Tre cose sulla ventesima giornata di Serie A

Il ritorno di Muriel, la versatilità di Milik, il record dell'Atalanta.
di Redazione Undici 21 Gennaio 2019 alle 12:44

Il ritorno pirotecnico di Luis Muriel

Non ci eravamo accorti di quanto ci mancasse Luis Muriel fino a che non abbiamo visto il suo esordio in maglia viola. Nella doppietta del centravanti alla Sampdoria, che ha fatto parlare di nuovo del paragone con Ronaldo il Fenomeno, ci sono velocità, tecnica, precisione e esplosività. Soprattutto quest’ultima caratteristica, comune ai due gol (simili tra loro), è forse quella che ha stupito di più. In pochi si aspettavano un Muriel così in forma da subito, visto lo scarso impiego di Siviglia (800 minuti in sei mesi) e una condizione fisica in passato altalenante per il nuovo centravanti della Fiorentina. E invece ieri Muriel ha viaggiato a velocità doppia, con rapidità nei primi metri e straordinaria forza nella progressione. Alla sua presentazione aveva detto di essere maturato: se queste sono le premesse, a Firenze ci sarà da divertirsi.

Il primo gol di Luis Muriel con la maglia della Fiorentina

Milik sa fare tutto

Arkadiusz Milik contro la Lazio ha segnato il suo undicesimo gol in Serie A, il secondo su punizione (dopo quello decisivo a Cagliari): una parabola forte e a giro dai venti metri sulla quale Strakosha ha potuto fare ben poco. Il polacco, alla prima stagione giocata con continuità, si sta dimostrando un attaccante forte e completo. I calci da fermo sono solo l’ultima aggiunta a un arsenale che comprende forza, balistica (il palo di ieri al volo), colpo di testa (altro palo contro la Lazio) e capacità di giocare con la squadra. Vicino ai 25 anni, Milik si sta consacrando tra i migliori centravanti in circolazione e la continuità con cui aggiunge dimensioni al suo gioco lascia intuire ulteriori margini di miglioramento: non è semplicemente un punto di riferimento offensivo, di quelli che magari fanno leva sulle doti fisiche (1,86 di altezza), è un giocatore la cui versatilità lo aiuta a essere decisivo in qualsiasi situazione di gioco. Ancelotti non può che compiacersene, anche perché contro la Lazio, soprattutto nel primo tempo, si è visto uno dei migliori Napoli stagionali, nonostante l’assenza di ben quattro titolari – Insigne, Koulibaly, Allan, Hamsik.

La punizione di Milik contro la Lazio

Nessuno segna come l’Atalanta

L’Atalanta ha piantato per bene i piedi in zona Europa: ora è sesta in classifica, con appena due punti di ritardo dal quarto posto. A Frosinone i nerazzurri hanno passeggiato, vincendo per 5-0 con Duvan Zapata grande protagonista: quattro reti, 13 gol nelle ultime 7 di Serie A, nuovo capocannoniere del campionato in coabitazione con Quagliarella e Cristiano Ronaldo. Nella partita precedente, contro il Sassuolo, l’Atalanta aveva segnato ben sei gol – prima ancora, tra le partite esterne ricche di reti, cinque gol al Bentegodi e tre all’Olimpico contro la Roma. Sommando tutte queste reti, fanno 44: l’Atalanta è il miglior attacco del campionato, e di gran lunga (il Napoli, secondo, è a quota 39). Addirittura, considerando solamente le realizzazioni in trasferta, i nerazzurri sono i primatisti dei primi cinque campionati europei: 29 gol, davanti al Tottenham (28) e al Paris Saint-Germain, fermo a 25 gol fuori casa. Per una formazione non con velleità di scudetto, un traguardo incredibile: merito di Gasperini, certo, che ha costruito una cooperativa del gol – già 13 giocatori a segno – ma soprattutto ha instillato nei suoi giocatori una mentalità aperta, offensiva, senza nessun tipo di timore. E questo è alla base di un campionato, l’ennesimo, da applausi.

Il terzo gol di Zapata: cross di Castagne, torre di Hateboer e gol di Duvan
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