Ralenti

La storia triste del padre di Cristiano Ronaldo, l'atleta russa che aveva denunciato alla Wada il doping federale, approfondimento sulle Nazionali non riconosciute e molto altro.

Una selezione degli articoli più belli che abbiamo letto durante la settimana, a tema sport ma non solo: il giocatore di football che è anche un matematico, l’esplosione del calcio in Islanda, come costruire uno stadio che non lasci allo stato alti prezzi da pagare e i consueti consigli di Studio. Buona lettura.

Sport (e altre cose culturali)

Steph Curry Literally Sees the World Differently Than You Do – Science of Us
Perché Steph Curry vede il mondo in maniera diversa da noi. Come la percezione diventa la nuova frontiera da ricercare per gli atleti.

Game Break: John Urschel – Players Tribune
John Urschel è un matematico con tanto di pubblicazioni. Ha appena finito il suo primo semestre al Mit – Massachusetts Institute of Technology, ma è anche un giocatore di football americano nei Baltimore Ravens. In “Game Break”, una rubrica di The Players Tribune, John descrive la propria passione per la matematica e l’educazione scolastica.

Volcano! The incredible rise of Iceland’s national football team – Guardian
La crescita e l’esplosione del calcio in Islanda. Come una Nazionale di un paese minuscolo ha scalato 109 posizione nei ranking Fifa.

Is There a Better Way to Build a Stadium? – The Atlantic
Gli stadi finanziati pubblicamente hanno lasciato altissimi prezzi da pagare. Ora lo stato del Wisconsin sta finanziando la nuova arena dei Milwaukee Bucks per 250 milioni di dollari. Cosa cambia questa volta?

The father Portugal’s Cristiano Ronaldo never really knew – Espn
La storia del padre di Cristiano Ronaldo. Dalla guerra in Angolo all’alcolismo, un viaggio da cui non fece ritorno. Almeno mentalmente.

Even With Confession of Cheating, World’s Doping Watchdog Did Nothing – New York Times
Nel mese di dicembre 2012, la World Anti-Doping Agency ha ricevuto un’ email da Dar’ja Piščalnikova, atleta olimpica della Russia. La discobola, che aveva vinto una medaglia d’argento quattro mesi prima alle Olimpiadi di Londra, chiedeva aiuto. Diceva di aver assunto sostanze proibite sotto la direzione della Federazione russa, aggiungendo come avesse ulteriori informazioni sul doping sistematico nel suo paese. «Si prega di indagare», implorò nella mail, scritta in inglese. La Wada non prese in considerazione la missiva.

The Unrecognized – Roads and Kingdoms
Un pezzo sulle Nazionali non riconosciute, dal Somaliland all’Abkhazia. La Coppa organizzata dalla Conifa. In testa allo speciale ranking c’è la Padania.

Among the Khuligans – Foreign Policy
Un ottimo articolo sugli ultras russi scritto dal reporter James Appell su Foreign Policy. C’è veramente da meravigliarsi di quanto accaduto in Francia?

Cultura

The Forrest Gump of the InternetThe Atlantic
Ev Williams è diventato miliardario rimanendo aderente ai suoi obiettivi di creare un’Internet aperta e accessibile. Oggi è il fondatore di Medium, una piattaforma mediatica tra le più interessanti di questi tempi.

What Do The Reviews Have To Say About Season 4 Of ‘Orange Is The New Black’?Digg
È iniziata la quarta stagione di Orange is the new black, dopo una terza che non aveva convinto troppo. Una raccolta di recensioni che delineano l’accoglienza del nuovo capitolo dello show Netflix.

Created in Her ImageThe Hairpin
Nonostante oggi sia una super icona nel pantheon di molti intellettuali progressisti, Joan Didion nasce culturalmente come figlia della destra americana.

La foto della settimana

Brandon Snyder, numero 19 degli Atlanta Braves, in un momento precedente la sfida contro i New York Mets al Citi Field (Mike Stobe/Getty Images)

NEW YORK, NEW YORK - JUNE 17: Brandon Snyder #19 of the Atlanta Braves looks on during batting practice priro to the game against the New York Mets at Citi Field on June 17, 2016 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. (Photo by Mike Stobe/Getty Images)

Il video della settimana

Ruqsana Begum non è soltanto una delle migliori lottatrici di Muay Thai al mondo—è l’unica donna mussulmana ad aver vinto  un titolo nazionale di kickboxing. Ha cominciato a boxare all’età di She 18 anni e si è allenata in segreto per anno, con la paura che la famiglia potesse non approvare la sua passione per uno sport dominato dagli uomini. Oggi nulla potrebbe riportarla indietro.