La caduta del Maiorca

Il club delle Baleari è sceso in Segunda B dopo trentasei anni.
di Redazione Undici 12 Giugno 2017 alle 12:06

C’è stato un tempo in cui il Maiorca allenato da Héctor Cúper era tra le migliori realtà calcistiche d’Europa. Sotto la guida dell’hombre vertical, la squadra maiorchina arrivò alla finale di Coppa Nazionale e alla gara decisiva di Coppa delle Coppe del 1999: quest’ultima persa contro la Lazio cragnottiana di Vieri, Mancini, Nesta, Salas, Nedved e Boksic. Di quella squadra, bella ma mai vincente, non è rimasto molto e oggi il Maiorca si trova fuori dal calcio professionistico spagnolo. Il club ha concluso la stagione al ventesimo posto ne La Liga 2, ritrovandosi in Segunda B per la prima volta negli ultimi tre decenni passati tra Liga e seconda divisione.

Il doppio pareggio nelle ultime due giornate, rispettivamente in casa del Mirades già retrocesso e quello interno contro il Getafe, hanno portato il club delle Baleari a toccare il punto più basso della propria storia calcistica. Mentre nella scorsa stagione il tecnico Maheta Molango era riuscito a salvare la squadra dalla retrocessione proprio all’ultima giornata, non sono bastati stavolta bene tre cambi di allenatore per ripetere il risultato. A inizio anno il club sembrava avesse operato bene, acquistando giocatori di categoria come Culio, Juan Domínguez e Juan Rodríguez; giocatori esperti e uomini di presunta qualità, ma continuando ad avere un problema nella fase di finalizzazione mai risolto. Nelle prime 9 partite della stagione il Maiorca ha segnato appena quattro gol, di cui uno era un autogol. Fernando Vázquez è riuscito comunque a tenere la squadra a galla grazie a un’ottima tenuta difensiva. Il lavoro tattico dell’allenatore e un paio di settimane di un Brandon in ottima forma, hanno portato ottimismo sul futuro della squadra, giunta addirittura in zona playoff dopo la vittoria per 0 a 2 sul campo del Cordoba.


Illusione

Tuttavia, quel momento di ottimismo si è rivelato soltanto un attimo di gioia in una stagione che di lì a poco avrebbe preso una piega drammatica: quattro sconfitte consecutive hanno riportato la squadra in basso. Dopo una sconfitta interna contro il Valladolid viene ingaggiato il tecnico Javier Olaizola, bandiera del club e già chiamato in panchina per salvare la squadra nel 2014. Dopo le iniziali difficoltà, Olaizola ha cominciato a vincere, con un gennaio da imbattuto. La squadra ha mostrato miglioramenti in campo ma i fallimenti nel mercato invernale hanno portato a una serie negativa da 5 punti sui 30 disponibili, con Olaizola licenziato dopo la sconfitta di Alcorcón. Alla trentatreesima giornata è arrivato sulla panchina del Maiorca Sergi, ex Barcellona e a lungo nella Nazionale spagnola. Con la squadra crollata in diciannovesima posizione, l’impresa si è fatta complicata, con Sergi che è caduto fino a 8 punti di distanza dalla zona salvezza. Non sono bastate alcune gare ispirate contro Elche e Sevilla Atlético per rimettere la stagione nella giusta carreggiata: i pareggi contro Numancia e Mirades hanno reso l’ultimo match contro il Getafe un calvario inutile. Trentasei anni dopo l’ultima volta, la squadra Rojinegro torna nella Seconda Divisione B.

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