Kalinic è insostituibile

In cinque azioni: quanto è prezioso per la Fiorentina l'attaccante croato, che ha rinunciato al trasferimento in Cina.
di Redazione Undici 20 Gennaio 2017 alle 15:47

Nikola Kalinic ha deciso di rimanere a Firenze. Niente Cina, niente Tianjin, niente cifre milionarie. «È una mia decisione: voglio giocare in Italia e continuare a farlo nel club in cui sono stato per due anni», così ha deciso Kalinic rinunciando a un quadriennale da 10 milioni con bonus a salire fino a 12 a stagione. Una bella notizia per la Fiorentina, che non deve tornare sul mercato per reperire un sostituto.

Dei 30 gol messi a segno dalla Fiorentina in questo campionato, 9 portano impresso il marchio di Nikola Kalinic: sono il 30% della portata offensiva della squadra viola, e nelle ultime due stagioni le reti sono già 26, 7 in più rispetto a ogni altro giocatore viola. Tanto basta per sottolineare la centralità di Kalinic nel sistema di Paulo Sousa. Il croato tira in media 2,6 volte a partita in porta: non è una cifra molto alta, ma è una scelta personale più che un suo limite. La sua precisione di tiro, infatti, raggiunge il 63%, dato che lo colloca tra i primi 20 attaccanti nei maggiori 5 campionati e con almeno 15 presenze. I numeri, però, non dicono tutto, e le cinque azioni qui selezionate raccontano di un giocatore dalle qualità elevatissime.

1. Sensibilità di tocco

 

Kalinic non è semplicemente un attaccante che-la-butta-dentro: quando segna, lo fa sempre con un’estetica profonda, avvolgente. Le qualità tecniche del centravanti croato sono evidenti in questo gol al Sassuolo. Con una palla che lo raggiunge a pochi metri dalla porta, l’istinto dell’attaccante gli consiglia di colpire immediatamente: è anche la soluzione più difficile, nonché quella più a rischio brutta figura, ma Kalinic dimostra una straordinaria sensibilità di tocco. Non incrocia con potenza, cercando di far toccare terra alla sfera così che possa essere più complicato per il portiere intercettarla; decide di distendere la gamba destra e di incocciare la palla nel punto più alto possibile, imprimendo una traiettoria morbida e precisa.

2. Eleganza

 

Ancora contro il Sassuolo. Se nella rete precedente il movimento alle spalle della difesa era stato indovinato, soprattutto per il tempismo con cui evita di andare in fuorigioco, in questa è bravo a tagliare l’area di rigore e a mettere il corpo davanti al marcatore diretto. Potrebbe battere con il destro, chiudendo la conclusione sul primo palo. Non a caso, però, parlavamo di estetica: una volta tenuto a distanza Cannavaro, fa scorrere la palla finché non sia arrivata nel punto esatto, quindi con una mezza piroetta, facendo perno proprio sul difensore avversario, trova la coordinazione giusta per colpire di tacco.

3. Visione di gioco

 

Che il colpo di tacco sia una soluzione che Kalinic adotta con profitto, è visibile anche in questa azione contro la Juventus. Qui il tacco serve a raggiungere un compagno di squadra libero. Della giocata del croato, sorprendono due cose. La prima è una visione generale della situazione di gioco: Kalinic riesce a capire dove si trova il compagno meglio piazzato, nonostante gli dia le spalle. Lo fa con i tempi e le misure giuste, tanto che Chiesa può infilarsi in area e battere verso la porta di Buffon. Il secondo elemento da sottolineare è che un attaccante, in questi casi, preferisce cercare una deviazione e conquistare un calcio d’angolo: è vicinissimo alla linea di fondo, Bonucci gli sta appiccicato alle spalle, altri due giocatori juventini lo seguono a poca distanza. Il passaggio è talmente sorprendente da cogliere impreparati gli stessi avversari. 

4. Regia offensiva

 

La capacità di giocare per la squadra la si vede anche in questa azione contro il Cagliari. Kalinic incarna doti da “regista offensivo”: la bravura non sta solo nel servire Bernardeschi sul taglio, ma anche sul modo in cui fa arrivare il pallone al compagno di squadra. Bernardeschi non è certo abile nello stacco di testa, così il croato gli offre un suggerimento telecomandato, che gli permetta di doversi limitare a spingere dentro il pallone. Il cross è talmente ben calibrato che la difesa del Cagliari resta praticamente immobile, mentre il numero 10 viola segna il gol del 2-1.

5. Fisicità

 

Infine, un’abilità che ogni riferimento offensivo deve avere: la fisicità, la bravura sui duelli aerei, l’uso del corpo. Kalinic non è un attaccante possente, tutt’altro: ma annulla i limiti fisici in maniera scaltra. In questa azione si può verificare come il centravanti viola faccia tutto nel modo giusto: prende posizione nei confronti dell’avversario; resta quasi sospeso in aria, attendendo il momento giusto per impattare; direziona il pallone con precisione verso il compagno.

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