Tre cose sulla 31esima giornata di Serie A

La Juventus dominante, l'Inter ermetica, la leadership di De Rossi.
di Redazione Undici 08 Aprile 2019 alle 10:33

La superiorità della Juventus

Quando Moise Kean ha realizzato il gol del 2-1 contro il Milan, tutti noi abbiamo pensato all’ineluttabilità di quel momento. Al netto delle polemiche arbitrali che hanno agitato il match dell’Allianz Stadium, lo scontro tra la Juventus e la squadra di Gattuso ha confermato la netta superiorità dei bianconeri su tutte le altre squadre di Serie A. È una condizione tecnica ma anche mentale, anzi i due aspetti si alimentano a vicenda: la consapevolezza della Juve rispetto alla propria forza nutre la capacità di conquistare le partite anche partendo da situazioni di svantaggio tecnico – un gol segnato dagli avversari, per esempio – o psicologico – il pensiero latente dell’Ajax all’orizzonte. Il Milan ha meritato e legittimato la rete di Piatek nel primo tempo, la Juventus ha tenuto il gioco in mano per tutta la ripresa e ha colpito nei momenti giusti, sfruttando un giocatore uscito un po’ fuori dalla ribalta – Dybala – e il momento eccellente di Moise Kean, ancora una volta decisivo. Ad Allegri manca un punto per lo scudetto, presumibile che i bianconeri possano festeggiare già nel prossimo weekend, dopo la sfida alla Spal. Un titolo più o meno ineluttabile, data la schiacciante superiorità mostrata e dimostrata fin dall’inizio di un campionato dominato.

La rimonta della Juventus contro il Milan

È la difesa la forza dell’Inter

Un numero spiega più di ogni altra cosa: zero. Sono i tiri in porta dell’Atalanta nella gara di San Siro contro l’Inter. Quasi inedito per una squadra che ha il miglior attacco del campionato, alla pari con la Juve, e il record, condiviso con il Barcellona, di reti segnate in trasferta nei top cinque campionati d’Europa. L’assenza di Zapata chiaramente ha tolto peso all’attacco di Gasperini, ma nei novanta minuti passati senza quasi correre pericoli c’è grande merito della difesa interista – che, a proposito di numeri e record, è la meno battuta in casa nei principali tornei europei. È un prezioso punto di forza per una squadra che ha vissuto parecchi alti e bassi in stagione, eppure è lì, saldamente al terzo posto, e con le avversarie – dal Milan alla stessa Atalanta – che probabilmente, in questo momento, non hanno la forza di riprendere in classifica la squadra di Spalletti. Si dice sempre che le difese vincono i campionati – sarà così anche quest’anno, visto che nessuno ha incassato meno gol dei 20 subiti dalla Juventus – ma spesso aiutano a centrare anche importanti traguardi, come la qualificazione in Champions. E l’Inter, seconda miglior difesa della Serie A, dimostra, anche in una partita non memorabile, di saper come arrivare in fondo ai propri obiettivi.

Inter-Atalanta 0-0

De Rossi è la Roma

Non è solo una questione del gol segnato a Genova contro la Sampdoria, del peso dei tre punti conquistati mentre tutte le altre contender per il quarto posto (Inter, Milan, Atalanta, Lazio e Torino) sono rimaste ferme. Daniele De Rossi, in questo momento, rappresenta la Roma perché è uno dei pochi elementi di Ranieri in grado di dare un ordine – tattico e mentale – alla squadra. Il match di Marassi sembrava andare diretto verso il pareggio, verso uno 0-0 che non avrebbe cambiato niente della stagione giallorossa. Anche perché non era cambiata la Roma: disordinata, disorganizzata, un gioco fatto di poche fiammate isolate. Ripetiamo: l’unico a cercare di dare un senso al tutto, come contro il Napoli, è stato De Rossi. Non a caso, il capitano giallorosso non era presente in occasione di Roma-Fiorentina, partita assolutamente priva di razionalità tecnico-tattica. Quasi in contrapposizione rispetto al suo coinvolgimento emotivo, De Rossi ha aiutato la sua squadra a rimanere a galla usando la testa, il gol è arrivato quasi come un premio a questo impegno, Ranieri è ancora in corsa per il quarto posto nonostante la Roma si sia dimostrata ancora fragile e informe. Oltre il talento dei singoli, oggi, ci sono la leadership e l’intelligenza di De Rossi. La base su cui costruire la rincorsa alla Champions nel finale di stagione.

La vittoria della Roma a Genova
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