Calcio

Cosa aspettarsi dalla 26esima giornata di Serie A

La "classica" tra Napoli e Juventus, il derby di Roma, Udinese-Bologna per la salvezza.

AS Rome's Italian forward Stephan El Shaarawy (C) and Lazio's Brazilian defender, Luis Felipe Ramos Marchi (L) go for the ball during the Italian Serie A football match AS Rome vs Lazio Rome on September 29, 2018 at the Olympic stadium in Rome. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Napoli-Juventus è un big match, nonostante tutto

Napoli-Juventus è la classica del calcio italiano contemporaneo, per una questione di numeri e di valore delle rose. È così anche quest’anno, nonostante l’ampia distanza in termini di punti. La sfida di domenica sera metterà di fronte prima e seconda in classifica, due squadre che hanno scavato un solco con tutte le rivali in campionato. Il paradosso è che Allegri approccerà alla partita del San Paolo immerso in un clima pesante nonostante i tredici punti di vantaggio sugli azzurri. Colpa della sconfitta di Madrid in Champions League, e delle incertezze di gioco palesate nell’ultimo periodo in campionato. Un eventuale, ulteriore passo falso contribuirebbe ad avvelenare il morale di un ambiente che sembra un po’ depresso, nonostante gli incredibili risultati interni. È una lettura che vale anche per il Napoli, però in senso opposto: la squadra di Ancelotti è reduce dal netto successo di Parma, quattro gol che hanno cancellato un momento di scarsa brillantezza offensiva. Poi c’è l’Europa League, lo Zurigo non è stato un ostacolo complicato, e un successo prestigioso contro la Juventus potrebbe accendere l’entusiasmo in vista dell’impegno contro il Salisburgo. Milik e Cristiano Ronaldo non hanno vissuto una settimana facile, Allegri e Ancelotti potrebbero decidere di rischiarli nonostante qualche problema fisico. Dopotutto una classica resta tale anche se avrà un impatto minimo sulla classifica, la componente emotiva va nutrita con i grandi nomi, e un risultato positivo potrebbe dare la spinta giusta per le partite decisive della stagione, che ormai sono proprio dietro l’angolo.

L'ultimo Napoli-Juve giocato al San Paolo, deciso da un gol di Gonzalo Higuaín

Lazio e Roma vivono due momenti diversi

Un luogo comune dice che la squadra meno in forma al momento del derby ha maggiori possibilità di vincere. Fosse vero, la Lazio sarebbe favorita. I biancocelesti hanno perso l'ultima in campionato contro il Genoa, giocata in mezzo ai due ko di Europa League contro il Siviglia. La partita contro il Milan, giocata in emergenza difensiva, ha mostrato una squadra con voglia di svegliarsi ma molto imprecisa, a cominciare dal suo uomo simbolo Immobile. Contro la Roma rientrerà Radu, mentre Luis Alberto dovrebbe partire dalla panchina, in una partita che in caso di risultato negativo allontanerebbe in maniera forse definitiva gli uomini di Inzaghi dalla zona Champions. La Roma invece arriva da tre vittorie consecutive, quattro considerata quella contro il Porto in Champions. Proprio il pensiero del return match in Portogallo (in calendario per mercoledì 6 marzo) potrebbe togliere energie nervose ai giallorossi, un requisito fondamentale per affrontare la Lazio. Di Francesco dovrebbe giocare con El Shaarawy e Zaniolo (al primo derby da titolare) a supporto di Dzeko, che in campionato non ha ancora trovato il gol all'Olimpico. Il bosniaco ha segnato sette gol in Serie A, tutti in trasferta. Sabato sera, secondo il calendario, i giallorossi giocheranno fuori casa. Scaramanzia? Anche quella è una componente importante per il derby di Roma.

Il derby di andata, vinto 3-1 dalla Roma

Udinese-Bologna e i problemi della Serie A

Per molti la Serie A a 20 squadre è un problema: livellamento verso il basso, partite più scontate, distanze in classifica più marcate. Non è una novità, ma i numeri aiutano a fotografare la situazione: in Premier sotto la soglia dei 25 punti ci sono due squadre, in Liga tre, in Ligue 1 quattro. In Serie A, ben sette. Dovremmo aspettarci qualcosa in più dalle squadre che sono nelle posizioni meno nobili della classifica? Lo scontro salvezza tra Udinese e Bologna di questo weekend ci porta a un breve ragionamento. Due squadre costruite a inizio stagione con una precisa identità: l’impronta spagnola di Julio Velázquez e la feroce applicazione di Filippo Inzaghi. Nessuno dei due tecnici, oggi, è ancora al suo posto, e oggi le due formazioni sono in mano a profili manageriali – Nicola e Mihajlovic – con caratteristiche non del tutto simili ai predecessori. Forse, più che la qualità degli organici, a mancare è un’idea calibrata sul lungo termine – non si potranno vedere squadre competitive, in grado di esprimersi al meglio, se le rivoluzioni sono dietro l’angolo. Il Bologna deve cercare di raccogliere punti in terra friulana in una giornata che sembra favorevole per molte concorrenti dirette: Empoli e Spal, che giocano in casa contro Parma e Sampdoria, mentre il Frosinone, che ha vinto due delle ultime tre trasferte, è a Marassi contro il Genoa. L’Udinese, invece, ha la possibilità di allontanare la zona retrocessione con una vittoria – in quel caso il vantaggio sul Bologna salirebbe a sette punti.

Il match dell'andata, vinto dai rossoblu