Esiste una stagione più pazza di quella di Alfredo Morelos?

Gol, ammonizioni ed espulsioni a raffica nei Rangers.
di Redazione Undici 01 Aprile 2019 alle 12:10

Alfredo Morelos ha fatto un percorso poco comune tra i molti giocatori sudamericani (è colombiano) che scelgono di giocare in Europa: a 19 anni ha lasciato Medellín per trasferirsi allo HJK di Helsinki, in Finlandia, e da lì, dopo due stagioni, è passato ai Rangers di Glasgow. Classe 1996, Morelos in Scozia è esploso: alla sua prima stagione ha segnato 18 gol (14 in Scottish Premier League), mentre in quella in corso siamo a quota 29 reti in tutte le competizioni. È un rendimento straordinario, se solo non fosse macchiato da una condotta disastrosa: l’espulsione nell’Old Firm contro i Rangers, domenica 31 marzo, è stata la quinta della stagione. E ha segnato pesantemente la partita per la squadra di Steven Gerrard: dopo quella che sembra una provocazione da parte di Scott Brown, al minuto 31 e a palla lontana, Morelos ha colpito la bandiera del Celtic con una gomitata in faccia. La partita si è conclusa 2-1 per il Celtic, che conduce la Scottish Premier League con 13 punti di vantaggio sui Rangers.

La gomitata, tutt’altro che casuale, è verso la fine del video

Intervistato nel dopo partita, Steven Gerrard ha detto: «Non lo posso più difendere. Sarà punito con una multa equivalente allo stipendio di una settimana». I problemi di temperamento di Morelos non riguardano soltanto i cartellini rossi: sono stati addirittura 17 quelli gialli.

Per fare un rapporto: il giocatore più espulso nella storia della Serie A, famoso per essere uno dei più “cattivi” di sempre, è Paolo Montero, ex difensore di Atalanta e Juventus, che ne ha totalizzate 16 in 14 stagioni in Italia, praticamente “soltanto” una all’anno.

A movimentare ancora di più l’anno di Morelos, ci sono ben due contratti firmati in questa sola stagione: un’estensione contrattuale fino al 2022, arrivata a settembre 2018, e un’ulteriore fino al 2023, firmata a marzo 2019.

>

Leggi anche

Calcio
La semifinale tra Atlético Madrid e Arsenal ha dimostrato che un altro calcio, un calcio più equilibrato e difensivo, è ancora possibile (anche se è meno divertente)
Ventiquattr'ore dopo lo spettacolo del Parco dei Principi è andata in scena "l'anti-PSG-Bayern": pochi gol, attacchi contratti, organizzazione tattica da manuale. Vale tanto quanto, se non si dispone di fuoriclasse di grande strappo.
di Redazione Undici
Calcio
La FIFA ha avviato la procedura per obbligare tutti i club del mondo a schierare un giocatore Under 20 o Under 21 cresciuto nel proprio vivaio
Sarebbe una rivoluzione epocale per il calcio, perché costringerebbe le società a cambiare completamente la propria programmazione.
di Redazione Undici
Calcio
PSG-Bayern 5-4 è stata il trionfo dell’attacco sulla difesa, e non ha senso indignarsi: il calcio d’élite, oggi, è un gioco prettamente offensivo
Luis Enrique, Kompany e gli altri allenatori dei top club non fanno altro che valorizzare le qualità dei loro migliori giocatori, anche a rischio di concedere qualche gol in più.
di Alfonso Fasano
Calcio
Per capire lo spettacolo di PSG-Bayern, bisogna guardare Achraf Hakimi: un’ala più che un terzino, ma soprattutto un giocatore decisivo
Il fenomenale esterno marocchino è stato un riferimento offensivo continuo per i suoi compagni, ed è questo a renderlo unico nel suo genere.
di Redazione Undici