Cos’è questa storia della marijuana in Nba

Steve Kerr, tecnico dei Golden State Warriors, ha ammesso di aver fumato erba a scopo terapeutico, aprendo una questione molto dibattuta.
di Redazione Undici 06 Dicembre 2016 alle 17:56

La scorsa stagione Steve Kerr, allenatore dei Golden State Warriors, ha dovuto saltare metà delle gare di regular season a causa di un dolore alla schiena così forte da tenerlo lontano dai campi. Kerr ha dichiarato in un podcast per Warriors Insider, poi ripreso da Espn, di aver anche provato a fumare erba per alleviare il dolore: «Ho fatto un sacco di ricerche, avuto consigli da parte di varie persone e non sapevo neanche se avrei dovuto sottopormi a un drug test imposto dall’Nba, e se nel caso lo avrei superato. Comunque ho provato ma non mi ha aiutato. Ma ne è valsa la pena, perché ero in cerca di risposte al dolore. Ho provato antidolorifici e medicinali di tutti i tipi e l’effetto è stato anche peggiore».

PHOENIX, AZ - OCTOBER 30: Head coach Steve Kerr of the Golden State Warriors talks with Kevin Durant #35 during the second half of the NBA game against the Phoenix Suns at Talking Stick Resort Arena on October 30, 2016 in Phoenix, Arizona. The Warriors defeated the Suns 106 -100. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Christian Petersen/Getty Images)

Kerr ha aggiunto che durante il periodo di dolore acuto ha provato numerose sostanze e non tutti erano d’accordo con le sue scelte: «Eppure se penso a un giocatore di Nfl nessuno si scandalizza quando usa del Vicodin per curare il dolore. Ma credo che non ci siano dubbi nell’affermare che l’erba è migliore per il proprio corpo rispetto al Vicodin» e ancora, «agli atleti viene prescritto Vicodin come fosse vitamina C, non è una grandissima idea. Ho sempre avuto la sensazione che nel nostro paese ci fosse una percezione positiva dei medicinali mentre della cannabis no. Questa cosa ultimamente sta cambiando».

Immediatamente la storia ha avuto una forte eco. Draymond Green e Klay Thompson hanno applaudito il proprio allenatore per il coraggio mostrato nelle dichiarazioni, mentre dall’altro lato la lega ha rilasciato un comunicato dove afferma:

La storia di Kerr è pertinente, soprattutto perché non c’è modo per un individuo di sapere in anticipo se l’erba potrà funzionare o meno come analgesico, senza averne prima testato l’efficacia. Al momento non si conoscono casi considerati dalla lega come eccezioni, ma sappiamo che c’è frustrazione tra gli atleti Nba per i problemi lavorativi che possono avere nel caso di utilizzo di erba a scopi medici, anche negli stati in cui l’uso terapeutico è accettato. Eppure Kerr ha dovuto prendere atto, in una successiva intervista a Nba.com, di come una discussione seria riguardo l’utilizzo di marijuana a scopi terapeutici si sia trasformata in qualcosa di esclusivamente scandalistico in stile “Kerr fuma erba”. Per il tecnico dei Golden State Warriors «è soltanto questione di tempo prima che l’utilizzo medico della marijuana nelle leghe sportive venga permesso, giusto il tempo che l’educazione superi la percezione comune».

CLEVELAND, OH - JUNE 16: Stephen Curry #30 of the Golden State Warriors celebrates with head coach Steve Kerr after they defeated the Cleveland Cavaliers 105 to 97 in Game Six of the 2015 NBA Finals at Quicken Loans Arena on June 16, 2015 in Cleveland, Ohio. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of Getty Images License Agreement. (Photo by Ezra Shaw/Getty Images)

La storia che coinvolge Kerr è importante anche all’interno dell’opera di destigmatizzazione della marijuana e la sua decennale razzializzazione. Figure come quella dell’allenatore statunitense possono aiutare a indirizzare la discussione su una linea diversa, lontana da stereotipi. Intanto la marijuana è ancora classificata dalla Dea nella fascia Schedule I delle sostanze proibite, con un grosso quantitativo di investimenti per prevenirne la coltivazione e lo spaccio. La discussione è soltanto cominciata.

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