In questo momento è fantastico essere il capitano della Nazionale italiana di pallavolo: intervista a Simone Giannelli

Il palleggiatore e uomo-simbolo dell'Italia di Velasco racconta l'avvicinamento agli Europei, la voglia di vendicare la sconfitta in finale del 2023, il significato di questo torneo e anche un suo progetto per il futuro.
di Fabio Simonelli 13 Settembre 2026 alle 04:13

Quando parla degli Europei in corso, un torneo «in cui si girerà per tutto il nostro Paese e si dovranno gestire le energie al meglio», Simone Giannelli fa trasparire tutto il suo entusiasmo. Napoli, Modena, Torino e Milano sono e saranno le città della pallavolo, le città di un Europeo a cui l’Italvolley arriva da favorita. Da campione del mondo in carica «ma senza pressioni», confessa Giannelli, conscio che il torneo «è di fatto un altro Mondiale per livello tecnico e atletico degli avversari». L’Italia, però, assicura il capitano «è un gruppo forte, consapevole delle proprie qualità e soprattutto pronto a cancellare il ricordo del 2023». Ovvero quando gli azzurri persero la finale a Roma contro la Polonia. Come pronto e preparato è anche Giannelli: «Le vacanze ad Aruba sono andate molto bene, avevo bisogno di staccare un po’ dopo una stagione molto positiva con Perugia, sì, ma anche decisamente lunga e faticosa».

Eventi come questo Europeo itinerante, e come le gare giocate all’aperto in Piazza Plebiscito a Napoli, fanno crescere un movimento…
Ce ne vorrebbero sempre di più. In questo momento la pallavolo azzurra, grazie ai nostri risultati e a quelli delle ragazze, sta vivendo un momento straordinario. Con la Nazionale ci accorgiamo del cambiamento di pubblico e di attenzione, dovremmo riuscire a sfruttare questo periodo per portare sempre più persone a vedere la pallavolo anche durante l’anno. Sarebbe bello che la Superlega non sia seguita solo dagli storici appassionati, ma si riesca ad allargare la fanbase. È fantastico essere il capitano della Nazionale in questo periodo, vedere che tantissimi ragazzi cominciano a giocare a pallavolo e che il movimento cresce dal basso. È qualcosa di positivo anche per la nazionale, perché significa ricambio generazionale.
Anche l’Europeo 2023 era itinerante…
Sì, ci toccheranno diversi trasferimenti. Può essere una difficoltà, ma esserci già passati ci sarà utile, di sicuro vogliamo cancellare la delusione della finale.
Arrivate a questo torneo da Campioni del Mondo: sentite un po’ di pressione?
Io personalmente per nulla, per fortuna riesco sempre a stare molto tranquillo. Sappiamo di essere un bel gruppo e di giocare bene a pallavolo, ma il livello dell’Europeo è molto alto, è quasi un Mondiale. Le avversarie sono tutte fortissime e vincere sarà molto complicato. Di solito aspettative alte portano pressioni e stress, ma io voglio guardare al lato positivo: significa che c’è tanto entusiasmo e questo non può che farci bene.

Su cosa si sta concentrando il ct De Giorgi?
Sulla nostra arma vincente degli ultimi anni: giocare punto dopo punto. Sembra una cosa scontata, banale, ma non così tanto dato che quando sei in campo in testa la testa può perdersi tra mille pensieri. Rimanere concentrato sulla singola ricezione, alzata, schiacciata o muro non è facile, specie quando la partita si allunga.
Ci pensi un po’ al fatto che potresti alzare il trofeo a Milano, all’Arena Santagiulia?
No, e non è per scaramanzia, ma per non stressarmi. Sono abituato ad affrontare la vita e la pallavolo pensando a quello che devo nella singola giornata, senza pensare troppo al domani. Mi interessa concentrarmi sul singolo allenamento, su come farlo al meglio e al percorso per arrivare ad alzarla, quella coppa, senza immaginare la foto della vittoria».

Staccare ogni tanto quanto aiuta?
Moltissimo. Da qualche mese ho intrapreso un nuovo progetto che dovrebbe completarsi tra un anno, aprire un agriturismo nella mia tenuta di Assisi. La vita di campagna mi piace molto.
Allora sei perfettamente nel nuovo trend delle star che cercano la “farm life”
Non lo conoscevo (ride, ndr), però deve ammettere che funziona, sia a livello psicologico, nel concedersi qualche ora di pace e tranquillità, sia di riposo e di alimentazione. Ad Assisi abbiamo una coltivazione di ulivi con cui facciamo l’olio. Sapere esattamente cosa c’è dentro e il processo di lavorazione è molto utile.

Da Undici n° 69
>

Leggi anche