Calcio

L'ora della Liga

Stefano Borghi di Fox Sports presenta la nuova Liga: la lotta Real Madrid-Barcellona, l'Atlético di Simeone, l'interessante Siviglia e le possibili sorprese.

SEVILLE, SPAIN - AUGUST 14: Arda Turan of FC Barcelona in action during the match between Sevilla FC vs FC Barcelona as part of the Spanish Super Cup Final 1st Leg at Estadio Ramon Sanchez Pizjuan on August 14, 2016 in Seville, Spain. (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)

È il campionato che ha vinto le ultime tre Champions League, le ultime tre Europa League, le ultime otto Supercoppe Europee e che ha portato a casa gli ultimi sette Palloni d'Oro: stasera la Liga, con l'anticipo tra Malaga e Osasuna alle 20.45, riapre i battenti. Il campionato spagnolo sarà trasmesso su Fox Sports HD, che manderà in onda tutti e 380 i match in programma. Inoltre, ci sarà la novità di una rubrica interamente dedicata, “Viva la Liga”, in onda ogni lunedì alle 19.45. Confermate le voci d'eccezione: al commento tecnico Fabio Capello, telecronista di punta Stefano Borghi, che ci ha fornito le sue impressioni sulla nuova stagione.

Le favorite.

Impossibile dire chi è avvantaggiato per la vittoria della Liga, anche perché il mercato è ancora da definire: aspettiamo di vedere come si evolvono le ultime operazioni. Faccio un nome: Alcácer al Barcellona sposterebbe molto, e sempre i blaugrana devono ancora trovare un sostituto di Bravo. Il Barcellona è sempre in pole position: quello visto in Supercoppa spagnola è capace di accelerazioni improvvise che spaccano e indirizzano la partita. Forse, però, quest'anno il grande obiettivo dei catalani è la Champions League: magari in Liga ci sarà un pizzico di attenzione in meno. E il Real Madrid è molto vicino: è una squadra che mi piace, al di là del rientro di Morata ha fatto un mercato praticamente inesistente, ma la vedo in un'ottica di costruire un gruppo coeso attorno a Zidane.

SEVILLE, SPAIN - AUGUST 14: Lionel Messi of FC Barcelona looks on during the match between Sevilla FC vs FC Barcelona as part of the Spanish Super Cup Final 1st Leg at Estadio Ramon Sanchez Pizjuan on August 14, 2016 in Seville, Spain. (Photo by Aitor Alcalde/Getty Images)
Lionel Messi al Ramon Sanchez Pizjuan, lo scorso 14 agosto (Aitor Alcalde/Getty Images)

Il mercato di Real Madrid e Barcellona.

Non mi aspettavo niente di più, sono due squadre che non hanno bisogno di grandi rivoluzioni. Il Barça aveva bisogno di far qualcosa in più per mancanza di alternative, perché veniva da un mercato bloccato e Turan e Vidal non hanno reso come da aspettative. Del Real forse si è sottovalutato Zidane: è un allenatore vero, che ha migliorato molto la squadra. È uno dal dna vincente, del resto non è un caso che abbia vinto la Champions al primo colpo. Il Real è una squadra equilibrata, al massimo manca un’alternativa a Marcelo come terzino sinistro, anche se aspettano il rientro di Coentrão. Direi che è un mercato in attivo, completo, e poi ci sono i giovani che spingono: Vázquez, Asensio, Kovacic, che hanno fatto un grande precampionato.

Uno dei volti nuovi del Real: Marco Asensio

Il terzo incomodo.

Da quando c'è Simeone, ci vuole sempre tanto per battere l’Atlético Madrid. L'Atleti è cambiato molto, soprattutto davanti, dove è stato preso Gameiro, ma i colchoneros sono sempre molto temibili. Sul futuro di Simeone, penso che non lo sappia nemmeno lui, anche perché il suo motto è stato sempre “partita dopo partita”. Sicuramente ora è focalizzato sull’Atlético e non pensa ad altro, ma non sarà il Ferguson dei colchoneros: prima o poi lascerà, più prima che poi. È una persona che vuole prendersi nuove sfide, e non passerà molto tempo prima che arrivi in Italia.

Le altre.

Il progetto più intrigante è il Siviglia di Sampaoli: tanti giocatori di spessore e visioni calcistiche avanguardistiche. Gli va dato un po’ di tempo, ma neanche tanto: questa è una squadra che deve stare in alto. Ho visto il Siviglia nelle due Supercoppe e mi è piaciuto, si sono viste subito le capacità di Sampaoli di imporre le proprie idee sul gruppo. Anche il Villarreal degli italiani Soriano e Sansone è una squadra interessante, nonostante il caos Marcelino, dimessosi da poco, e l'infortunio di Soldado. Tra le sorprese, occhio al Deportivo, che ha preso l'interessantissimo Marlos Moreno, e anche il neopromosso Alavés.

La Supercoppa Europea vinta dal Real Madrid contro il Siviglia

L'enigma Valencia.

C’è molta confusione, e i segnali finora non sono incoraggianti, anche perché si parla di cessioni importanti. Il mercato finora non è stato un granché: l'acquisto di maggior spessore è Nani, che comunque è un giocatore che ha perso molte occasioni in carriera e lascia più di un dubbio. Il caso del Valencia illustra come i fondi di investimento sono abbaglianti, ma non danno risultati sicuri. All’inizio dello scorso anno pensavo che il progetto Valencia potesse decollare, e invece così non è stato, e quest'anno la squadra parte a fari spenti.

Il giocatore da seguire.

Sanabria al Betis. È un giocatore molto interessante, viene da un ottimo anno con lo Sporting Gijón e può andare sicuramente in doppia cifra.

Il repertorio di Sanabria allo Sporting

Il valore del campionato.

Consiglio di guardare tutte le partite. Basta con lo stereotipo della Liga degli 8-0 delle big, del giardino di casa di Real Madrid e Barcellona. La Liga è il campionato con il più alto livello al mondo: il calcio che si vede in Spagna non lo si vede da nessun’altra parte. È un calcio veloce, non lento come a volte si crede. E poi ci sono tante squadre interessanti che giocano bene, non solo le big: penso al Celta, all'Athletic Bilbao, persino il piccolo Las Palmas l’anno scorso era bellissimo da vedere. Il tasso tecnico è soddisfacente anche nelle squadre più deboli, e le partite deludenti sono davvero poche.

 

Nell'immagine in evidenza, Arda Turan in acrobazia durante la Supercoppa spagnola contro il Siviglia (Aitor Alcalde/Getty Images)


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