioco di posizione che la Juve ha praticato fino a dicembre, diventando centrale nella manovra bianconera.

Si è vista una squadra spumeggiante in fase di possesso, soprattutto nel palleggio basso. In queste situazioni, Cancelo riesce a mostrare le sue enormi qualità: oltre alla grande capacità di fraseggio, possiede un cambio di passo notevole, che consente di superare le pressione rivale con dribbling improvvisi che creano superiorità numerica. La Juventus di inizio anno era una squadra molto difficile da  aggredire, con l’ex Valencia vero e proprio regista decentrato, una delle fonti primarie nell’economia del gioco bianconero – è una caratteristica dei terzini moderni, sempre più efficaci nel palleggio.

La traversa di Cancelo contro l’Udinese: il portoghese riceve palla trovare in posizione di mezzala

Era soprattutto la fluidità posizionale ed esaltare le doti del portoghese: Cancelo non è certo un esterno vecchia scuola, uno che copre il campo solo in verticale, ha un set di movimenti tutt’altro che banale, incide tanto nel dare ampiezza quanto nel sovrapporsi internamente, visto che sa giocare benissimo dentro al campo – Allegri ha spesso pensato e fatto pensare a un possibile futuro da mezzala. Non è un caso che una delle sue partite migliori sia stata quella di Old Trafford, in cui la Juve ha sviluppato il possesso a destra, formando una sorta di rombo caratterizzato da costanti scambi di posizione tra lui, Dybala, Cuadrado e Bentancur. Cancelo si esprime al meglio in questo contesto tattico, quando può sfruttare la sua verve associativa con giocatori tecnici vicini a lui. Oltretutto, il portoghese stava dimostrando una tenuta difensiva che in pochi si auspicavano. I suoi limiti in fase di non possesso sembravano riguardare soprattutto i duelli individuali (basti pensare al fallo da rigore su Giaccherini nella primissima giornata), visto che nelle situazioni di tattica collettiva si muoveva tutto sommato abbastanza bene.

Difficoltà dopo l’infortunio

Dopo l’infortunio al menisco di dicembre, che gli ha fatto chiudere anzitempo il 2018, non si sono più visti né il Cancelo né la Juve di autunno. Il rientro del portoghese in campo non è stato certo trionfale come le prestazioni dei mesi precedenti. Tra gennaio e febbraio si sono disputate le due partite che forse gli han fatto perdere fiducia di Allegri, che infatti decide di non schierarlo in casa dell’Atlético Madrid, negli ottavi di in Champions League: contro l’Atalanta, un suo pallone perso ha provocato il vantaggio di Castagne; tre giorni dopo, contro il Parma, Kucka ha trovato lo stacco vincente sfruttando un suo errato posizionamento difensivo.

Al netto delle responsabilità individuali, Cancelo probabilmente si è trovato a disagio in una Juve che aveva perso la confidenza nel palleggio mostrata in autunno, tornando anzi a soffrire molto le aggressioni portate dalle squadre avversarie nella sua trequarti. Come appunto contro l’Atalanta, una squadra maestra in queste situazioni. Senza soluzioni di passaggio e con poco movimento dei compagni, l’indole propositiva di Cancelo lo ha costretto a forzare la giocata, incappando però in palloni persi in zone di campo ad alto rischio.

Il pallone perso da Cancelo a Bergamo, in un momento in cui la Juve sta soffrendo le marcature a uomo dell’Atalanta.

Qualcosa è cambiato dopo questo periodo. Se fino ad allora Cancelo aveva giocato solo da terzino (a volte anche a sinistra), Allegri successivamente ha iniziato a schierarlo tante volte come esterno alto, preferendogli De Sciglio da laterale basso. Come ala, Cancelo non ha una grande incisività negli ultimi metri, gli manca quell’imprevedibilità e cattiveria nell’affondo tipiche degli specialisti di questo ruolo. Per esempio, anche se si tratta di un giocatore tecnicamente inferiore, Leonardo Spinazzola è molto più pericoloso quando deve andare sul fondo, proprio perché ha un background da laterale offensivo.

Il portoghese è invece un terzino di palleggio, si esalta di più in sviluppo e costruzione che non nella rifinitura. Non è neanche un grande crossatore, visto che la sua media è di un traversone preciso su 4. Insomma, per quanto abbia una indole propositiva e offensiva, Cancelo è un giocatore che ragiona soprattutto da esterno basso.

I terzini con Allegri

Storicamente, Allegri non è un tecnico che predilige particolarmente i terzini creativi.  I suoi esterni ideali sono molto prudenti (vuole che facciano la giocata più sicura possibile,) preferendoli a quelli che invece si affidano al proprio estro e talento in zone sensibili del campo per aggirare il pressing avversario. Secondo lui, probabilmente, il minimizzare i rischi è di gran lunga preferibile al pericolo di una giocata “difficile”non riuscita. Non è un caso che, da terzino, Dani Alves abbia giocato poche partite e che contro il Monaco, nel 2017, sia stata preferita la BBC (col brasiliano esterno alto). Insomma, sotto questo punto di vista le difficoltà dell’ex Valencia sono abbastanza spiegabili, proprio per l’idea di calcio del tecnico livornese.

Nel nuovo assetto tattico con Emre Can terzo difensore destro, Cancelo di fatto è un esterno alto

Cancelo sembra aver perso fiducia nei propri mezzi rispetto a inizio stagione, è molto più timoroso nel tentare la giocata. Il suo percorso ricorda un po’ la trasformazione vissuta da Alex Sandro in queste stagioni, anche se il brasiliano ha caratteristiche diverse: è senza dubbio cresciuto molto nell’interpretazione della fase difensiva, ha sviluppato un notevole senso tattico, però ha quasi totalmente perso l’imprevedibilità e la forza nel dribbling che lo contraddistinguevano appena arrivato alla Juve.

Insomma, l’involuzione di Cancelo è andata di pari passo con quella della Juve, e oggi ci si ritrova – oltre che con l’incognita del futuro – con grande rammarico per un’annata che pareva destinata a chiudersi con un grande trionfo. Il fatto che si ipotizzi addirittura la cessione la dice lunga sugli alti e bassi della sua stagione, in autunno il portoghese sembrava un potenziale pilastro,  un elemento da blindare e su cui costruire nel lungo periodo. Nel complesso, se si pensa a come molti allenatori di livello lavorano sui terzini propositivi, è verosimile che Cancelo possa anche guardare con interesse a squadre in cui giocatori con le sue caratteristiche vengono maggiormente esaltati. Come per altri uomini della rosa, la sensazione è che la futura evoluzione del terzino portoghese sia legata a doppio filo alla permanenza di Allegri.