Da 80 anni il Manchester United schiera un giocatore del vivaio

di Redazione Undici 31 Ottobre 2017 alle 13:38

La vittoria del Manchester United sabato scorso a Old Trafford contro il Tottenham ha visto in campo Marcus Rashford e Jesse Lingard (entrato a gara in corso al posto di Mkhitaryan), senza contare Scott McTominay (centrocampista ventenne) in panchina. Tre ragazzi cresciuti nelle giovanili della squadra, così come il terzo portiere Joel Pereira, il difensore Axel Tuzanbe e Paul Pogba, anche lui cresciuto nell’Academy dello United, tutti inseriti nella rosa a disposizione di Mourinho. Il successo di Old Trafford è stato indicativo dell’importanza che ha settore giovanile per la squadra di Manchester. L’ultima volta che i Red Devils hanno giocato una partita senza un prodotto del vivaio l’allenatore era Walter Crickmer, l’avversario lo Sheffield Wednesday, l’anno il 1937. Da allora il Manchester è cresciuto come società, nella squadra e nell’Academy, fino a diventare una delle squadre che sforna più giocatori: in tutta Europa ci sono calciatori cresciuti tra le giovanili dei Red Devils che non hanno trovato in prima squadra e sono andati a cercare fortuna altrove.

Con Rashford le giovanili dello United hanno fatto centro

Avere un settore giovanile così florido, avanzato e storicamente importante, ha portato allo United intere generazioni di campioni, come i Busby Babes degli anni ‘50: un gruppo di ragazzini talentuosi scoperti da Jimmy Murphy e arrivati in prima squadra sotto la guida dell’allenatore Matt Busby, tutti cresciuti indossando quella maglia rossa. Oltre ai trofei c’era un attaccamento alla maglia viscerale che li univa, in campo e fuori. Un gruppo che è stato replicato qualche decennio più tardi, con Sir Alex Ferguson in panchina, all’inizio degli anni Novanta. Nicky Butt, Ryan Giggs, Paul Scholes, David Beckham e i fratelli Neville, Gary e Phil, hanno fatto parte di quella che è passata alla storia come Class of ‘92. Oggi Lingard e Rashford sono i due giocatori più rappresentativi della qualità dell’Academy targata United. Il primo è un classe ‘92 che ha già collezionato 97 presenze in prima squadra, il secondo è nato proprio a Manchester nel 1997 e sta dimostrando di avere le potenzialità per competere per una maglia da titolare in una delle squadre più titolate del mondo nonostante la giovane età, e da un anno e mezzo è anche nel giro della Nazionale inglese, con la quale ha collezionato 13 presenze e segnato due gol (di cui uno all’esordio).

>

Leggi anche

Calcio
Kobbie Mainoo è il simbolo della rinascita del Manchester United, che è appena tornato in Champions League
Il giovane centrocampista dei Red Devils, nato e cresciuto a Manchester, era finito ai margini durante la gestione-Amorim. Con Carrick, per fortuna, le cose sono cambiate.
di Redazione Undici
Calcio
Il Pachuca, in Messico, vende i biglietti per le partite in piccoli negozi, tra cui una cartoleria, una farmacia e una scuola guida
Questa politica, che va avanti da anni, serve per «sostenere la comunità locale: il club appartiene a tutti».
di Redazione Undici
Calcio
Bonny e Pio Esposito sono le due facce nuove dello scudetto dell’Inter, ma sono soprattutto il futuro della squadra nerazzurra
I due giovani attaccanti hanno avuto un ruolo importante lungo tutta la stagione, ampliando le alternative a disposizione di Chivu e mostrando di aver tutto ciò che serve per diventare davvero grandi.
di Redazione Undici
Calcio
Identità nerazzurra, forza del gruppo e rivoluzione dolce: così Cristian Chivu ha rivitalizzato l’Inter, portandola allo scudetto
Il tecnico rumeno è arrivato senza fare rumore, ma ha trovato le chiavi giuste per rimettere in piedi una squadra ferita.
di Redazione Undici