Jovetić e Ranieri, su Undici #7

Due personaggi chiave del momento, primi con le loro squadre: uno trascinatore dell'Inter, l'altro allenatore della sorpresa Leicester. Intervistati, nel nuovo numero di Undici.
di Redazione Undici 17 Dicembre 2015 alle 08:53

Da ieri a Milano, da oggi nelle edicole e librerie di tutta Italia: il numero 7 di Undici è arrivato (questo il link per sapere tutto quello che c’è), e lo riconoscete dal faccione in copertina di Stevan Jovetić. L’attaccante nerazzurro ci ha svelato molte cose interessanti su di sé, sulla sua storia e sul momento che sta vivendo. L’Inter capolista, ma anche la sua centralità nel progetto Mancini, testimoniata dalla volontà della società di fargli indossare la maglia numero 10. E poi i gol, preziosi per un attaccante: con quello di Udine, sabato scorso, fanno 4 centri stagionali. Tra la doppietta a Carpi e la rete del Friuli è passato un po’ di tempo, ma Jovetić ha raccontato che, dopo tutto, il digiuno da gol non va vissuto come un dramma: «Mi dispiace non aver segnato per un po’ dopo le prime due partite. Però ho fatto assist, anche a Palermo, anche contro la Roma, e siamo primi in classifica. Meglio così che segnare otto gol ed essere ottavi».

Undici-N7-Dobbie-Alta-53

Il montenegrino è tornato in Italia dopo due anni al Manchester City, una parentesi in cui non è andato troppo bene come sperava, anche per via dello scarso minutaggio: «Non ho mai litigato con Pellegrini, ma meritavo di giocare di più. Quando stavo bene non mi faceva giocare, quando segnavo uscivo dopo 50 minuti, 60 al massimo. Con quei minuti di più non potevo fare». Il ritorno in Italia è il ritorno ad un altro tipo di calcio, più difficile secondo Jovetić: «In Premier è più facile giocare che in Italia perché giocano più aperti. Invece qua stanno tutti indietro, c’è poco spazio».

La Premier League, appunto, dove dopo 16 giornate c’è un padrone inaspettato: Claudio Ranieri, allenatore del sorprendente Leicester, che ci ha regalato un’imperdibile intervista. Innanzitutto, ci ha detto dove possono arrivare i suoi Foxes: «Non può durare, per ora ce la godiamo, progettiamo e stiamo calmi. Tra 3 anni magari, quando i giovani cresceranno, potremo competere con i dominatori della Premier. Adesso aspettiamo, facciamo un bel respiro e non perdiamo la concentrazione».

Undici-N7-Dobbie-Alta-170

Ranieri ripercorre tutta la sua carriera: gli esordi, i primi riconoscimenti a Cagliari e Firenze, le esperienze all’estero, con la Roma a un passo dallo scudetto. In un derby capitolino, sostituì Totti e De Rossi in un colpo solo: «Non furono esattamente felici. Per fortuna vincemmo, altrimenti non so cosa sarebbe successo». Insieme a Totti, Zola, Del Piero, Rui Costa, Francescoli. Tutti grandi numeri dieci che il tecnico romano ha avuto la fortuna di allenare: «Il calcio è anche e soprattutto imprevedibilità e i campioni devono essere liberi di fare quello che gli riesce meglio. Inventare, trovare il colpo utile a cambiare il corso di una gara, provare a immaginare una soluzione a cui non ha pensato nessun altro».

>

Leggi anche

Calcio
Il Bodo/Glimt ha annunciato il suo nuovo stadio: avrà 10mila posti, sarà a forma di diamante e verrà costruito con materiali sostenibili e adatti per il Circolo Polare Artico
La struttura punta a essere un punto di riferimento per gli impianti sportivi in aree caratterizzate da un clima estremo.
di Redazione Undici
Calcio
Disney+ ha acquisito i diritti per trasmettere la Champions League in alcuni Paesi europei, ed è la prima volta che succede
Un altro gigante dello streaming è entrato di prepotenza nel mercato dei diritti tv.
di Redazione Undici
Calcio
A causa di uno scandalo relativo ai passaporti dei calciatori, l’Eredivisie potrebbe dover rigiocare 133 partite
Diversi calciatori con doppia nazionalità sarebbero scesi in campo in modo irregolare. Il primo ricorso è stato presentato dal NAC Breda, e un eventuale accoglimento porterebbe al caos più assoluto.
di Redazione Undici
Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici