Le prime immagini del controverso Khalifa stadium

di Redazione Undici 19 Maggio 2017 alle 12:15

Sono state diffuse le prime immagini del nuovo Khalifa Stadium, l’impianto di Doha rinnovato per i futuri Mondiali del Qatar. È un complesso polivalente che comprende al proprio interno l’Aspire Academy, l’Hamad Aquatic Centre, e la Torre Aspire. Lo stadio è stato inaugurato nel 1976, ma è stato ampliato per aumentarne la capacità da 20.000 a 40.000 presenze in occasione dei Giochi asiatici del 2006, in cui ha ospitato le cerimonie di apertura e chiusura. Il Khalifa è il primo stadio i cui lavori sono stati conclusi all’interno del progetto per la Coppa del mondo del 2022.

I Mondiali del 2022 saranno gli ultimi a vedere impegnate solo 32 squadre, visto che come annunciato negli scorsi mesi, dall’edizione 2026 le partecipanti diventeranno 48. Con le nuove regole Fifa, l’assegnazione dei Mondiali non può avvenire all’interno di un Paese della stessa confederazione se non dopo la terza edizione successiva all’ultima ospitata. È così che, dopo Sudafrica 2010 e Brasile 2014, l’organizzazione del Mondiale 2022 era interdetta alle nazioni europee, dopo l’assegnazione di Russia 2018.

DOHA, QATAR: In this handout image supplied by Qatar 2022 on May 17, 2017, Qatar's Supreme Committee for Delivery & Legacy launches Khalifa International Stadium, the first completed 2022 FIFA World Cup venue, five years before the tournament begins. (Photo by Supreme Committee for Delivery & Legacy/Qatar 2022 via Getty Images)

DOHA, QATAR: In this handout image supplied by Qatar 2022 on May 17, 2017, Qatar's Supreme Committee for Delivery & Legacy launches Khalifa International Stadium, the first completed 2022 FIFA World Cup venue, five years before the tournament begins. (Photo by Supreme Committee for Delivery & Legacy/Qatar 2022 via Getty Images)

DOHA, QATAR: In this handout image supplied by Qatar 2022 on May 17, 2017, Qatar's Supreme Committee for Delivery & Legacy launches Khalifa International Stadium, the first completed 2022 FIFA World Cup venue, five years before the tournament begins. (Photo by Supreme Committee for Delivery & Legacy/Qatar 2022 via Getty Images)

Lo stadio Khalifa International è, purtroppo, già molto conosciuto a causa delle condizioni di lavoro degli “operai” sfruttati per la costruzione dell’impianto. Molti hanno lavorato in condizioni disumane, al limite del pericolo di vita, spesso tratti come veri e propri schiavi, hanno denunciato numerose associazioni come Amnesty International. Secondo le ambasciate di India e Nepal, più di 1000 lavoratori dei due Paesi sono già morti lavorando in Qatar, e diventeranno 4000 entro il 2022. Un documento dell’Ituc – la International Trade Union Confederation –  pubblicato nel 2014, chiamato The case against Qatar, è ricco di testimonianze di migranti sfruttati e quasi “detenuti” dai propri “datori di lavoro”. Si può leggere integralmente qui.

>

Leggi anche

Calcio
Alla Roma si vuole vincere in fretta, a Bournemouth si può fare calcio guardando al futuro: intervista a Tiago Pinto
Il President of Football Operations del Bournemouth racconta la sua carriera, le sue esperienze in giro per l'Europa e la sua nuova vita in Premier League: un ambiente in cui si può lavorare in modo creativo e visionario, e non solo per le grandi disponibilità economiche.
di Francesco Paolo Giordano
Calcio
La FIFA vuole ampliare il Mondiale per Club a 48 squadre, e ora pare che anche la UEFA sia d’accordo
In altre parole, tra Gianni Infantino e Aleksander Ceferin sta tornando il sereno.
di Redazione Undici
Calcio
Sondre Fet ha segnato in Bodo/Glimt-Inter, ma fino a qualche anno fa era un fondista e ha battuto Johannes Klaebo, l’atleta più vincente nella storia delle Olimpiadi Invernali
Dagli sprint con gli sci a quelli in area di rigore il passo può essere sorprendentemente breve.
di Redazione Undici
Calcio
Il Bodo/Glimt sta dimostrando di essere diventato una squadra forte, non più soltanto “strana” e difficile da affrontare
Altrimenti non si battono in sequenza Manchester City, Atlético Madrid e Inter.
di Redazione Undici