Calcio

All'improvviso, Bakayoko

Il francese ha superato le difficoltà iniziali e oggi è fondamentale nel centrocampo del Milan.

F91 Dudelange's Luxembourgish forward David Turpel (L) and AC Milan's French midfielder Tiemoue Bakayoko go go for the ball during the UEFA Europa League group F football match AC Milan vs F91 Dudelange on November 29, 2018 at the San Siro stadium in Milan. (Photo by Miguel MEDINA / AFP) (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Per oltre due mesi, Tiémoué Bakayoko è stato un incompreso. Le sue prestazioni erano ben lontane da quelle di un giocatore arrivato con credenziali importanti, anche a livello economico – per riscattarlo a giugno i rossoneri dovranno pagare 35 milioni al Chelsea. Eppure, complice l'infortunio di Biglia, Bakayoko ha conquistato pian piano minuti in campo e fiducia, e oggi è uno dei giocatori irrinunciabili in casa Milan. Nell’incontro di Coppa Italia vinto contro il Napoli, segnato dall’incredibile doppietta di Piatek (due gol con due tiri in porta), Bakayoko ha giocato una partita totale, guadagnandosi gli applausi di San Siro e i complimenti di Gattuso: «Per noi è un giocatore importante, in fase di interdizione ha imparato tanto», ha detto il mister. «È un vertice basso un po’ atipico, perché a volte preferisce puntare l’avversario con la fisicità invece di lanciare, ma i rischi che si prende ci danno la superiorità».

Le statistiche di Bakayoko nel 2-0 sui partenopei mostrano che tipo di giocatore sia il francese: una diga davanti alla difesa (migliore per recuperi, 12, e per contrasti vinti, 10) ma anche un regista capace di gestire il pallone e di far ripartire l’azione verticalizzando (migliore per passaggi, 46, e secondo per percentuale, 89,1%). Il tutto con zero falli fatti e quattro subiti. L’ex Chelsea è diventato il perno fondamentale di un Milan che nel 2019 sembra aver trovato l’entusiasmo e la solidità giuste per mantenere il quarto posto.

L'enciclopedica partita di Bakayoko contro il Napoli in cinquanta secondi

Se le ultime due partite contro il Napoli lo hanno consacrato in Italia, proprio contro gli azzurri Bakayoko era stato protagonista di un pessimo esordio in maglia rossonera. Entrato a mezz’ora dalla fine con il Milan in vantaggio 2-1 al San Paolo, aveva assistito alla rimonta degli uomini di Ancelotti senza mai entrare in partita: «Questa sera ha sbagliato tutto», aveva detto Gattuso al termine del match, «ma ci stiamo lavorando».

Le partite successive, mai giocate per intero, avevano ampliato l’aura di mistero che circondava un giocatore esploso al Monaco nel 2016/17 (vittoria del campionato e semifinale Champions da protagonista) ma involutosi nel suo anno a Londra. L’infortunio di Biglia e la mancanza di alternative valide per Gattuso ne aveva comunque accelerato l’inserimento nell’undici titolare. Nell’esordio da titolare contro il Genoa aveva perso il pallone del momentaneo 1-1 di Kouamé, ma già dalla partita dopo a Udine aveva dato ottimi segnali. Nella sconfitta contro la Juve, quella del rigore di Higuaín, era stato uno dei pochi a salvarsi dei rossoneri. Da quel momento, tolta la partita con la Fiorentina saltata per squalifica, Bakayoko ha giocato sempre 90 minuti ed è sempre stato tra i migliori in campo.

Partita dopo partita, Bakayoko ha preso in mano le chiavi del Milan

Una crescita esponenziale sotto tutti i punti di vista: fisico, tecnico, mentale. Oggi il classe ’94 è il filtro fondamentale nella mediana milanista, ma ha mostrato ottime doti anche in ripartenza, con degli strappi palla al piede frutto di doti fisiche e condizione straripanti. Ha la personalità e il tocco per prendersi dei rischi davanti alla difesa, ma ha imparato a far girare la palla minimizzando gli errori. Nel contrastare gli avversari è quasi sempre pulito (ha preso appena due gialli, entrambi nella stessa partita, in 16 uscite di campionato) e Gattuso nel post-partita contro il Napoli ha sottolineato la sua crescita nel modo di stare in campo: «Prima sbagliava posizione, ora invece lavora da tergicristallo. È migliorato molto».

L’imminente rientro di Biglia pone un interrogativo per il tecnico rossonero: chi farà posto all’argentino? Vista la condizione di Bakayoko e il buon ambientamento di Paquetá, a tirare il fiato potrebbe essere Kessié, apparso ultimamente un pochino appannato soprattutto in fase di possesso palla. Se Biglia dovesse tornare tra i titolari, a quel punto le strade per Gattuso sarebbero due: giocare con il doppio-play e passare al 4-2-3-1 o spostare Bakayoko mezzala. La prima posizione è totalmente nelle corde del francese, che quest’anno ha già giocato in un centrocampo a 2 (nel 4-4-2 affiancato da Kessié): lui e Biglia darebbero sostanza e qualità dietro al trio di trequartisti, che potrebbero essere Suso, Calhanoglu e Paquetá. Per giocare mezzala invece al francese non mancano certo i mezzi fisici o tecnici, ma deve migliorare negli inserimenti, una fase in cui Kessié (e Bonaventura prima di farsi male) eccelle. In carriera Bakayoko ha segnato appena 9 gol in 188 partite ufficiali e non ha ancora trovato il suo primo gol con la maglia del Milan.

Champions 2017, il gol del 3-1 in Monaco-City che ha consentito ai francesi di ribaltare il 5-3 dell'andata e accedere alla semifinale

In attesa del mercato estivo, condizionato dalla qualificazione in Champions e dalle direttive Uefa, il Milan ha già in casa (pagando solo 35 milioni) un centrocampista di spessore che mancava da tempo. «Ora però deve continuare, anche fuori dal campo», vola basso Ringhio, soddisfatto comunque di un calciatore perfettamente inserito sia in campo sia con i compagni e nell’ambiente rossonero. Dal Napoli al Napoli, Tiémoué Bakayoko in cinque mesi è passato da «sbagliare tutto» a non sbagliare nulla e i tifosi rossoneri, oltre a Piatek, oggi hanno un nuovo idolo.


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