Il ritorno degli NBA China Games, a Macao, ha un potenziale enorme, sia per la lega che per una delle fanbase più appassionate del mondo

È da cinquant'anni che la Cina è un mercato-chiave per il basket americano. E lo è ancora oggi, grazie a un pubblico appassionato e agli eventi organizzati intorno alle partite.
di Paul Kay 08 Ottobre 2026 alle 16:12

Il basket piace tantissimo in tutto il mondo: si stima che abbia 3,3 miliardi di appassionati e 610 milioni di praticanti. Pochi Paesi, però, hanno abbracciato questo sport quanto la Cina, dove più di 200 milioni di persone scendono regolarmente in campo, dove le superstar NBA sono nomi familiari alla maggioranza della popolazione e il più grande giocatore della storia del Paese, Yao Ming, è diventato un’icona nazionale. Ma il rapporto della Cina con il basket è iniziato molto prima di Yao, Kobe Bryant e persino di Michael Jordan, e affonda le sue radici quasi fino alla nascita stessa dello sport. Arrivato in Cina a metà degli anni Novanta dell’Ottocento, appena cinque anni dopo l’invenzione del gioco, il basket ha messo rapidamente radici, diventando una componente consolidata della cultura sportiva del Paese.

Il rapporto della NBA con la Cina è iniziato nel 1979, quando i Washington Bullets sono diventati la prima squadra della lega a visitare il Paese. La popolarità del campionato è esplosa dopo che le partite hanno iniziato a essere trasmesse dalla televisione nazionale CCTV alla fine degli anni Ottanta, e così milioni di spettatori hanno potuto conoscere stelle come Magic Johnson e Michael Jordan. Poi è arrivato Yao Ming: scelto con la prima chiamata assoluta dagli Houston Rockets nel 2002, il centro nato a Shanghai è diventato allo stesso tempo una superstar e un catalizzatore di attenzione mediatica, portando la popolarità della NBA in Cina a livelli nuovi, altissimi, mai visti prima. Due anni più tardi, la lega ha organizzato le sue prime China Games, con i Rockets di Yao impegnati contro i Sacramento Kings a Shanghai e Pechino; nel frattempo la copertura televisiva, gli accordi di sponsorizzazione e le visite regolari delle più grandi stelle del basket contribuivano a consolidare ulteriormente la presenza della NBA.

Ma un controverso post sui social media pubblicato nell’ottobre 2019 dall’allora general manager degli Houston, Rockets Daryl Morey, ha rischiato di compromettere uno dei rapporti internazionali più importanti della NBA. Le conseguenze sono state immediate: la televisione di Stato cinese CCTV ha sospeso le trasmissioni delle partite NBA e diversi sponsor cinesi hanno preso le distanze dalla lega. «Le perdite sono già state considerevoli», ha dichiarato più tardi, nello stesso mese, il commissioner NBA Adam Silver. «Non so dove andremo a finire». In seguito l’impatto economico stimato sarebbe di centinaia di milioni di dollari.

Sette anni dopo, cioè oggi, il quadro è molto diverso. Le partite NBA in diretta sono tornate su CCTV, le più grandi stelle della lega attirano folle enormi durante le loro visite in Cina e marchi nati nel Paese, come Li-Ning e ANTA, stanno mettendo sotto contratto alcuni dei più grandi nomi del basket. Anche gli NBA China Games sono tornate, con gli Houston Rockets e i Dallas Mavericks pronti ad affrontarsi a Macao il 9 e l’11 ottobre, dopo la doppia sfida dello scorso anno tra Brooklyn Nets e Phoenix Suns nella città.

Emil Cheung ha assistito in prima fila a questo ritorno. Commentatore e presentatore di basket con base a Hong Kong, nel 2025 ha vissuto in prima persona l’entusiasmo che ha accompagnato il debutto delle NBA China Games a Macao. Per Cheung, la risposta del pubblico era tutt’altro che sorprendente. «Per i tifosi cinesi, i giocatori NBA sono delle superstar. Sono degli eroi. Sono come gli Avengers». Il legame va molto oltre il gioco in sé. A giugno, Steph Curry ha firmato una partnership a lungo termine con il colosso cinese dell’abbigliamento sportivo Li-Ning, portando con sé anche Curry Brand. L’accordo, secondo quanto riportato, vale più di 400 milioni di dollari in dieci anni.

Curry è l’ultimo di una lunga serie di stelle NBA ad aver collaborato con Li-Ning, dopo giocatori come Dwyane Wade, Shaquille O’Neal e Jimmy Butler. A settembre ha inaugurato questa nuova avventura in occasione del suo primo tour in Cina con Curry Brand, passando per Pechino, Dongguan e Shenzhen prima di concluderlo a Hong Kong. Per Cheung, relazioni di questo tipo raccontano qualcosa che va oltre l’opportunità commerciale: «La NBA è più di semplice basket, è più simile a una cultura», dice. Questa dimensione culturale più ampia è evidente a Macao, sede delle China Games fino al 2029, dove la NBA ha stretto una partnership quinquennale con l’operatore di resort Sands China. Oltre alle due partite di preseason organizzate ogni anno, la lega ha costruito una presenza permanente nelle proprietà di Sands a Macao attraverso l’NBA Macao Flagship Store e NBA Atelier, un marchio lifestyle che riunisce basket, moda, arte e tecnologia.

Per il vice commissioner NBA, Mark Tatum, il motivo è semplice: Macao ha «una fanbase appassionata di NBA e noi abbiamo un partner, Sands China, che sta investendo nello sport. Ed è per questo che stiamo riportando qui le partite». Queste parole sono state pronunciate nel 2024, quando è stata annunciata la nuova partnership. Tatum ha anche definito la città «uno degli hub emergenti dello sport a livello mondiale». Probabilmente aiuta il fatto che Sands China sia controllata a maggioranza da Las Vegas Sands, il cui presidente e CEO Patrick Dumont è anche governatore e fa parte del gruppo di controllo proprietario dei Dallas Mavericks. Dumont ha definito le China Games dello scorso anno «un successo molto importante».

Anche Macao sembra particolarmente adatta a questo tipo di evento: «Andare a Macao è divertente per via della loro ospitalità», dice Cheung. «E Macao è molto più concentrata rispetto a Hong Kong e alla Cina». Questa compattezza è sostenuta da un’ampia infrastruttura turistica e d’intrattenimento, che riunisce hotel, ristoranti, negozi, eventi per i tifosi e le partite all’interno dell’ecosistema dei resort Sands. Inoltre i China Games di quest’anno mettono di fronte due squadre che hanno legami particolarmente forti con il Paese. I Mavericks hanno un posto nella storia del basket cinese grazie a Wang Zhizhi: scelto da Dallas nel 1999, due anni più tardi è diventato il primo giocatore cinese a scendere in campo in una partita NBA. Poche franchigie, tuttavia, hanno un rapporto più profondo con la Cina degli Houston Rockets: «Da quando abbiamo scelto l’Hall of Famer Yao Ming con la prima chiamata assoluta, nel 2002, abbiamo ricevuto un amore straordinario dai tifosi cinesi, appassionati di basket», ha dichiarato Patrick Fertitta, dirigente degli Houston Rockets, quando è stata annunciata la sfida.

Anche i roster attuali offrono molti motivi per essere entusiasti. Houston è guidata dal due volte campione NBA ed ex MVP Kevin Durant, insieme all’All-Star turco Alperen Şengün e alla stella emergente Amen Thompson; Dallas può invece contare sulla prima scelta assoluta del Draft 2025, Cooper Flagg, e sul nove volte All-Star Kyrie Irving, che sta lavorando per tornare alla piena condizione dopo aver saltato la scorsa stagione a causa della rottura del legamento crociato anteriore. Le due partite, però, sono soltanto una parte dell’esperienza che circonda i China Games a Macao. Il programma di quest’anno comprende eventi interattivi per i tifosi come NBA House e NBA Fan Day, clinic di basket per i giovani e una Community Impact Week organizzata da NBA Cares e Sands Cares, dedicata a salute, benessere e sostenibilità. Anche la musica fa parte del programma: il gruppo sudcoreano KiiiKiii si esibirà durante l’intervallo, mentre la cantante e attrice di Hong Kong Keung To e la star K-pop EVAN saranno sul palco durante l’NBA Fan Day, presentato dal rapper e attore MC Jin.

Ma il legame con la NBA non riguarda più soltanto la possibilità di portare in Cina le stelle del basket americano. Nel 2025 Yang Hansen è diventato il nono giocatore cinese scelto al Draft NBA, ma soltanto il terzo a essere selezionato al primo giro, alla 16esima posizione, prima di approdare ai Portland Trail Blazers. Sebbene la sua stagione da rookie sia stata relativamente silenziosa, il ventunenne è diventato uno dei giocatori più seguiti del Paese dai tempi di Yao Ming. Per Cheung, l’emergere di Yang fa parte di un cambiamento più ampio: «Sto vedendo molti giovani cinesi di talento che andranno negli Stati Uniti prima, per frequentare le high school e per il college», dice. «Penso che sarà necessario per i giocatori cinesi se vogliono giocare nella NBA». A sostenere questo sviluppo c’è anche un’infrastruttura ormai consolidata. La NBA collabora da anni con la Chinese Basketball Association (CBA) per lo sviluppo di giocatori e allenatori, e ha inoltre creato programmi di allenamento in Cina pensati per offrire ai giovani più promettenti l’accesso a tecnici, strutture e competizioni di livello NBA.

È passato molto tempo da quella prima visita della NBA nel 1979. Quello che era iniziato soprattutto come l’esportazione di uno sport americano si è trasformato in qualcosa di molto più reciproco: i giocatori cinesi vanno verso Ovest inseguendo la NBA, mentre le stelle della lega hanno viaggiato nella direzione opposta, da Stephon Marbury e Tracy McGrady impegnati nella CBA fino ai più grandi nomi di oggi, che visitano la Cina per partite, tour legati ai propri brand ed eventi per i tifosi. A più di vent’anni da quando Yao Ming ha dato una spinta decisiva al rapporto tra NBA e Cina, la sua influenza continua a essere enorme, ma il legame è ormai cresciuto oltre ogni singolo giocatore. Generazioni successive di stelle NBA hanno trovato nel Paese un seguito sterminato, mentre Yang rappresenta la possibilità che una nuova generazione di talenti cinesi possa lasciare il proprio segno nella lega. Per quanto numerosi siano i brand, le partnership, i negozi, i clinic e la macchina commerciale che circondano il rapporto tra NBA e Cina, il suo fascino più forte resta però sorprendentemente semplice da comprendere: i tifosi cinesi vogliono vedere giocare i propri eroi. Quando Rockets e Mavericks inizieranno a giocare a Macao, potranno farlo ancora una volta.

Da Undici N° 70
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