Libri non di sport in cui c’entra lo sport

Li ha raccolti il sito The Millions, e si parte dall'Iliade per arrivare a DFW.
di Redazione Undici 25 Gennaio 2018 alle 17:58

Lo sportswriting è iniziato molto prima del XX secolo. Secondo The Millions, che ha raccolto alcune delle opere di maggior rilievo capaci di raccontare la disciplina sportiva dagli albori a oggi, già nelle grotte di Lascaux vi sarebbero stati segni evidenti di una volontà di narrare fatti legati ai progenitori degli sport moderni. Il sito ha selezionato alcune opere che, a loro tempo e a loro modo, hanno incarnato una ventata di novità nel panorama della scrittura sportiva, contribuendo in maniera influente allo sviluppo di un certo tipo di narrazione.

The Millions cita ad esempio l’Iliade, un poema sulla guerra, ma una guerra che si trasforma presto in competizione sportiva. Achille è una specie di super-atleta, capace di combattere e uccidere decine di nemici in pochissimo tempo. Non è un caso che i greci inventarono i Giochi come un allenamento per la guerra. Ancora oggi, nelle telecronache, gli atleti sono chiamati “guerrieri”, le partite più appassionanti “epiche”. Ah: dopo il funerale di Patroclo, mentre la guerra è interrotta, Omero mette in scena anche una vera e propria competizione atletica.

C’è anche storia della Bibbia che è diventata una delle metafore più utilizzate in assoluto nel mondo sportivo: quella di Davide e Golia. La grande contro la piccola, una storia di superiorità morale, di vincenti e perdenti, un racconto su come con l’astuzia si possa arrivare a superare un avversario apparentemente imbattibile.

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In tempi piuttosto antichi (circa 1200 d.C.) anche la leggenda di Robin Hood ha a che fare con lo sport: il tiro con l’arco è una disciplina fondamentale nella saga: lui è un arciere (e Little John un ottimo spadaccino) e, sempre secondo il mito, Robin si fa seppellire dall’amico John nell’esatto punto in cui una freccia infuocata scagliata da lui stesso da una finestra del monastero di Kirklees, nellO Yorkshire. È insomma anche grazie alle sue doti di atleta che Robin alla fine riesce ad aiutare Riccardo I d’Inghilterra a recuperare il trono.

Andando molto avanti nel tempo, spunta Fiesta di Ernest Hemingway: americani tra Francia e Spagna in cui è centrale la corrida, la mascolinità, ma compare anche il tennis. Infine, vengono citati Tennis di John McPhee – il racconto della semifinale degli Us Open del 1968 tra Arthur Ashe e Clark Graebner, e naturalmente David Foster Wallace. L’elenco completo si può trovare qui.

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