Tre cose sulla 21esima giornata di Serie A

L'importanza del Sassuolo per il calcio italiano, le risorse infinite dell'Inter, la scoperta di Lobotka.

 

L’importanza del Sassuolo nel calcio italiano
Se l’Italia di Mancini dovesse affrontare la Macedonia del Nord e poi il Portogallo nella settimana che sta iniziando oggi, è quasi certo che la miglior opzione possibile per comporre il tridente offensivo sia quella di pescare solo in casa del Sassuolo: con Chiesa, Insigne e Belotti fermi per infortunio, il solo Immobile potrebbe fare concorrenza a uno tra Riccardo Scamacca, Domenico Berardi e Giacomo Raspadori. Che, dalla loro, hanno la loro intesa – giocano insieme dall’inizio di questa stagione, e tutti e tre sono costantemente titolari – e un altissimo momento di ispirazione. Per informazioni, basta rivolgersi all’Empoli di Andreazzoli, una delle squadre più belle e sofisticate e sorprendenti di questo inizio di stagione, che è stata letteralmente travolta dai tre talenti neroverdi.

A volte i numeri non dicono tutto sulla forza e sullo status di un calciatore, ma in questo caso servono per inquadrare bene il fenomeno: considerando gol e assist, il tridente del Sassuolo mette insieme 37 giocate decisive per una rete segnata – per la precisione, Berardi ha segnato dieci volte e servito nove passaggi decisivi, Scamacca ha realizzato otto reti e Raspadori è a quota sei gol e quattro assist. Considerando che la squadra di Dionisi è a quota 36 gol stagionali in 21 partite di Serie A, è evidente che l’ex allenatore di Venezia ed Empoli abbia scelto gli uomini giusti su cui fondare il proprio progetto. E poi c’è da aggiungere anche l’esplosione di Davide Frattesi, che a sua volta aggiunge quattro gol e due assist al conteggio.

Grazie al suo lavoro e alla sua politica, il Sassuolo conferma di essere una squadra importantissima per lo sviluppo del calcio italiano. È un discorso che riguarda l’intero movimento, perché l’affermazione dei talenti di oggi è identica a quella dei vari Zaza, Acerbi, Politano, Pellegrini, Sensi, Locatelli tutti calciatori che sono passati dal club neroverde e poi sono stati acquistati da squadre di prima fascia – magari con alterne fortune, ma il punto è il percorso, non l’esito. Il coraggio e l’intelligenza di insistere su allenatori ambiziosi come De Zerbi e ora Dionisi, su tecnici che non si fanno problemi a schierare tanti giocatori offensivi, crea evidentemente un ambiente in cui i giovani possono sentirsi apprezzati, valorizzati, e allora danno il meglio di sé. Ci riescono col tempo, magari, ma alla fine ce la fanno: il Sassuolo 2021/22, dopo un inizio non proprio brillante, alla 21esima giornata ha soli tre punti di distacco dall’edizione 20/21, la migliore del triennio De Zerbi. Anche questo è un dato che sembra incredibile, ma che non deve sorprendere. Non più.

Empoli-Sassuolo 1-5

Le risorse infinite dell’Inter

La Lazio era e resta l’unica squadra di Serie A che ha battuto l’Inter di Inzaghi, e anche ieri sera ha mostrato di avere le caratteristiche per inibire un po’ il gioco dei nerazzurri. Alla fine, però, anche Sarri e i suoi uomini hanno dovuto piegarsi, hanno dovuto accettare la superiorità della squadra capolista, non hanno potuto resistere alla forza d’urto di un sistema tattico che trova sempre la risposta giusta alle avversità, che ha risorse infinite. Basta buttare l’occhio al tabellino di Inter-Lazio per rendersene conto: le due reti che hanno permesso ai nerazzurri di riprendersi il primato in classifica sono arrivate da altrettanti difensori, da Bastoni (autore anche di un assist) e da Skriniar; dall’altra parte del campo, la rete di Immobile è arrivata su uno dei due (!) tiri in porta concessi alla squadra di Sarri, e a seguito di un’uscita non proprio impeccabile di Samir Handanovic. Per il resto, l’Inter ha controllato agevolmente la gara e gli avversari, non ha subito praticamente niente, magari non sarà stata la squadra brillante e irrefrenabile vista in altre partite, ma in ogni caso ha messo insieme 17 conclusioni tentate (di cui sei in porta) senza mostrare dubbi o cedimenti. Le otto vittorie consecutive in Serie A sono una conseguenza diretta e inevitabile di questa capacità di trovare sempre il modo di venire a capo di ogni problema, una capacità sviluppata dal lavoro di perfezionamento e di ampliamento compiuto da Simone Inzaghi, alimentata da un gruppo di calciatori ormai maturo in tutti i suoi elementi, e quindi pienamente consapevole della propria forza.

Gli highlights di Inter-Lazio 2-1

Il Napoli sta finalmente scoprendo Lobotka

Luciano Spalletti e il suo Napoli stanno faticosamente riemergendo da un periodo difficile, in cui gli infortuni e le assenze e pure le vicende di mercato hanno finito per alimentare l’inevitabile flessione dopo un inizio perfetto. La forza del tecnico toscano e della squadra azzurra si è manifestata compiutamente in un aspetto: la capacità di rispondere alle emergenze inventandosi nuove soluzioni. Tra queste, la centralità di un giocatore che sembrava non avere un futuro nel nostro campionato, e che invece è stato pienamente riscoperto: Stanislav Lobotka. L’ex regista del Celta Vigo, arrivato a gennaio 2020 insieme a Diego Demme, è sempre stato trattato come un comprimario da Gennaro Gattuso. L’arrivo di Spalletti e gli infortuni a catena dei vari Demme, Anguissa e Fabián Ruiz gli hanno dato l’occasione di mettersi in mostra in un sistema evidentemente più vicino alle sue qualità, e oggi vediamo finalmente Lobotka per quel che è: un centrocampista in grado di dettare i tempi del gioco muovendo la sfera in maniera sincopata, una lavatrice in grado di pulire un altissimo numero di palloni e di produrre tantissimi passaggi utili, ma anche un giocatore in grado di rompere le linee avversarie con finte di corpo, pause e accelerazioni di grande intelligenza. Dopo la vittoria contro la Sampdoria, arrivata con un dominio ben più ampio di quanto suggerirebbe il risultato finale (1-0), Spalletti ha detto che Lobotka «tocca e muove duemila palloni non lo vai a mordere, e così crea continuamente spazi e mette anche a posto i casini che fa l’allenatore». Un’investitura importante da parte di un allenatore che ha creato Pizarro e Brozovic registi davanti alla difesa, e che ora sta facendo lo stesso percorso anche con lui. Non male come premesse, come prospettive.

Napoli-Sampdoria 1-0