La favola del Digione sta cambiando la Ligue 1

La squadra di Olivier Dall'Oglio sta sorprendendo tutti con un calcio che unisce imprevedibilità e adattamento al contesto del massimo campionato francese.
di Redazione Undici 06 Marzo 2018 alle 12:31

Olivier Dall’Oglio è un ex calciatore francese, come in molte storie legate al mondo del calcio, ha dovuto smettere con quello giocato a causa della rottura dei legamenti crociati. Dall’Oglio ha solo 32 anni e l’anno seguente al drammatico infortunio torna all’Olympique Alès, la squadra della città da cui proviene, per cominciare la sua carriera di allenatore. Oggi il tecnico guida il Digione in Ligue 1 e ha messo insieme una sorta di piccolo miracolo sportivo, qualcosa di incredibile se si pensa alle ultime annate delle realtà più giovani nel massimo campionato francese.

Trascinata dai gol di Júlio Tavares –attaccante di Capo Verde che ha nella fisicità la sua arma migliore –, sono 11 fino ad ora, il club della Côte-d’Or sta sorprendendo tutti con la giusta coesione di calcio propositivo e adattamento alla Ligue 1. L’ultima gara di campionato contro il Saint- Etienne ha mostrato pregi e difetti di una squadra che riesce a unire gioco aggressivo e fisico a un calcio fluido, risultando una delle migliori realtà del campionato transalpino. Non una cosa da poco per una squadra che si è salvata lo scorso anno non senza qualche fisiologica difficoltà. Dall’Oglio ha abbattuto gli stereotipi, puntando ad andare oltre la semplice solidità e l’organizzazione. Un po’ come aveva mostrato l’Angers l’anno precedente, la squadra della capitale della Borgogna ha reso palese quanto sia fondamentale avere una proposta di gioco precisa e un’identità consolidata.

Il 2 a 2 contro l’A.S.S.E in trasferta, con una gara certamente tutt’altro che noiosa

Una delle dichiarazioni più rilevanti di Dall’Oglio è arrivata dopo il 3 a 3 spettacolare ottenuto in casa del Lione. «Volevamo giocare pressando alto e ostacolando la ripresa del Lione. Direi che ha funzionato bene, cerchiamo di giocare un calcio propositivo e finché funziona così va bene, quando non avremo più risultati sarò licenziato, ma voglio continuare comunque». Dall’Oglio utilizza i terzini come false wingers, Oussama Haddadi e Valentin Rosier forniscono quel mix di abilità difensive e tecnica di base che ne fanno due elementi centrali nella costruzione del gioco del tecnico di Alès. Cedric Yambéré, strappato alle riserve di Bordeaux da Willy Sagnol, e Papy Djilobodji compongono il resto di una difesa imponente e concreta.

Il centrocampista portoghese Xeka, prestato da Bielsa durante il suo temporaneo interregno a Lille, insieme alle qualità di Amalfitano o Mehdi Abeid, formano la cerniera centrale su cui si regge il gioco del Digione. Di Tavares abbiamo parlato in precedenza: un centravanti fisico, capace di connettersi ai compagni e che ha trovato continuità in fase realizzativa. Le sue 11 reti sono il suo miglior risultato in 6 stagioni con il club, e il campionato non è ancora finito. Il Digione è una squadra che può ruotare gli uomini offensivi. Può schierare giocatori come Wesley Said, Frédéric Sammaritano o l’ala tunisina Naim Sliti, sempre in prestito dal Lille, così come il coreano Kwon Chang-hoon: il gioco offensivo di Dall’Oglio prevede una quantità di variabili impossibili da controllare. Rotazione degli uomini, imprevedibilità, fluidità di calcio e un gioco emozionante. Il Digione è la sorpresa dell’anno, e l’allenatore può continuare a stare tranquillo, il suo calcio funziona come meglio non potrebbe.

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