Una sera di qualche anno fa Ryan Lam giocava a pickleball sotto un ponte a Kwai Fong. Non era esattamente un posto adatto allo sport: il campo era da badminton, la luce era poca e la pallina, a un certo punto, diventava difficile da seguire. Lam ci andava di notte perché a Hong Kong trovare un luogo in cui allenarsi non era affatto semplice. Allora il pickleball era uno sport di cui molti non avevano mai sentito parlare.
Oggi Lam ha 29 anni ed è professionista. Ha abbandonato un lavoro corporate in Uber negli Stati Uniti per tornare a Hong Kong, firmare il primo contratto professionistico della città e dedicarsi al 100% allo sport. Nel febbraio 2026 è salito in cima alla graduatoria del circuito World Pickleball Championship per la categoria 19+, dopo essere stato fuori dai primi cento appena due anni prima. Il pickleball gli ha cambiato la vita. E anche la città, nel corso degli anni, è cambiata con lui. A Hong Kong si può giocare ad esempio sul rooftop del Chinese Recreation Club a Tai Hang, dove si contano quattro campi outdoor; al nono piano del Landmark South a Wong Chuk Hang; oppure a Pickle City, a Tsuen Wan West. La pallina sfreccia sopra la rete mentre tutt’intorno continuano le normali (e frenetiche) giornate della metropoli fra uffici, traffico e ristoranti. Non è un impianto ai margini della città. È nel cuore della metropoli, solo un po’ più in alto.
La disponibilità di terreno, qui, è la vera nota dolente. Gli edifici sono tantissimi e la vita quotidiana si svolge già su più livelli. Si sale per andare a casa, per lavorare, per mangiare. Adesso anche per giocare. Il basket ne è un esempio. Tra il 2019 e il 2023 il fotografo americano Austin Bell ha cercato e fotografato i campi da basket outdoor della città. Ne ha catalogati 2.549. Era partito da Choi Hung Estate, colpito dai campi colorati che aveva visto dall’alto per poi continuare per ben quattro anni. Bell ha finito per usare i playground come un modo per conoscere ed entrare in sintonia con la città. Ce ne sono tra i palazzi degli housing estate, accanto alle scuole, in mezzo ai quartieri residenziali. Poi ci sono i tetti dei centri commerciali. A H.A.N.D.S. Shopping Centre, a Tuen Mun, oltre 10.000 m² sono stati riconvertiti in uno spazio sportivo coloratissimo con basket, calcio, pista da atletica e skatepark che dall’alto sembra quasi un dipinto di Joan Miró. Prima era semplicemente una superficie inutilizzata sopra un edificio. Adesso ci si va per giocare.
Il pickleball è uno sport che si è inserito alla perfezione all’interno di questo tessuto urbano frastagliato, anche grazie alla sua natura. Un campo da pickleball ha le stesse dimensioni di quello da badminton per il doppio. Si serve dal basso, si gioca generalmente a 11 punti e c’è la kitchen, la zona vietata alle volée vicino alla rete. Si può arrivare per la prima volta e cominciare a giocare quasi subito. Non serve conoscere le regole del tennis prima e non serve nemmeno avere già una community con cui giocare. Venise Chan, ex numero uno del tennis di Hong Kong, ha iniziato nel 2019, quando il pickleball era ignoto ai più. Nel 2021 ha organizzato il primo Hong Kong Pickleball Open e oggi gestisce una academy a Wong Chuk Hang. Intervistata in più occasioni, ha messo in luce anche una ragione molto pratica per la crescita del gioco: i campi sono piccoli e il terreno a Hong Kong costa moltissimo.
Nel 2025 il governo di Hong Kong ha iniziato a permettere che alcuni campi pubblici da badminton venissero utilizzati anche per il pickleball. È una soluzione abbastanza semplice: perché costruire un altro impianto quando si può, almeno per qualche ora, fare un restyling di quello che c’è già? Nel 2025 Hong Kong ha raggiunto la finale della Pickleball World Cup e a dicembre ha ospitato una tappa dei World Pickleball Championships al Discovery Bay Recreation Club, dove c’erano quasi 900 giocatori da almeno 16 Paesi e regioni. A ottobre 2026 Hong Kong ospiterà l’Hong Kong Slam della PPA Tour Asia, con un montepremi di 1,1 milioni di dollari. Ryan Lam sarà uno dei nomi da seguire; Jack Wong Hong-kit, ex tennista professionista, è oggi il giocatore hongkonghese meglio piazzato nel ranking PPA.
Il padel rappresenta l’altra grande direttrice di questo fenomeno. Il campo è più grande di quello del pickleball e le pareti fanno parte del gioco: la pallina può rimbalzare sul vetro e tornare in campo. Si gioca generalmente in quattro. All’inizio è facile capire cosa fare ma diventare bravi è tutt’altra cosa. A Hong Kong la crescita è legata soprattutto ai nuovi club. PADEL+ a Sai Kung è stato tra i primi a costruire una scena intorno allo sport. Poi è arrivato GO PARK Sai Sha, con campi da padel, pickleball, tennis e altre discipline. Nel novembre 2025, ha ospitato il FIP Silver Hong Kong, con 268 giocatori da più di 30 Paesi e regioni e oltre 170 partite. È stato, secondo il South China Morning Post, il torneo di padel con la partecipazione più alta mai registrata in un evento asiatico. Poi, per questo sport, è arrivata una notizia eclatante: nel marzo del 2026 il padel è stato ufficialmente aggiunto agli Asian Games di Aichi-Nagoya come (per ora) sport dimostrativo. Si giocherà tra settembre e ottobre. Per i giocatori asiatici non è più soltanto un altro torneo: ci saranno squadre nazionali, medaglie, la possibilità di rappresentare il proprio Paese. Questo significa che chi oggi si allena a GO PARK o in uno dei nuovi club hongkonghesi può cominciare a sognare un iter agonistico dal respiro continentale.
È una trasformazione che a Hong Kong sta succedendo in posti diversi e con sport diversi, trasformando il limite dello spazio in una cifra identitaria. Il basket è già dentro i quartieri e gli housing estate. Il pickleball sta popolando i campi da badminton che esistono già. Il padel sbarca con club e progetti immobiliari nuovi e un lifestyle che oscilla fra un Richard Mille al polso e un aperitivo sulla terrazza dell’Ozone. Alla fine la domanda è sempre quella: dove mettere un campo? A Hong Kong può essere sotto un ponte, come per Lam qualche anno fa. Sul tetto di un club a Tai Hang. Al nono piano di un edificio a Wong Chuk Hang. Dentro un centro commerciale. Oppure in un vecchio campo da badminton, che per qualche ora cambia identità. Lam, intanto, non gioca più sotto quel ponte: oggi è ai vertici internazionali del suo circuito.