Cosa aspettarsi dalla 30esima giornata di Serie A

Il Milan per il rilancio, il ritorno di Icardi, Toro-Samp per l'Europa.
di Redazione Undici 02 Aprile 2019 alle 11:11

Il Milan è ancora vivo?

Le due sconfitte consecutive contro Inter e Sampdoria non hanno cambiato troppo la classifica del Milan: la squadra di Gattuso è ancora al quarto posto, la Lazio si è avvicinata ma l’Inter non è andata in fuga, allora il match con l’Udinese rappresenta un’occasione per alimentare – di nuovo – le ambizioni di Champions League. Servirà una squadra meno distratta rispetto alla versione mostrata nelle ultime due uscite, probabilmente la sosta ha inficiato sulla psiche più che sulla condizione fisica dei rossoneri, non a caso le reti subite contro Inter e Sampdoria sono arrivate per letture individuali errate, o per errori grossolani (Donnarumma a Marassi). Ora, però, Gattuso deve ripartire: l’Udinese arriva a San Siro dopo quindici giorni complessi, il cambio in panchina ha portato al successo interno contro il Genoa, l’ambiente friulano potrebbe sentirsi rinfrancato e allora l’inerzia psicologica della partita potrebbe rendere più equilibrati i valori in campo. Per questo motivo il Milan deve dimostrare di essere ancora vivo, negli ultimi mesi ha dimostrato di poter esprimere un calcio efficace, ora deve reagire a un momento difficile, magari ritrovando le migliori misure dei giocatori protagonisti da gennaio in poi (Piatek e Paquetà su tutti) e ora apparsi in fase calante. Anche a livello emotivo, il turno infrasettimanale potrebbe essere un’opportunità di immediato riscatto, alla vigilia di un match difficilissimo in casa della Juventus e di una corsa Champions aperta a ogni risultato.

Nel match di andata, il Milan ha battuto l’Udinese nel recupero della ripresa, con un gol di Romagnoli

Il momento di Icardi

La sconfitta contro la Lazio nell’ultimo turno ha agitato le acque dell’Inter, che non ha approfittato delle cadute di Milan e Roma. Ora, con l’Atalanta e la Lazio stessa che sembrano lanciatissime nella corsa al quarto posto, la trasferta di Marassi contro il Genoa è un appuntamento cruciale per la squadra di Spalletti. Che, come ha fatto intendere nel dopo partita di domenica sera, ritrova Icardi: la mancata convocazione contro la Lazio è stata l’ultima per l’ex capitano, che torna in squadra dopo dieci partite di assenza. Con Lautaro ancora assente e il Keita volitivo ma poco presente in zona gol nel match contro i biancocelesti, Spalletti ha annunciato la presenza in attacco dell’argentino dal primo minuto. Il tecnico nerazzurro a Genova proverà a cambiare qualcos’altro – l’inserimento di Nainggolan dal primo minuto, per esempio – ma l’attenzione sarà puntata tutta sul ritorno del suo numero 9, a cui si chiede di indirizzare sin da subito la partita. Anche perché, contro la Lazio, le forze fresche subentrate a partita in corso non hanno convinto – Nainggolan a intermittenza, Joao Mario e Candreva passati del tutto inosservati. Icardi, del resto, dopo la forzata assenza, resta ancora il migliore marcatore dell’Inter in stagione, l’unico ad aver raggiunto la doppia cifra tra tutte le competizioni. Occhio al Genoa, che non è squadra arrendevole: uno, una vittoria potrebbe voler dire salvezza quasi certa; due, a Marassi i rossoblù hanno perso appena tre volte in campionato, e nell’ultima gara interna hanno battuto la Juventus – primi a riuscirsi nella Serie A 2018/19.

L’ultimo gol di Icardi in campionato, a dicembre contro l’Udinese

Uno spareggio per l’Europa

Torino-Sampdoria sarà una partita interessante, è una questione di classifica come di pura sfida tattica tra due allenatori molto distanti tra loro. Granata e blucerchiati arrivano appaiati allo scontro diretto, se una delle due squadre riuscisse a prevalere resterebbe ancora in corsa per il quarto posto, mentre un pareggio ridimensionerebbe il tutto, limitando le ambizioni per il futuro alla lotta per l’Europa League. In più, come detto, c’è il duello delle panchine: Mazzarri ha modellato il Toro a sua immagine e somiglianza, esattamente come Giampaolo ha fatto con la Samp, solo che gli approcci sono completamente diversi. Da una parte c’è una squadra che ama attendere e ripartire in campo aperto, non è un caso che il Torino abbia la quarta miglior difesa e l’undicesimo attacco della Serie A; Giampaolo, invece, ha costruito un sistema più ambizioso in senso offensivo, la Samp crea tanto gioco e tende e concretizzarlo (50 gol fatti, quinto miglior attacco del campionato), ma concede molto in fase difensiva (38 reti incassate). Al di là del duello ideologico, il match del Grande Torino ci dirà se una delle due squadre resterà attaccata al treno che vale l’Europa, l’inerzia sembra favorevole alla Samp (per Mazzarri un punto nelle ultime due partite) ma già all’andata il risultato finale fu rotondo, inatteso, il Toro violò 4-1 il Ferraris. È una delle due partita della stagione in cui i granata hanno segnato più di tre gol. L’altra è Torino-Cosenza, turno eliminatorio di Coppa Italia.

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