Marocco, dove sei?

Candidato all'organizzazione del primo Mondiale a 48 squadre, nonostante l'appoggio del proprio continente è ancora indietro in fatto di programmazione.
di Redazione Undici 22 Gennaio 2018 alle 15:30

Anche se è passata leggermente sotto traccia, la candidatura del Marocco all’organizzazione dei Mondiali del 2026 è un fatto. Con un po’ di ritardo sulle tabelle di marcia, e in contrasto con la candidatura congiunta di Stati Uniti, Messico e Canada, i funzionari marocchini hanno fornito qualche dettaglio sulle modalità. Non esiste ancora un logo, non ci sono slogan da comunicato stampa e non c’è ancora un sito consultabile. Mentre secondo il New York Times nemmeno per le strade della città i marocchini sono a conoscenza della candidatura, gli avversari hanno già fatto enormi passi in avanti. Se il triumvirato formato da Usa, Messico e Canada ha già realizzato una lista di 41 possibili città ospitanti, e sono ampiamente considerati favoriti nell’assegnazione finale, in Marocco sono sempre più certi di poter dimostrare che le risorse per ospitare l’evento ci sono.

Moroccans celebrate November 11, 2017 in Marrakech following Morocco's victory over Ivory Coast in their FIFA 2018 World Cup Africa Qualifier to participate the FIFA 2018 World Cup. / AFP PHOTO / Fadel SENNA (Photo credit should read FADEL SENNA/AFP/Getty Images)

Re Mohammed VI ha nominato Moulay Hafid Elalamy, il ministro dell’industria del Paese, presidente del comitato ed è certo che lo sforzo comincerà ad avere via via maggiore visibilità e forza. Finora il Marocco ha fatto poco in termini di immagine, il Paese non ha sfruttato l’occasione del Campionato delle Nazioni Africane a 16 nazioni per promuoversi ma nelle ultime settimane sembra aver dato incarico alla Vero Communications di Londra di lavorare a un messaggio forte. La Vero è la stessa agenzia che ha contribuito alla realizzazione dei progetti di comunicazione per il Qatar 2022 e per le Olimpiadi di Parigi 2024. Mentre il nordamerica assicurerebbe vantaggi importanti in termini di strutture, il Marocco sta puntando tutto sull’aiuto delle altre federazioni africane presentando una proposta che aiuterebbe anche gli altri 54 Paesi membri della Fifa nella costruzione di campi d’allenamento, costi di viaggio e, per alcuni, anche progetti di rinnovamento e realizzazione di nuovi stadi. Artur Almeida e Silva, presidente della Federazione calcistica dell’Angola, ha descritto come altruista la proposta del Marocco, e così i membri della Caf potrebbero approvare in blocco una mozione che sostenga la candidatura dei nordafricani.

I comitati organizzatori di Marocco e nordamerica dovranno sottoscrivere le proprie offerte alla Fifa entro marzo, di modo che poi l’organo potrà effettuare la distribuzione di una valutazione tecnica ai propri membri. In favore del Marocco potrebbe arrivare una delle scelte di Trump come presidente degli Stati Uniti: il travel ban nei confronti di alcune nazioni musulmane, tra cui anche dei Paesi dell’Africa, sarebbe una carta da giocare per il Marocco nel tentativo di avvicinare al proprio blocco numerose altre realtà. Per quanto riguarda il Marocco, si tratterebbe della quarta volta che il Paese nordafricano propone la propria candidatura per l’organizzazione della Coppa del mondo, dopo quelle del 1994, 1998, 2006 e 2010.

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