Calcio

Cosa aspettarsi dalla 31esima giornata di Serie A

La diversità di questo Juve-Milan, Atalanta e Torino in orbita Champions.

Juventus' Brazilian forward Douglas Costa (R) is marked by AC Milan's Brazilian midfielder Lucas Paqueta (L) during their Supercoppa Italiana final between Juventus and AC Milan at the King Abdullah Sports City Stadium in Jeddah on January 16, 2019. (Photo by Fayez Nureldine / AFP) (Photo credit should read FAYEZ NURELDINE/AFP/Getty Images)

Juve-Milan: una classica con significati diversi

Il fascino di Juventus-Milan è enorme, parliamo di una grande classica del nostro calcio, solo che la partita dell'Allianz Stadium offrirà una versione annacquata di se. È una questione di classifica, di obiettivi, di pura convenienza: la squadra bianconera ha ipotecato da tempo l'ottavo scudetto consecutivo, ma soprattutto guarda alla grande sfida con l'Ajax, per l'andata dei quarti di finale di Champions. Facile che Allegri possa varare il turnover, in modo da arrivare al meglio alla trasferta di Amsterdam. È anche vero, però, che la rosa della Juventus è stata colpita da molti infortuni, il calendario è congestionato e quindi la squadra che domani sera affronterà il Milan non sarà troppo distante da quella che vedremo contro l'Ajax. Per il Milan, invece, la trasferta a Torino ha dei significati diversi, la corsa per il quarto posto è diventata complicata dopo il solo punto conquistato nelle ultime tre partite, Lazio e soprattutto Atalanta sembrano aver lanciato lo sprint, ed ecco che allora ogni punto in palio diventa determinante, anche in un match proibitivo come quello contro la Juventus. Gattuso dovrà risolvere il rebus formazione, le assenze di Donnarumma e Paquetà porteranno a sperimentare nuove soluzioni, le due punte viste contro l'Udinese sono una possibile tentazione, ma è probabile che alla fine il Milan scenda in campo con due centrocampisti centrali (Bakayoko e uno tra Biglia e Kessié), Cahlanoglu di spola tra le linee e Suso e Castillejo alle spalle di Piatek. In porta, toccherà di nuovo a Reina.

Il match d'andata, risolto da Mandzukic e Cristiano Ronaldo

L’Atalanta vede la Champions

Tredici gol e altrettanti punti nelle ultime cinque partite, una sola lunghezza di distanza dal quarto posto: l’Atalanta è tra le squadre più in forma del campionato. La vittoria contro il Bologna nel turno infrasettimanale incute paura a qualsiasi avversario: quattro gol nei primi quindici minuti, in Serie A, non si vedevano dagli anni Trenta, e basta questo dato a dare la misura di come la formazione di Gasperini stia vivendo un eccezionale periodo. Il momento migliore per affrontare l’Inter terza in classifica, per misurare con un avversario più avanti in graduatoria le ambizioni di un gruppo in netta crescita: vincere non solo permetterebbe di avvicinare, e di molto (appena due punti), la squadra di Spalletti, ma anche, con alte probabilità, di conquistare il quarto posto, considerato l’impegno del Milan sul campo della Juventus. C’è, però, un ulteriore esame di maturità da superare: in campionato l’Atalanta non ha mai vinto in trasferta contro una tra le top otto della nostra Serie A, e negli scontri diretti quasi mai ha trovato i tre punti – ha perso, circa due mesi fa, il delicato incrocio casalingo contro il Milan, ha pareggiato due volte con la Roma e raccolto un solo punto in due gare con il Torino. Le eccezioni sono le vittorie contro la Lazio e proprio l’Inter all’andata, demolita con quattro reti. Imporsi anche a San Siro, contro un’Inter che, Lazio a parte, ha sempre vinto nell’ultimo mese di campionato, sarebbe una spinta decisiva. E permetterebbe di affrontare con maggiore consapevolezza le ultime tre temibili trasferte: Napoli, Lazio e Juventus.

I quattro gol in quindici minuti dell’Atalanta contro il Bologna

La costanza del Torino

Il Torino di Mazzarri ha conquistato 21 punti nelle ultime 10 partite, è il secondo record del campionato dopo quello della Juventus (25 punti nelle stesse 10 partite). I granata possono ambire all'Europa proprio in virtù di questa regolarità, che si sublima nella solidità difensiva: 6 gol subiti nelle ultime 10 partite, 3 dei quali nell'unico passo falso, la sconfitta interna contro il Bologna. Per il resto, il tecnico toscano sembra aver trovato le misure giuste per esaltare un organico di buon livello, il Torino non ha gli stessi valori di Roma e/o Lazio, ma ha un sistema che gli sta permettendo di andare oltre le distanze con gli avversari diretti. Il match di Parma, contro una squadra in grande difficoltà, apre un ciclo di tre partite – dopo i crociati, Belotti e compagni affronteranno il Cagliari in casa e il Genoa a Marassi – che potrebbero alimentare la candidatura dei granata per la corsa alla qualificazione europea. A questo punto, non è utopico pensare anche al quarto posto, perché il Milan è distante solo 4 punti e sarà atteso all'Olimpico Grande Torino in un vero e proprio spareggio. Insomma, Mazzarri sembra essersi scrollato di dosso le difficoltà del post-Napoli, le esperienze poco esaltanti all'Inter e al Watford sembrano dimenticate, il suo approccio al gioco non è cambiato e anzi sta portando il Torino in Europa – magari addirittura in Champions. Un altro miracolo potenziale, per un allenatore sottovalutato eppure sempre in grado di far rendere al meglio le proprie squadre.

L'ultimo successo del Toro, 2-1 in casa alla Sampdoria


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