Tre cose sulla 19esima giornata di Serie A

 

L’Inter trova sempre la soluzione
Il gol di Dumfries che decide una partita durissima, complessa, come quella contro il Torino; Handanovic che prolunga fino a 551 minuti la sua imbattibilità in campionato; il titolo d’inverno arrivato in anticipo e consolidato con un vantaggio non banale sul Milan (quattro punti) e sul Napoli (sette punti). Sono tutte grandi notizie per l’Inter, ma la prima lo è più di tutte: e non perché Dumfries sembra essersi finalmente ambientato per davvero, al punto da risultare un’arma offensiva imprevedibile eppure puntuale (siamo a tre reti nelle ultime quattro), ma perché, come detto, la gara contro il Toro non è stata semplice, per merito dei granata ma anche perché gli uomini di Simone Inzaghi sono stati molto meno brillanti, molto meno tambureggianti, rispetto a quanto mostrato nelle ultime uscite.

Quando una squadra riesce a cogliere la sua settima vittoria di fila anche senza esprimersi al meglio, quando trova sempre la soluzione per venire a capo di un rebus – persino di un rebus urticante come le marcature a uomo e a tutto campo del Torino di Juric – allora vuol dire che ha grande qualità e pure la consapevolezza giusta per poterla manifestare. Come nel caso del gol decisivo realizzato da Dumfries, una ripartenza velocissima in grado di sfruttare l’unico grande bug del gioco di Juric: gli spazi aperti in transizione negativa. Il fatto che, oltre all’esterno olandese, ci fossero altri quattro giocatori nerazzurri pronti a chiudere l’azione, vuol dire che gli uomini di Inzaghi erano mentalmente – e tatticamente – preparati a sfruttare un’azione/occasione del genere.

Del resto sono questi dettagli che fanno la differenza tra gli 1-0 e gli 0-0. È da qui che si riconosce la grande squadra, quella capace di sfruttare un calendario agevole – dopo lo scontro diretto col Napoli, l’Inter ha affrontato e battuto la Roma, il Toro e le ultime quattro squadre della classifica – e di scavare un solco con le inseguitrici. Ora il nuovo anno si aprirà in maniera diametralmente opposta: dopo la sfida dell’Epifania col Bologna, arriveranno gli scontri con Lazio, Juventus (in Supercoppa) e Atalanta. Poi, dopo Inter-Venezia, ecco gli altri due scontri diretti contro Milan e Napoli. Se l’Inter si presenterà in queste condizioni, potrà allargare il divario in maniera probabilmente decisiva. Sta agli altri il compito di capire come fermare una squadra che, al momento, sembra essere priva di punti deboli.

Inter-Torino 1-0

L’ennesima risposta del Milan

Per la spensieratezza, la qualità del gioco e dei singoli, affrontare l’Empoli di Andreazzoli – per giunta da affrontare in trasferta – poteva essere una vera trappola per il Milan di Pioli. La sconfitta in casa contro il Napoli ha fatto – giustamente – suonare l’allarme in casa rossonera, perché è stata il frutto di una prestazione priva di contenuti tecnico-tattici, prima che agonistici. Certo, il gioco dei rossoneri non è stato scintillante come in avvio di stagione, e inoltre l’Empoli ha avuto delle grandi occasioni quando il punteggio era sull’1-1 ma anche sull’1-2. Ma il Milan è riuscito a superare anche queste avversità, grazie a una buona aggressività, al ritrovato Kessié e pure a un po’ di fortuna – l’errore di Vicario in occasione del secondo gol dell’ivoriano è stato probabilmente decisivo nell’indirizzare la partita. In realtà, fin da quando Stefano Pioli siede sulla panchina rossonera, questa capacità di riprendersi subito – o quasi – dopo i periodi negativi è diventata proverbiale, ha fatto la differenza rispetto alle crisi degli anni precedenti – quando il Milan entrava in una spirale negativa era difficilissimo che riuscisse a riprendersi. Ora l’identità di gioco e del progetto garantiscono proprio questo, cioè un recupero e delle risposte praticamente immediate ai momenti difficili. Ecco, magari Empoli in questo senso potrebbe rappresentare una svolta, un momento-chiave di questa stagione. Dopotutto l’Inter non è così lontana, siamo solo a metà campionato e le feste di Natale potrebbero permettere a Pioli di recuperare qualche infortunato.

La sintesi di Empoli-Milan 2-4

La Juve sta recuperando terreno

Certo, l’incredibile frenata del Napoli (otto punti in otto partite) e dell’Atalanta ha contribuito ad accorciare la classifica. Ma se la Juventus è a quattro punti dalla zona-Champions e a cinque dal terzo posto, i meriti vanno anche cercati dentro la squadra bianconera. Che, a scanso di equivoci, ha vinto quattro delle ultime cinque partite, tra l’altro sempre con lo stesso risultato (2-0). Questa nuova regolarità è dovuta ovviamente al lavoro di Allegri, che sembra aver finalmente trovato un sistema adatto per far rendere la sua rosa, ma anche al reinserimento e/o alla crescita di alcuni giocatori che avevano iniziato la stagione in maniera negativa: De Ligt, Bernardeschi, Kean, e ora anche Arthur. Certo, anche contro il Cagliari ci sono stati alcuni momenti di sbandamento, per due volte João Pedro è andato vicinissimo al gol, nella prima occasione il suo errore è stato addirittura comico. Ma si è trattato di alcuni momenti isolati di una gara gestita con tranquillità, con un approccio e una ferocia da Juventus, viene da dire: tutta una serie di doti e atteggiamenti che questa squadra non aveva ancora manifestato, che forse adesso sono stati appresi, e che stanno facendo la differenza. In positivo. Il fatto che il 6 gennaio, alla ripresa del campionato, si giochi Juventus-Napoli può dare un ulteriore impulso alla stagione bianconera, anche in vista della Supercoppa e degli ottavi di finale di Champions League. Due appuntamenti a cui la squadra di Allegri sembrava destinata a presentarsi come fosse un parvenu, e invece la situazione sta cambiando. Anzi, è già cambiata.

Juventus-Cagliari 2-0