Le attività della Figc per la lotta al razzismo

Il calcio italiano è sempre più multiculturale, e per questo la Federazione è in prima linea per combattere ogni discriminazione.
di Redazione Undici 22 Dicembre 2017 alle 13:42

La Federazione è da sempre impegnata nella lotta al razzismo e alla discriminazione: sono numerose le attività che vedono coinvolta in prima linea Figc, un’ulteriore testimonianza di come il calcio sia un efficace veicolo di integrazione. L’ultimo report sulle “attività per la lotta al razzismo e alla discriminazione” mostra che oltre il 4% dei tesserati sportivi per la stagione 2015/16 sono nati all’estero: 56.512 di questi sono calciatori, 2106 svolgono la funzione di arbitro, mentre 71 sono tecnici tesserati. Tra le attività che ogni anno, continuativamente dal 2011, la Federazione svolge per sostenere la lotta alla discriminazione ci sono le “Football People Weeks”, promosse in tutta Europa da Fare (Football Against Racism in Europe). Altrettanto importante è il lavoro svolto per la sensibilizzazione giovanile. In questa ottica, Figc ha lavorato per la realizzazione di tre progetti: “Rete!”, “Razzisti? Una brutta razza” e “Tutti i colori del calcio”. Il Progetto Rete! in particolare è rivolto ai richiedenti protezione internazionale residenti presso centri di accoglienza della rete Sprar di tutta Italia. L’edizione 2017 del torneo ha visto la partecipazione di 393 ragazzi stranieri appartenenti a 30 progetti Sprar di 11 regioni italiane. Prima del torneo, gli atleti hanno svolto una fase regionale con interventi sportivi, educativi e formativi, mentre la fase finale si è svolta nel Centro Federale di Coverciano.

1

2

Sempre nell’ambito del Progetto Rete!, ogni anno Figc realizza, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, uno studio sugli effetti del calcio in contesti di vulnerabilità. Lo studio permette di evidenziare l’importanza dell’attività calcistica come veicolo di integrazione e benessere per i ragazzi coinvolti. Dalle risposte date dai partecipanti, provenienti principalmente da Paesi come Gambia, Nigeria e Senegal, si evince anche quanto il calcio li abbia aiutati a superare le barriere socio-culturali, consentendo loro di raggiungere una maggiore serenità e un più grande livello di benessere. Altrettanto importanti sono le azioni svolte con i progetti “Razzisti? Una brutta razza” e “Tutti i colori del calcio”. Il primo dei due progetti è un programma educativo ideato nel 2015 per sensibilizzare i giovani delle scuole calcio sul tema dell’inclusione. Almeno 600 i calciatori coinvolti nell’ultima edizione, provenienti da 14 regioni differenti. “Tutti i colori del calcio” è la naturale estensione del primo progetto e vede coinvolti gli istituti scolastici del territorio attraverso la creazione di una piattaforma dedicata: 41 video dedicati, 17 regioni coinvolte, 43 istituti aderenti, oltre 1000 studenti coinvolti. Naturalmente, occhi sempre anche ai fenomeni di razzismo interni al calcio italiano: la strada è difficile, ma i dati relativi alla stagione 2016/17 mostrano un netto decremento rispetto ai 5 anni precedenti.

4

3

>

Leggi anche

Calcio
I giocatori del Real Madrid si allenano indossando delle maschere molto simili a quelle di Bane, uno dei nemici di Batman
È una trovata di Antonio Pintus, preparatore atletico italiano e vero e proprio guru dello staff di Arbeloa (nonché pupillo di Florentino Pérez).
di Redazione Undici
Calcio
Il campionato dell’Arabia Saudita ha diffuso un comunicato ufficiale piuttosto duro nei confronti di Cristiano Ronaldo
La Saudi Pro League ha scritto che «nessun individuo, per quanto importante, è al di sopra dei club e delle loro decisioni».
di Redazione Undici
Calcio
Lo stadio del PSG è sempre sold out, in tutte le partite, anche perché il club parigino si è inventato un perfetto sistema di rivendita dei biglietti
Vedere una partita dei campioni d'Europa da tifoso occasionale è quasi impossibile, ma il club gestisce alla grande il secondary ticketing. E così guadagna un bel po' di soldi extra.
di Redazione Undici
Calcio
Sergio Ramos non ha ancora concluso l’acquisto del Siviglia, ma sta già lavorando per comprare un altro club: la Juventude
Pare proprio che l'ex difensore del Real Madrid e della Nazionale spagnola voglia mettere su una multiproprietà calcistica tra Spagna e Brasile.
di Redazione Undici