Calcio

Lo Schalke 04 produce campioni

Integrazione e lavoro sul campo: un modello che funziona.

Schalke's midfielder Leroy Sane celebrates during the German first division Bundesliga football match FC Schalke 04 v Eintracht Frankfurt in Gelsenkirchen, on September 23, 2015. AFP PHOTO / PATRIK STOLLARZ RESTRICTIONS: DURING MATCH TIME: DFL RULES TO LIMIT THE ONLINE USAGE TO 15 PICTURES PER MATCH AND FORBID IMAGE SEQUENCES TO SIMULATE VIDEO. ==RESTRICTED TO EDITORIAL USE == FOR FURTHER QUERIES PLEASE CONTACT THE DFL DIRECTLY AT + 49 69 650050. (Photo credit should read PATRIK STOLLARZ/AFP/Getty Images)

Lo Schalke 04 possiede un ottimo settore giovanile, tra i migliori in Germania e in Europa. Per tracciare i contorni del fenomeno, basta snocciolare qualche nome: Manuel Neuer, Ilkay Gündogan, Mesut Özil, Max Meyer, Julian Draxler, Leroy Sané. Il Guardian, alla vigilia del return match degli ottavi di finale di Champions League contro il Manchester City, ha pubblicato un articolo in cui viene raccontato il lavoro nell'academy del club tedesco, a partire dal particolare tessuto sociale della città di Gelsenkirchen.

Le parole di Peter Knäbel, uno dei responsabili della scuola calcio dello Schalke: «Le nuove generazioni hanno avuto la fortuna di vivere settant'anni consecutivi di pace, e ora stiamo raccogliendo i frutti. Nel dopoguerra, tantissime persone di diversa nazionalità sono arrivate nella nostra regione per lavorare nelle miniere di carbone, erano polacchi, italiani, turchi. Il nostro vivaio è un fantastico melting pot, e a volte mi viene da storcere il naso quando sento parlare di modello tedesco: come si fa a parlare di Germania o di altre nazioni quando il tuo vicino di casa si chiama Weston McKennie oppure Ahmed Kutucu?».

Come gioca McKennie

L'integrazione è andata di pari passo con lo sviluppo di un modello di allenamento moderno, basato essenzialmente sul lavoro con il pallone. Almeno inizialmente, il percorso nell'Academy dello Schalke non prevede grande attenzione sulla tattica di gioco: «Non vogliamo che i nostri tecnici si concentrino solo sugli aspetti strategici», spiega ancora Knäbel, «il concetto di 4-4-2 o 3-5-2 non conta fino all'età di 14 anni. Lasciamo che i nostri bambini si divertano con il pallone, ma gli insegniamo anche a vincere, vogliamo che crescano dei giocatori vincenti. La chiave di tutto sono gli allenatori: li scegliamo come persone e poi come professionisti, dopotutto se hai un buon allenatore finirai per avere 18 buoni giocatori». È un modello che funziona, da tempo e per la generazione che verrà: secondo i dati del CIES lo Schalke 04 ha il 29esimo settore giovanile migliore in Europa, e arriva al City of Manchester Stadium con una rosa dall'età media bassa (25,8) e con nuovi calciatori cresciuti nel vivaio. Tra tutti, vanno segnalati l'americano McKennie e il turco Ahmed Kutucu. Evidentemente, l'idea del Melting Pot a Gelsenkirchen continua ad avere buoni risultati, promette di produrre nuovi campioni.

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