Razvan Marin, per chi lo avesse dimenticato, è un centrocampista centrale rumeno, ha giocato con Cagliari ed Empoli e ha sempre avuto il vizio del gol. Ecco: quel Marin, proprio lui, ha deciso il match di Champions League tra AEL Atene e LASK Linz, finito 1-0 per la squadra campione di Grecia. E l’ha fatto con una gran punizione all’incrocio dei pali – lo trovate qui, vale la pena di guardarlo. Il bello è che l’ultima vittoria dell’AEK in Champions League risaliva a vent’anni fa, al 21 novembre 2006: 1-0 contro il Milan di Ancelotti. E anche oggi la Serie A ha avuto un suo peso, anche oltre Marin, in quello che è un grande ritorno nell’élite del calcio.
In realtà è da diversi anni che l’AEK pesca giocatori finiti un po’ fuori dal giro dei grandi campionati europei: per rilanciare le loro carriere, o quantomeno per provarci, garantisce loro minuti e possibilità in un contesto meno competitivo, ma molto caldo, come il campionato greco. Tra questi ci sono stati Anthony Martial e Roberto Pereyra, che negli ultimi mesi hanno lasciato Atene, e poi un bel po’ di vecchie conoscenze della Serie A. Nella rosa di questa stagione, guidata dal serbo Marko Nikolic, sono sei gli elementi che hanno giocato almeno una stagione nel massimo campionato italiano. Si tratta dei portieri Alberto Brignoli e Thomas Strakosha (infortunatosi al posto qualche giorno fa), del difensore Charalampos Lykogiannis, del già citato Marin e di una grande meteora interista, il portoghese João Mário. In attacco, infine, c’è Luka Jovic. Che, dopo gli alti e bassi con il Real Madrid e con il Milan, in Grecia sembra aver trovato la sua dimensione: lo scorso anno ha messo insieme 17 gol in 29 partite, ed è già a quota due reti nelle prime tre gare della Super League 2026/27.
In squadra, poi ci sono anche Lovro Majer, centrocampista croato ex Wolfsburg e Renns, Christos Alexiou – talento greco in prestito dall’Inter Under 23 – e Domagoj Vida, passato per la Dynamo Kiev e il Besiktas. Grazie a questa politica di mercato, l’AEK ha vinto l’ultimo campionato, con due punti in più rispetto all’Olympiakos, e si è qualificato alla League Phase di Champions dopo aver battuto il Levski nel playoff dei turni preliminari. «Ho aspettato 18 anni interi per vivere questo momento», ha dichiarato Alberto Brignoli al termine del suo esordio in Champions League contro il LASK. «Ho lavorato fin da piccolo per raggiungere questo obiettivo e sono orgoglioso». E c’è un dato ancora più singolare: l’AEK aveva un portiere italiano anche ai tempi della vittoria col Milan. Si trattava di Stefano Sorrentino. «L’ho scoperto oggi, ha spiegato Brignoli, «mi hanno mostrato una foto sui social. Ed è una cosa veramente folle». Non c’era altro modo migliore per dirlo.