Antonio Conte ha una passione per lo yoga

di Redazione Undici 03 Gennaio 2018 alle 12:36

La stampa inglese cominciò ad accorgersene agli Europei in Francia: Antonio Conte, allora ct della Nazionale italiana, proprio non riusciva a trattenere le emozioni in panchina. Dall’esultanza per il gol di Giaccherini contro il Belgio, dove rimase addirittura vittima di una piccola ferita vicino al naso, a quella per il raddoppio di Pellé contro la Spagna, dove si arrampicò fin sulla propria panchina. Conte ha sempre difeso questo suo modo di essere, soprattutto in seguito alla vittoria, oltre un anno fa, sul Manchester United per 4-0, con le esultanze del tecnico italiano che fecero parecchio arrabbiare José Mourinho. «Penso di averlo mostrato qui nel Chelsea, e non solo qui», disse Conte, «vivo la partita con grande passione. A volte voglio condividere il mio entusiasmo con i giocatori, lo staff e anche con i tifosi. È normale».

AFC Bournemouth v Chelsea - Premier League

La frenetica partecipazione con cui Conte vive le gare può essere anche usurante, alla lunga, e proprio l’allenatore del Chelsea ha svelato di ricorrere a pratiche antistress per ricaricare le pile. «Quando affronti le partite in questo modo, alla fine sei piuttosto esausto. Magari, quando sarò più vecchio, comincerò a essere più calmo, e mi metterò seduto in panchina». Conte si affida a un trainer specializzato all’interno dello staff, che prepara strategie per combattere lo stress: meditazione, esercizi di stretching, tecniche di rilassamento. «Mi piacciono, e devo dire che sono molto interessato allo yoga. Mi piace anche leggere libri al riguardo».

Con il Manchester City saldamente al comando, il Chelsea sta lottando per il secondo posto in campionato, e gli ultimi risultati stanno facendo felice il pubblico di Stamford Bridge: quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque gare. Anche per Conte la sovrabbondanza di impegni, già denunciata da Guardiola, è un tema cui prestare molta attenzione: pur essendo noto per allenamenti molto dispendiosi, ha preferito in alcuni giorni annullare le sedute per non far accusare troppo la stanchezza ai suoi. «Giocare ogni tre giorni è un grande sforzo: non solo per i giocatori, ma anche per me».

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