Il codice Etico di Eni

Il miglioramento continuo di un'azienda passa attraverso il rispetto delle regole.
di Redazione Undici 04 Maggio 2018 alle 14:58

Il primo fra i principi promossi dal Codice Etico è la sostenibilità e il rispetto dei diritti umani, che da sempre rappresenta per Eni il motore di un processo di miglioramento continuo, essenziale a 1994 Eni è stata fra le prime aziende europee a dotarsi di un Codice di Comportamento. La prima edizione risale al 1994 garantire risultati nel tempo e il rafforzamento delle performance economiche e della reputazione Eni opera da sempre in partnership con i paesi produttori, riconoscendo il valore delle loro risorse non solo in termini economici, ma anche fornendo supporto concreto allo sviluppo in particolare energetico. Per raggiungere gli obiettivi e porre le basi per il nostro futuro l’innovazione tecnologica rappresenta una leva fondamentale.

Sei punti fondamentali sul Codice Etico di Eni:

• I valori di Eni sono fissati nel Codice Etico, approvato dal Consiglio di Amministrazione di Eni il 14 marzo 2008, in sostituzione del precedente Codice di Comportamento del 1998, aggiornato il 10 aprile 2014 e da ultimo il 23 novembre 2017.

2017 L’ultimo aggiornamento del Codice Etico risale al 23 novembre 2017 • A tal fine il Codice, tradotto in 21 lingue (inglese, francese, tedesco, russo, vietnamita, cinese, olandese, ungherese, turco, sloveno, spagnolo, kazaco, greco, portoghese, fiammingo, slovacco, arabo, polacco, rumeno, indonesiano e ceco), è diffuso in modo capillare ed è illustrato attraverso una pluralità di azioni, fra cui un’attività di formazione specifica aziendale

• Il Codice Etico si applica a tutte le società controllate da Eni, direttamente e indirettamente, in Italia e all’estero.

• Nei territori in cui Eni opera promuove la cultura in tutte le sue forme, attraverso il sostegno concreto alla ricerca, alle Università, alle scuole, alle arti.

• Eni aderisce al Codice di Autodisciplina delle società quotate, che contiene raccomandazioni che costituiscono un modello di “best practice” per l’organizzazione e il funzionamento delle società quotate italiane.

• Il Codice di Autodisciplina, insieme allo Statuto, definisce le funzioni e le relazioni tra gli organi di gestione e di controllo della Società, dettando inoltre i principi generali di trasparenza da osservare nei rapporti con gli azionisti e il mercato, descrivendo infine le principali articolazioni del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.


Due dichiarazioni di Claudio Descalzi

«In continuità con l’approccio che Eni ha storicamente adottato, promuoviamo la collaborazione e il dialogo con le comunità locali, il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, lo sviluppo di risorse sostenibili».

«Il rispetto dei diritti umani è un argomento fondamentale, è una priorità nel nostro modo di fare business e riguarda come gestiamo molte delle attività della nostra azienda»

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